* INFORM *

INFORM - N. 131 - 24 giugno 2004

Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo

A colloquio con il Presidente dell'International Trade Center

di New York Lucio Caputo

"Dai nostri operatori all’estero maggiori investimenti in Italia solo se si verificheranno le condizioni opportune".

ROMA - Tra le tante aspettative che hanno accompagnato la nascita della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo quella che prevede l'aumento degli investimenti esteri verso l'Italia è, senza alcun dubbio, una delle più auspicabili ed interessanti. Secondo questa valutazione gli stabili collegamenti con le comunità d'affari estere, creati dalla nuova organizzazione imprenditoriale, finiranno infatti con l'accrescere l'interesse verso il nostro Paese e quindi con il favorire l'afflusso di nuovi capitali in Italia. Una prospettiva di non poco conto per un Paese come l'Italia che sta cercando di rimettere in moto la propria economia che però potrà pienamente concretizzarsi solo se si creeranno anche vantaggiose condizioni imprenditoriali.

Per comprendere meglio questa tematica abbiamo rivolto alcune domande al Presidente dell'International Trade Center di New York Lucio Caputo. Un ex dirigente dell'ICE di grande esperienza che dal 1982 lavora per migliorare l’immagine dell’Italia e dei suoi prodotti negli USA e che, nel corso dell'incontro di presentazione della Confederazione, ha sottolineato la necessità di non dimenticare come anche gli imprenditori italiani all'estero prendano le loro decisioni "con il portafoglio e non con il cuore".

Lei ha avuto modo, durante la sua lunga carriera professionale, di conoscere le numerose sfaccettature istituzionali ed imprenditoriali della nostra realtà produttiva all'estero. Sulla base di questa variegata esperienza, che le permette di avere una visione a 360 gradi della problematica, quale giudizio si sente di esprimere sulla nuova Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo?

Questa iniziativa è molto valida sia perché getta le basi di una collaborazione che prima non esisteva, sia perché fa conoscere agli italiani questa importante e corposa realtà imprenditoriale che opera all'estero. La connessione fra i nostri imprenditori nel mondo, quando persone che non si conoscono parlano fra di loro spesso scoprono di poter fare tante cose insieme, porterà inoltre a risultati molto positivi. Grazie a questo "club degli operatori italiani nel mondo" potranno infatti nascere con maggiore facilità nuove sinergie e collaborazioni.

Ma al di là delle future sinergie, quali vantaggi immediati potranno avere i nostri imprenditori che aderiranno a questa nuova organizzazione?

La Confederazione, oltre a mettere in risalto la nostra presenza in Italia, darà anche voce alle esigenze ed alle aspettative degli imprenditori che vivono e lavorano all'estero. Un'opportunità, quest'ultima, molto importante. Troppe volte infatti, da numerosi enti e Regioni, sono state promosse nel mondo iniziative non idonee che non hanno avuto il necessario impatto.

Per quanto concerne invece gli effetti a medio e lungo termine lei pensa che la nascente Confederazione potrà favorire anche un maggior coinvolgimento finanziario sui mercati italiani degli imprenditori nel mondo?

Circa l'ipotesi che questo collegamento con gli imprenditori italiani all’estero possa favorire un aumento delle esportazioni o degli investimenti, io credo che bisognerà rifletterci sopra e che in ogni caso tutto questo potrà accadere solo se le condizioni imprenditoriali saranno favorevoli. Non penso infatti che i nostri operatori all’estero, nonostante il grande affetto che nutrono per il nostro Paese, investiranno in Italia senza avere prospettive adeguate. Ma ovviamente se si verificheranno le condizioni opportune questa strada potrà sicuramente essere intrapresa. (Goffredo Morgia-nform)


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