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INFORM - N. 131 - 24 giugno 2004

"Fête de la Musique a Marsiglia: "Jazz au parfum d’Italie"

MARSIGLIA - Lunedì 21 giugno alle ore 20.30 in occasione della festa della musica l’Istituto Italiano di Cultura ha proposto un evento di assoluto prestigio con l’esibizione del celebre pianista e compositore Enrico Pieranunzi (di cui segue una breve nota biografica), nome storico nel panorama jazzistico mondiale, l'unico musicista europeo ad avere incluse due composizioni nella "bibbia" del jazz, The New Real Book II. L’evento, avvenuto a conclusione della ricca ed intensa stagione musicale proposta dall’Istituto di Cultura, ha richiamato un pubblico numerosissimo.

Il concerto a cui non ha voluto mancare il console Antonio D’Apice, è stato un grandissimo successo. Il pubblico, fortemente emozionato a lungo ha applaudito il pianista italiano, richiedendogli altre composizioni al termine di quelle previste in programma.

L’esibizione di Pieranunzi è stata di assoluto spessore. Coinvolgente ed elegante, la musica del pianista romano è stata di una smagliante raffinatezza melodica. L’ eccezionale purezza di suono e la straordinaria sensibilità timbrica, che hanno provocato grandi sensazioni tra il pubblico, confermano quello che Nat Hentoff, noto critico musicale, ha scritto sul musicista italiano: "Pieranunzi è un pianista di intenso lirismo, capace di tirar fuori un’idea dietro l’altra e di disegnare linee caratterizzate da una grande chiarezza e logica interna; egli è in grado di swingare con energia e freschezza e, nello stesso tempo, di non perdere mai la sua capacità poetica. La sua musica canta".

Il concerto è stato preceduto alle 19 dalla presentazione della traduzione francese del libro "Bill Evans, portrait de l’artiste au piano" dello stesso Enrico Pieranunzi, collection Birdland, éd. Rouge Profond, tradotto dall’italiano da Danièle Robert, presente alla serata insieme a Christian Tartig, codirettore della casa editrice Rogue-Profond.

Il saggio di Pieranunzi, dedicato a uno dei più grandi pianisti jazz di tutti i tempi, dalla sua prima pubblicazione nel 1994 è diventato una sorta di mito per la critica musicale. Nel recensire il libro del pianista romano sulla nota rivista inglese "The Wire" Andy Hamilton ha osservato che "anche nello scrivere Pieranunzi mostra di sapersi esprimere con la stessa eleganza e profondità con cui suona il pianoforte". Rari sono i libri di musica scritti da musicisti. In questo caso, poi, è veramente eccezionale che la critica della musica di Bill Evans venga da uno dei suoi più autorevoli interpreti viventi.

Veramente interessante è stata dunque la presentazione della traduzione francese del libro di Pieranunzi, opera tanto amata in Italia sia da specialisti che da semplici amatori, perchè senza retorica ha cercato di tradurre in parole lo spirito e l’interiorità della musica di Evans. In particolare, come hanno sottolineato gli ospiti della serata, Pieranunzi ha voluto far comprendere in modo chiaro e meticoloso la nascita di uno stile jazz nuovo di cui Evans ne è il vero "capostipite", uno stile intimista e melodico che senza disdegnare reminiscenze classicheggianti sia nelle forme che nei tempi (ad esempio il valzer in ¾), fa grande affidamento ad una voce lirica e delicata. (Inform)


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