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INFORM - N. 121 - 11 giugno 2004

Immigrazione: Calvisi (Ds), "Bisogna essere sfrontati per difendere una legge inapplicabile"

ROMA - "Certo che ci vuole coraggio da parte del Vicepresidente Fini ad insistere nel decantare le lodi di una legge come la Bossi Fini, una legge indifendibile per mille ragione di principio e politiche , ma indifendibile in primo luogo per la sua assoluta inapplicabilità."

Lo ha dichiarato Giulio Calvisi, responsabile Immigrazione della Direzione nazionale dei Ds.

"Come fa a dire l’on. Fini che – continua Calvisi - la legge ha raggiunto i suoi obiettivi al 90%? Visto che lui parla di immigrazione irregolare, va ricordato che essa non è diminuita, ma è aumentata. E la stragrande maggioranza dei giudici, considerando la pendenza presso la Corte Costituzionale di più di 600 quesiti di incostituzionalità, non applicano proprio la parte sulle espulsioni della Bossi-Fini, quella che doveva essere il fiore dell’occhiello della legge. A noi non interessa le classifiche sul numero degli espulsi, ma è giusto che i cittadini italiani sappiano che il numero delle persone effettivamente allontanate dal territorio nazionale non è aumentato rispetto agli anni scorsi - come sfrontatamente dice il Vicepresidente del consiglio - ma è diminuito di oltre il 20% rispetto agli anni in cui era vigente la Turco Napoletano."

"Per quanto riguarda il resto della legge, il bilancio è presto fatto. I Regolamenti attuativi della legge non sono ancora entrati in vigore perchè hanno avuto la bocciatura prima di tutte le regioni, anche quelle di centrodestra, poi della Corte dei Conti. I tempi medi di attesa per il rinnovo di un permesso di soggiorno da quando è in vigore questa legge è di un anno: una cosa vergognosa,indegna di un paese civile. Come tutti sanno,poi, grazie alla Bossi-Fini è sempre più difficile se non impossibile per un imprenditore o una famiglia italiana chiamare un lavoratore dall’estero."

"Non parliamo – conclude Calvisi - delle politiche di cittadinanza e per l’integrazione degli stranieri: semplicemente non esistono nell’agenda politica del governo e della maggioranza." (Inform)


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