* INFORM *

INFORM - N. 119 - 9 giugno 2004

Rientrati in aereo a Roma i tre ostaggi italiani in Iraq

Tremaglia: "Qualcuno osa parlare di strumentalizzazioni"

ROMA - Maurizio Agliana, Salvatore Stefio e Umberto Cupertino, i tre ostaggi italiani in Iraq, sono giunti in aereo all’aeroporto militare di Ciampino, accolti dai loro parenti e dai rappresentanti delle istituzioni. Erano presenti il Vice Presidente del Consiglio Gianfranco Fini, il Ministro degli Esteri Franco Frattini, il ministro degli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il Sindaco di Roma Walter Veltroni. Abbracci e momenti di gioia e di commozione all’arrivo. I tre ostaggi, apparsi in buona forma, hanno lasciato la pista in elicottero diretti alla caserma dei carabinieri di Tor di Quinto e sono stati poi interrogati dai magistrati della Procura di Roma.

"L’immensa emozione di oggi dimostra che ho ragione io quando dico che la politica va fatta anche con i sentimenti e con il cuore", ha dichiarato il Ministro Tremaglia. " E’ penoso - ha aggiunto - che alcuni personaggi, piuttosto che gioire come noi, si preoccupino delle ricadute elettorali della liberazione degli ostaggi italiani in Iraq. C’è qualcuno che osa perfino parlare di strumentalizzazione. Forse si tratta delle stesse persone che avevano impostato il discorso della liberazione degli ostaggi in termini di ricatto politico. E cioè, ritirare i nostri soldati dall’Iraq perché altrimenti gli ostaggi sarebbero stati ammazzati. La loro bassa operazione politica, che era quella voluta dal terrorismo internazionale, è fallita e noi abbiamo potuto, oggi, esaltare la gioia delle famiglie e di questi nostri ragazzi tornati liberi a casa".

"L’impresa condotta dal Governo italiano - ha concluso Tremaglia - è stata perfetta e questa volta bisogna proprio dirlo e proclamarlo perché diventa patrimonio di tutti gli italiani. Senza eccezioni. Parlo, evidentemente, di tutti gli italiani per bene" (Inform)


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