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INFORM - N. 124 - 16 giugno 2004

A Roma una tavola rotonda sui futuri sviluppi del servizio civile italiano ed europeo

Auspicato dal Ministro Giovanardi il raddoppio delle risorse in bilancio per le iniziative di volontariato civile

ROMA - Avviare una riflessione sul servizio civile volontario, una realtà in pieno sviluppo che in Italia coinvolge quasi 40.000 giovani, e su come questa esperienza di vita possa divenire uno strumento privilegiato per la costruzione di una fattiva cittadinanza europea. Per questo Volontari nel Mondo-FOCSIV, la più grande federazione italiana di ONG cristiane di volontariato internazionale, ha organizzato a Roma la tavola rotonda dal titolo "Il servizio civile per una cittadinanza europea attiva e solidale". L'incontro, che fa seguito alla Conferenza Europea sul Servizio Civile svoltasi nella capitale nel novembre scorso, è stato realizzato nell'ambito del percorso formativo della Scuola di Politica Internazionale Cooperazione e Sviluppo (SPICeS). Una struttura che viene sostenuta dalla FOCSIV, dalla Caritas Italiana e dall'Ufficio Centrale Studenti Esteri in Italia (UCSEI).

"Questa tavola rotonda - ha spiegato il Presidente di Volontari nel Mondo-FOCSIV Agostino Mantovani - ha lo scopo di sensibilizzare la pubblica opinione, e quindi anche chi deve fare delle scelte politiche, sulla necessità di dare ai giovani del servizio civile una formazione di livello europeo. E' infatti indispensabile che le nuove generazioni abbiano nel loro bagaglio formativo la consapevolezza della necessità di aiutare i più poveri e di promuovere la cooperazione allo sviluppo. Il discorso del servizio civile - ha aggiunto Mantovani chiedendo alle Istituzioni europee di promuovere in questo settore un'esperienza pilota vicina al modello italiano - è stato avviato nel nostro Paese in concomitanza con la fine del servizio di leva obbligatorio. In questo contesto abbiamo comunque già promosso specifiche sperimentazioni di servizio civile che coinvolgono in primo luogo, visto che i giovani sono ancora impegnati nella leva obbligatoria, numerose ragazze. Ci piacerebbe che l'esperienza italiana, sostenuta nel nostro Paese da una specifica legge, diventasse europea. Noi vorremmo - ha concluso il Presidente della Federazione ricordando come nella nascente Costituzione dell'Unione Europea sia già stato previsto un enunciato sulla dimensione civile del volontariato -0 che nell'ambito italiano ed europeo il servizio volontario non fosse inteso solo come un semplice strumento per i momenti di emergenza, ma come un'iniziativa per la formazione permanente dei giovani".

Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, intervenuto nel corso dell’incontro, ha valutato positivamente la rapida crescita negli ultimi anni del sevizio civile italiano, ricordando che la soppressione della leva obbligatoria diverrà operativa a partire dal 1°gennaio del 2005. Un evento senza precedenti che, secondo il Ministro, catapulterà nella cultura del volontariato i ragazzi e le ragazze italiane. Giovanardi ha poi sottolineato la necessità di insistere sul concetto di servizio civile nazionale non obbligatorio, che sia capace di proiettarsi con i suoi giovani in Italia ed all'estero - in questo ambito sono previsti scambi di volontari con Paesi dell'Unione ed innovative articolazioni con quelli extraeuropei - e che si ponga specifici obiettivi, come ad esempio la creazione di un efficace sistema di protezione civile che sappia fare a meno dell'attuale apporto dell'esercito.

Un complessivo salto di qualità che però, secondo il Ministro, potrà avere luogo solo attraverso un raddoppio delle attuali risorse previste in bilancio - per finanziare i 30.000 giovani necessari al servizio civile gli stanziamenti annuali dovrebbero lievitare da 120 a 240 milioni di euro - e con la creazione di un rapporto privilegiato con gli enti di volontariato. Strutture che dovranno però impegnarsi a presentare progetti mirati che abbiano una fattiva ricaduta sul territorio e mettano a diretto contatto i giovani con i bisognosi di aiuto. "Sono ottimista - ha concluso Giovanardi prendendo un impegno preciso con i rappresentanti delle ONG - e ritengo che in termini di bilancio noi avremo risposte positive, ma se le cose non dovessero andare così io sarò pronto a rimettere la mia delega".

Il Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Pier Virgilio Dastoli ha posto in evidenza il fattivo contributo del nascente corpo volontario europeo alla creazione di un'attiva cittadinanza dell'UE. Quindi il Presidente della Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile (CNESC), Cristina Nespoli, ha sottolineato come a tutt'oggi in Europa convivano diverse forme e concezioni di servizio civile. Modelli operativi di volontariato che, secondo la Nespoli, dovrebbero invece tendere alla creazione di un attivo supporto pedagogico per i giovani. Un sistema formativo con precise regole e non di volontariato puro, che darà ai ragazzi la possibilità di costruire una società migliore e che dovrebbe essere monitorato dallo Stato per quanto riguarda l'efficacia e la concreta ricaduta sul territorio dell'iniziativa di solidarietà prescelta.

Tra gli altri interventi segnaliamo quello del Direttore Generale dell'Ufficio Nazionale del Servizio Civile Massimo Palombi che, dopo aver ipotizzato la collocazione nel prossimo mese di novembre della seconda Conferenza sul servizio civile in Europa, ha ricordato come l'alto livello di concorrenza venutosi a creare fra gli oltre duemila enti accreditati per la presentazione dei progetti stia provocando nel nostro Paese un positivo innalzamento qualitativo delle iniziative di solidarietà. Delle prospettive e dei numeri del Corpo europeo di volontariato ha invece parlato il dirigente dell'Unità Giovani della Commissione Europea Jens Mester che ha inoltre evidenziato come questo servizio transnazionale debba andare avanti fino al 2006 con l'obiettivo di raggiungere la soglia dei 10.000 volontari. A tutt'oggi comunque questo progetto, che prevede uno stanziamento annuale di 33 milioni di euro e fra non molto potrà accettare anche volontari extracomunitari, coinvolge circa 3.500 giovani che nel 2005 saranno portati a quota 4.000. (Goffredo Morgia-Inform)


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