Un convegno promosso da Cnel e Ordine Nazionale dei Giornalisti
Comunicazione e giornalismo: mercato, flessibilità o precariato?
Intellect Fund": fondo di investimento a capitale pubblico e privato dedicato al mercato dell’editoria e della comunicazione
ROMA - Mondo della comunicazione e sue "nuove frontiere", suo ruolo di raccordo tra Amministrazioni e utenti, mercato del lavoro e prospettive per i professionisti della comunicazione e dell’informazione. Sono stati tra i temi al centro del Convegno "Comunicazione e giornalismo. Mercato, flessibilità o precariato?" ospitato nel Parlamentino del CNEL e patrocinato da Presidenza del Consiglio, Ordine Nazionale dei Giornalisti, CNEL e Regione Lazio. Un incontro - coordinato da Enzo Cirillo (inviato de "La Repubblica"), aperto dal Presidente CNEL Pietro Larizza e concluso dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Lorenzo Del Boca - al quale hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Pietro Lunardi, il Sottosegretario ai Beni Culturali Nicola Bono, e Filippo Pepe, portavoce del Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri.
Forte preoccupazione è stata espressa da Larizza per l’allargarsi del precariato nel mercato del lavoro, compreso quello della comunicazione e della informazione, che "creerà un nuovo esercito dei lavoratori destinati alla povertà". Non è tanto la flessibilità in sé a fare paura, ha fatto capire Larizza, quanto la mancanza di garanzie, per chi entra ed esce dal mercato del lavoro. "Il punto sta nel creare un sistema in cui la flessibilità è utile alla produzione ma in cui vi è anche una tutela per il lavoratore ", ha osservato Larizza, ammonendo sui danni che porterà il gap tra la fascia "protetta", ma in via di esaurimento, dei padri, e quella "non protetta" rappresentata dai giovani: una differenza generazionale che procurerà una differenza sociale "senza uguali nella nostra storia".
Per quanto riguarda il mercato del lavoro giornalistico, Cirillo si è richiamato a dati statistici di Fieg-Fnsi-Inpgi e Censis, per ricordare che l’80% delle testate giornalistiche (135 quotidiani e 70 agenzie di informazione) non creano nuova occupazione da diversi anni, mentre in controtendenza sono i grandi gruppi editoriali e l’informazione on line che registrano un incremento dell’occupazione, a partire dal 2001, del 2% circa all’anno. I giornalisti professionisti a contratto pieno sono 14.500 regolarmente iscritti all’Inpgi1. I disoccupati 1500 solo nella carta stampata e nella Rai. I pubblicisti sono 60mila: di questi 8500 hanno contratti di collaborazione e versano contributi all’Inpgi2. A questa cassa versano contributi come collaboratori autonomi 4400 giornalisti professionisti. Gli altri 48mila non hanno posizione contributiva. Precari Rai: nel ‘99 erano 270. Attualmente, secondo il Coordinamento dei precari e dell’Usigrai, sono 500 i giornalisti che esercitano la professione all’interno delle testate. Vanno aggiunti, poi, 600 programmisti-registi di cui solo 20 giornalisti professionisti, e la metà pubblicisti.
Una situazione, quella dei precari Rai, sulla quale è stata richiamata l’attenzione nel corso del convegno, con un volantinaggio da parte dell’Usigrai e del Coordinamento giornalisti a tempo determinato. Che puntano l’indice contro un’azienda nella quale, si legge nel volantino, "stanno saltando definitivamente le regole che dovrebbero assicurare correttezza e trasparenza nelle assunzioni dei giornalisti". Usigrai e Coordinamento parlano di "esplicita violazione dei criteri consolidati: anzianità in precariato, scuole di giornalismo, territorialità" e chiedono un "intervento urgente" della Commissione Parlamentare di Vigilanza "per ottenere il rispetto della risoluzione sul precariato che la Commissione stessa aveva approvato all’unanimità a marzo e che la Rai ha fin qui disatteso".
La tendenza alla "precarizzazione" nel settore giornalistico è sempre più forte. Il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti nel suo breve ma incisivo e polemico intervento, non ha mancato di sottolineare la necessità di "stabilità professionale" dei giornalisti, che non devono vivere la loro vita professionale oscillando tra la speranza di avere un contratto e il timore di perderlo. Del Boca è andato oltre, ricordando anche che i giornalisti rappresentano "il Quarto potere e non l’ultima ruota del carro" e che, in quanto tali, devono essere "liberi". Una libertà, ha osservato Del Boca, che difficilmente può esservi nelle condizioni di lavoro in cui si trovano numerosi giornalisti.
