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INFORM - N. 126 - 18 giugno 2004

Giornata Mondiale del Rifugiato 2004

Conferenza dell'UNHCR. Illustrati dal Presidente del Comitato per la Legislazione della Camera Antonio Soda le novità del progetto di legge sul diritto d'asilo

ROMA - Il 20 giugno l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) celebra in tutto il mondo la Gionata Mondiale del Rifugiato 2004. In Italia le manifestazioni, che avranno come tema conduttore il motto "Un posto chiamato casa", si terranno a Roma e in numerosi comuni sparsi in tutta la penisola. Nella capitale, presso i Musei di S. Salvatore in Lauro, ci sarà il 21 giugno un'asta di opere d'arte di 48 artisti contemporanei: il ricavato della vendita sarà destinato al finanziamento di un progetto per la fornitura d'acqua a 83.000 rifugiati sudanesi. Sempre a Roma si svolgerà, dal 21 al 26 giugno, la "Settimana del Rifugiato". Un mix di tavole rotonde, dibattiti, mostre, concerti e rappresentazioni teatrali organizzato dall'UNHCR con la collaborazione del Comune di Roma al Museo Centrale di Montemartini.

Gli obiettivi e le finalità della Giornata sono stati presentati a Roma nel corso di un incontro-dibattito che, dopo il saluto della portavoce dell'Alto Commissariato Laura Boldrini, è subito entrato nel vivo con la relazione introduttiva del rappresentante dell'UNHCR in Italia Walter Irvine. Al momento il profugo in cerca di casa e sicurezza è costretto a scegliere fra il rientro volontario in Patria - ovviamente dopo il conseguimento di tutte le necessarie garanzie -, l'integrazione nella società d'accoglienza o il trasferimento in un Paese terzo. La destinazione negli Stati Uniti, prima molto diffusa, dopo la tragedia dell'11 settembre ha però subito un drastico ridimensionamento. La diffidenza per lo straniero, nonostante il ridimensionamento dell'esodo dei profughi registrato negli ultimi anni - nel 2003 il numero dei rifugiati è sceso sotto i 10 milioni -, ha spinto anche altri Paesi ad approntare misure d'ingresso più restrittive.

Venendo a parlare della situazione italiana Irvine, nell'elogiare il nostro Paese per le sue donazioni all'UNHCR provenienti dai settori pubblici e privati, ha chiesto il varo di una legge organica in materia d'asilo che definisca regole chiare per tutte le tappe del percorso dei rifugiati. Annunciata dal rappresentante dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite anche la futura realizzazione di uno studio di fattibilità per l'attivazione di un Programma finalizzato al reinsediamento dei rifugiati in Italia.

Il Presidente del Comitato interministeriale per i diritti umani Alessandro Fallavollita, dopo aver letto un messaggio di saluto del Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, ha evidenziato come, nonostante i confortanti dati degli ultimi mesi, la dimensione internazionale della diaspora continui a destare preoccupazione. Una situazione di emergenza, quella dei rifugiati, che andrà affrontata attraverso un approccio multilaterale. Una nuova sinergia che, superando la semplice dimensione umanitaria del problema, porti a risposte credibili. Dall'esponente di AN Andrea Ronchi è stata invece sottolineata la necessità di coniugare, nella futura legge sul diritto d'asilo che verrà discussa a giorni in Parlamento, i concetti fondamentali della solidarietà e della sicurezza. Una complessa soluzione normativa che, per Ronchi, potrà essere raggiunta, solo attraverso la collaborazione di tutte le forze dell'arco parlamentare.

Della necessità di una soluzione legislativa equilibrata che tuteli i diritti dei rifugiati in un quadro di sicurezza ha parlato anche il relatore della legge sul diritto d'asilo Antonio Soda. Il Presidente del Comitato per la Legislazione della Camera ha inoltre ricordato che la discussione parlamentare si concentrerà su alcuni punti fondamentali, come l'estensione del diritto d'asilo ai soggetti che in patria non possono esercitare le libertà democratiche - una prerogativa osteggiata dalle forze di maggioranza ma prevista dalla Costituzione italiana - il pluralismo territoriale e l'imparzialità delle Commissioni esaminatrici e l'introduzione di procedure di accertamento più rapide che potranno essere ordinarie (33 giorni) e semplificate (18 giorni). In questo ambito serrate discussioni saranno provocate anche dalla soppressione, durante il periodo di esame della pratica da parte della Commissione competente, delle attuali limitazioni delle libertà del rifugiato e dall'affidamento alla magistratura ordinaria del ricorso del chiedente asilo contro la decisione di primo grado. Un'impugnazione che di fatto sancirebbe la sospensione dell'eventuale verdetto negativo della Commissione.

Si sono poi succedute le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona il dramma del rifugiato. Dopo l'intervento di Anna Cartaldi, "Messaggero di Pace delle Nazioni Unite", che ha raccontato il lento ritorno in Patria dei profughi dell'Afghanistan e la terribile strage prodotta dalle mine, ha parlato lo scrittore David Gerbi. Un ragazzo di religione ebraica che nel 1967 venne scacciato con tutta la sua famiglia dalla Libia. Oggi Gerbi, che è cittadino italiano, è riuscito a tornare nella sua terra dove ha incontrato l'ultima discendente del suo nucleo familiare ed ha rivisto i luoghi natii. Una storia di dolore, di sofferenza e di riscatto che il profugo libico ha deciso di raccontare nel suo libro dal significativo titolo "Costruttori di Pace". Del dramma del distacco ha parlato anche il giornalista iracheno Erfan Rashid che ha raccontato come la fuga dalla patria finisca sempre con il distruggere l'identità del rifugiato e recida i collegamenti con il Paese natio. Una difficile esperienza che, secondo Raschid, può essere in qualche modo mitigata solo attraverso la sopravvivenza, nel cuore e nella mente di chi soffre, dell’amata Patria. (Goffredo Morgia-Inform)


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