* INFORM *

INFORM - N. 125 - 17 giugno 2004

Conferenza stampa del Coordinamento dell'Ulivo per gli Italiani nel Mondo

Valutati i risultati delle recenti elezioni europee e i criteri di nomina dei 29 membri di fonte governativa del CGIE

ROMA - Uniti per l'Ulivo (26,5), Forza Italia (25,7%), Alleanza Nazionale (6,1%), Federazione Verdi (5,7%), Socialisti Uniti (5,2%), Rifondazione Comunista (5,1%) e UDC (4,3). Sono queste le liste alle quali i nostri connazionali all'estero hanno dato più voti alle elezioni europee, nei seggi consolari allestiti presso i Paesi d'accoglienza. Questi dati, che si discostano dai risultati ottenuti dalle medesime forze politiche in Italia, sono stati presentati a Roma nel corso di una conferenza stampa promossa dal Comitato di Coordinamento dell'Ulivo per gli Italiani nel Mondo. In questo ambito sono state inoltre indicate anche le complessive percentuali dello schieramento di Governo (37,5%) - tenendo però fuori l’inatteso 5% ai Socialisti Uniti del duo De Michelis-Bobo Craxi - e delle forze di centro sinistra (44,9%).

Dall'incontro è emersa anche grande preoccupazione per il rischio che dal nuovo CGIE rimangano escluse sia storiche associazioni dell'emigrazione italiana, come l'Istituto Fernando Santi, l'AITEF, il Circolo Mazzini e la UIM, sia Istituti di patronato come l'INAS-CISL, l'ITAL-UIL e l'EPASA. Una mancata convocazione - sull'argomento è già stata presentata alla Camera ed al Senato dai parlamentari dell'Ulivo un'interrogazione urgente volta chiedere un intervento riparatore dei Ministri Frattini e Tremaglia - che potrebbe innescare - è stato detto - il ricorso alla magistratura amministrativa, con conseguente paralisi del nuovo Consiglio Generale.

Durante la conferenza stampa, dopo l'intervento introduttivo del deputato dello Sdi Ugo Intini che ha sottolineato il disastroso calo della partecipazione al voto dei nostri connazionali in Europa - l'affluenza alle urne non ha superato la soglia dell'11% - e la vistosa riduzione dei finanziamenti subita da numerose organizzazioni dell'emigrazione come l'Istituto Ferdinando Santi, il responsabile dei Ds per gli italiani all'estero Gianni Pittella ha in primo luogo segnalato le inadempienze organizzative ed informative incontrate dai nostri connazionali alle recenti consultazioni europee. Nell’attribuire la differenza di consensi ottenuti dall'Ulivo in Italia ed all'estero alla politica della coalizione di centro sinistra che ha lasciato grande libertà d'azione alle liste ed alle candidature locali, Pittella ha detto che il voto europeo in loco rappresenta una bocciatura della linea politica del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia che ormai da tempo - ha aggiunto - promuove argomenti superati, retorici e nostalgici.

Di come le liste locali abbiano in certo senso frenato il positivo esordio di "Uniti per l'Ulivo" ha parlato anche Norberto Lombardi, coordinatore del Forum per gli Italiani nel mondo. Per Lombardi l'abbattimento della partecipazione al voto, che dal 17% del 1999 è passata a poco più del 10%, è imputabile sia alla positiva evoluzione del processo di integrazione degli italiani all'estero (con conseguente scelta di votare per i candidati dei Paesi di residenza), sia agli errori degli elenchi elettorali, alla confusa spedizione dall'Italia dei certificati ed alla scarsa informazione sulla collocazione dei seggi presso i consolati. Difficoltà che hanno di fatto negato la partecipazione al voto ad un quarto dell'elettorato.

"Noi pensiamo che un paese serio e civile - ha continuato Lombardi dopo aver definita una pura iniziativa d’immagine la circolare che all'ultimo momento ha allargato la possibilità di voto per i cittadini temporaneamente all'estero - non possa affrontare in queste condizioni passaggi tanto delicati come le consultazioni elettorali che toccano i fondamentali diritti di cittadinanza… Non è più possibile andare avanti così, e se non cambierà nulla lo stesso voto politico per corrispondenza sarà un disastro". Per quanto riguarda invece le nomine governative dei membri del CGIE l'esponente dei Ds ha definito un colpo di mano l'esclusione di associazioni come l'Istituto Santi e la UIM, e ha bollato di illegittimità l'eventuale non convocazione dei più rappresentativi patronati italiani. Sull’esclusione dal Consiglio Generale del Forum da lui coordinato Lombardi ha infine chiesto perché questa decisione non debba riguardare anche altre strutture come gli Azzurri nel Mondo ed i Comitati Tricolori che, alla stregua del Forum, presentano chiare connotazioni politiche.

Da Luciano Neri sono invece state chieste apertamente, in considerazione dello stato di emergenza in cui sono costretti ad esercitare il loro diritti gli italiani all'estero, le dimissioni del Ministro Tremaglia. Per l'esponente della Margherita, che ipotizza un probabile conflitto d’interessi per il futuro Presidente della Confederazione degli imprenditori italiani nel mondo Giuseppe Zamberletti che già presiede la Società per la costruzione del Ponte di Messina, è inoltre inaccettabile che l’eventuale nuovo ruolo del CGIE venga comunicato dal Ministro alla stampa e non discusso nelle sedi opportune come i Comites o il Parlamento italiano. Durante il dibattito sono inoltre emerse le dure reazioni dei rappresentanti della Associazioni che potrebbero restare esclusi dalla nuova Assemblea del CGIE. Se da una parte infatti i massimi esponenti dell'Istituto Santi, Piero Puddu e Rino Giuliani, parlano apertamente di ricorso al Tar e di un'esclusione che soffoca il pluralismo culturale, dall'altra il Segretario generale dell'AITEF Giovanni Ortu chiede a gran voce un'azione di tutti i "penalizzati" che, attraverso la legge Bassanini sul diritto all'accesso, porti alla pubblicazione dei verbali che ricostruiscano l'iter, i criteri e le motivazioni dell'esclusione. Egualmente critica la posizione del responsabile per l'estero dell'ITAL-UIL Mario Castellengo che, nonostante annunci il ricevimento di un primo e positivo segnale di preavviso da parte del Mae, ribadisce come il tentativo di emarginare i patronati sia destinato a fallire. Da segnalare infine il monito del responsabile per l'estero dell'INCA-CGIL Antonio Bruzzese che sottolinea la necessità di monitorare con attenzione anche le prossime riunioni delle assemblee che, il 26 e il 27 giugno, eleggeranno i 65 membri del CGIE in rappresentanza delle comunità italiane all’estero. (Goffredo Morgia-Inform)


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