Nel corso dei lavori spazio è stato dedicato ad un’iniziativa del Network ABM (infrastrutture, finanza e servizi alle imprese): la prossima istituzione dell’"Intellect Fund", fondo di investimento a capitale pubblico e privato dedicato al mercato dell’editoria e della comunicazione e, in generale, a tutte le iniziative legate alla costituzione e protezione delle Proprietà intellettuali. A presentare l’iniziativa - alla quale hanno assicurato appoggio i Ministeri delle Infrastrutture e delle Comunicazioni - Alberto Rigotti, Presidente ABM Network. Le finalità del fondo è di intervenire attraverso una apposita Società di gestione a sostegno di progetti o iniziative capaci di assicurare nuovi livelli occupazionali per la professione del giornalista, di individuare nuove figure e ruoli e, contestualmente, di valorizzare iniziative imprenditoriali innovative secondo una logica "profit-oriented" e con attenzione alla remunerazione del capitale a rischio. Intellect Fund sarà un Fondo di diritto italiano, di durata settennale e con obiettivo minimo di raccolta pari a 50 milioni di euro.
A porre l’accento sul "ruolo fondamentale" dell’informazione, il Ministro Lunardi. Il quale evidenziando come "non basti informare, poiché è la qualità della informazione che caratterizza la nostra civiltà, la nostra cultura", ha spiegato come un ambito della comunicazione sia quello legato alle "infrastrutture culturali". Lunardi ha fatto riferimento alla Commissione infrastrutture e cultura insediata nel 2002, che sta elaborando progetti di valorizzazione di siti culturali e di aree di particolare pregio paesaggistico, e si è detto convinto della necessità "di sviluppare sempre più campagne di promozione e sviluppo dei progetti ministeriali perché comunicare vuole dire realizzare più democrazia, fare arrivare le decisioni ai cittadini, permettendo loro di partecipare". Pepe - portavoce del Ministro Gasparri - si è soffermato sulla tv digitale, illustrando tra l’altro alcuni servizi interattivi che porteranno vantaggi agli utenti. L’Inps offrirà la consultazione di dati contributivi e pensionistici destinati ai lavoratori e ai pensionati. Gli enti pubblici forniranno informazioni su concorsi bandi e permetteranno il pagamento di tributo come bollo auto e Ici. Le Poste metteranno a disposizione il pagamento via televisione degli oltre 400 bollettini postali. Attraverso questo nuovo canale inoltre i cittadini potranno consultare i loro medici di fiducia. Sarà inoltre possibile, ha spiegato Pepe, aiutare i cittadini che necessitano di un monitoraggio frequente del loro stato di salute.
Sui rapporti tra pubblico e privato si è soffermato il Sottosegretario Bono. Il quale ha sottolineato come con la riforma del Codice per i Beni Culturali siano stati individuati i meccanismi di tutela dei beni culturali: settore articolato che, pur saldamente nelle mani dello Stato, non può – ha spiegato - essere gestito solo pubblicamente. Bono ha poi evidenziato l’importante ruolo della informazione avvertendo, tuttavia, che essa deve "ispirarsi a correttezza". Bono ha infine spezzato una lancia in favore della legge Biagi. Così come ha fatto Giuliano Cazzola, dirigente generale del Ministero del Lavoro, osservando che vi è "continuità" tra pacchetto Treu e riforma Biagi, e che grazie a flessibilità e legge Biagi si è tornati ad una certa "dinamicità del mercato del lavoro". L’Assessore alla Cultura del Comune di Venezia Peres si è soffermato sull’importanza del rapporto informazione-tutela del patrimonio artistico; l’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio Giulio Gargano ha annunciato un progetto elaborato insieme all’Ordine dei Giornalisti che formerà "comunicatori" al servizio dei cittadini. "Comunicatori" che, in base ad accordi specifici, saranno formati dall’Ordine anche in altre amministrazioni pubbliche, come ha tenuto a precisare Enzo Cirillo. (Simonetta Pitari-Inform)