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INFORM - N. 135 - 1 luglio 2004

Concluso il 22° convegno regionale di studi per gli italiani nel mondo

"La crisi venezuelana e argentina alla luce degli ultimi avvenimenti"

PRATOLA PELIGNA - Si sono conclusi a Pratola Peligna, presso la sala conferenza del palazzo Santoro-Colella, i lavori del XXII° Convegno Regionale di Studi per gli Italiani nel Mondo sulla tematica "La crisi venezuelana e argentina alla luce degli ultimi avvenimenti". L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Culturale "La Voce dell’Emigrante" con il contributo dell’Associazione Latinoamericana in Italia.

Gli oratori partecipanti al convegno e le delegazioni venezuelana e argentina, hanno posto l’accento sulla complessità della situazione: retaggi antichi, evoluzioni democratiche recenti, passato di durezza militare, negazioni di diritti, battaglie per riaverli, denunce inascoltate e disperate di deboli oppressi, complicità deplorevoli, paura generalizzata. Si sente il bisogno di grande disciplina, disciplina culturale prima di quella sociale e civica. Un desiderio di chiarezza nel pensiero, un voler ritrovare gerarchie di valori che siano in grado di guidare verso scelte fondamentali da fare. Una consapevolezza di una crescente disuguaglianza culturale, con un analfabetismo grave di ritorno e una accelerata diffusione di internet riservato a pochi. Anche gli italiani, ed il 57% della popolazione Argentina è di origine italiana, sono dentro completamente in questa situazione complessa e drammatica.

In Venezuela le politiche del governo sono sostenute o contrastate non senza contraddizioni. Tuttavia è certo che la comunità italiana, composta da circa 15 mila connazionali e da alcune centinaia di migliaia di oriundi, sta vivendo in prima linea una grave spaccatura della società civile venezuelana. E’ necessario uscire dalla crisi con una soluzione che sia al contempo costituzionale, democratica, pacifica ed elettorale, come sostenuto anche dal Consiglio Permanente dell’OSA. La comunità italiana, pur registrando condizioni sociali ed economiche di rilievo di molti connazionali, segnala un costante aumento degli italiani con problemi economici che entrano a far parte dell’area di povertà. I nostri connazionali - che giustamente richiedono il sostegno e l’intervento del nostro Governo e delle strutture istituzionali - sono oggi titolari di un ulteriore requisito, quello europeo, che consente loro di pretendere anche a livello dei paesi in cui sono immigrati, soluzioni che tengano conto degli equilibri, degli apporti sociali e culturali, delle economie internazionali.

Quello che occorre pretendere - ha detto il dott. Giorgio Panizzi, esperto dei problemi sociali ed economici - è che tra Sudamerica ed Europa si instauri un’alleanza per lo sviluppo. L’integrazione economica è un importante strumento di integrazione sociale e in America latina, segnatamente in Argentina e Venezuela, il processo di integrazione economica va promosso e sostenuto sia con le forme di interscambio commerciale ma anche con le sollecitazioni a competere in un mercato più vasto alle condizioni che i mercati globali richiedono: libertà d’iniziativa, sviluppo tecnologico, investimenti per lo sviluppo, miglioramento della produttività.

Il dott. Edoardo Leombruni, rappresentante delle delegazioni venezuelane e argentine, dopo aver rievocato il suo duro e difficile vissuto venezuelano, ha posto l’accento sui giovani che si trovano a vivere un conflitto interiore di essere da una parte cittadini venezuelani o argentini con la propria cultura e caratteristiche e, dall’altra, cercare di non disperdere le proprie radici italiane, la propria identità. C’è molta voglia di interessarsi dei due paesi sudamericani, come dimostra questo incontro, e si avverte una voglia di riscatto: economico, politico e sociale. Il dott. Ector Franceschi, vice rettore e professore di diritto Pontificia Università della Santa Croce, Roma, ha enunciato alcuni principi basilari per la ripresa di una società di diritto partendo dalla famiglia come presupposto di base per costruire il futuro.

Efficace e penetrante l’intervento di Padre Luciano Segafreddo, direttore de Il Messaggero di Sant’Antonio, edizione per l’estero, che proprio su queste difficoltà generazionali, venezuelana e argentina, ha sottolineato la priorità di una formazione giovanile, di crescita cristiana che valorizzi il mondo associazionistico e sia da sprone per la società. La signora Francesca Granchelli, presidente FAIV (Fondo Aiuti agli Italiani in Venezuela), ha illustrato le finalità umanitarie dell’iniziativa alla luce della reale situazione di indigenza in cui versano gli ospedali e alcuni anziani italiani.

La signorina italo-venezuelana, Mirella Di Pillo, si è fatta applaudire per la commovente lettura di una sua composizione poetica sull’emigrazione. In precedenza sono stati commemorati Goffredo Dell’Appennino da parte dell’on. avv. Alberto Aiardi e Bruno Zoratto da parte del dott. Domenico De Sossi. Il presidente della FUSIE, dott. Domenico De Sossi, dopo aver ricordato la funzione della stampa da e per l’estero, ha tratteggiato il significato e valore della mostra documentaria e fotografica de "La Voce dell’Emigrante: trent’anni al servizio dell’Emigrazione", inaugurata dal sindaco dott. Corrado Di Bacco. Ha introdotto i lavori del convegno il prof. Angelo De Bartolomeis, direttore e presidente dell’Associazione Culturale "La Voce dell’Emigrante". (Inform)


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