Sereni e Pittella (Ds): "gli Europei iniziano con un autogol del Governo"
ROMA - "A pochi giorni dalle elezioni europee, arriva la notizia che coloro che si trovano temporaneamente nei paesi dell’Unione Europea potranno votare facendone richiesta al sindaco del comune di appartenenza, tramite il consolato di residenza, entro il 9 giugno. Ricordiamo che cinque settimane fa erano stati i calciatori della nazionale a lanciare il grido di dolore sull’impossibilità di poter votare durante i campionati europei. Naturalmente l’occasione per un colpo d’immagine in piena campagna elettorale era troppo ghiotta perché questo Governo se la lasciasse sfuggire".
E’ quanto dichiarano Marina Sereni responsabile per la politica estera dei Ds e Gianni Pittella responsabile Ds per gli Italiani nel mondo.
"In quella occasione abbiamo espresso l’opinione che consentire ai titolari di un diritto di cittadinanza di poterlo esercitare è sempre un bene per la democrazia. Tanto più, che l’occasione dei calciatori poteva essere una circostanza per considerare anche la situazione dei tanti che sono all’estero per ragioni di lavoro, di studio e di servizio. A condizione che le modalità di preparazione e di svolgimento di questo esercizio siano una cosa seria e consentano a tutti, e non solo ad una sessantina di persone, di poterlo concretamente realizzare.
"Riteniamo di dover insistere su questo punto perché i precedenti in materia di elezioni degli italiani all’estero sono allarmanti e, in molti casi, allucinanti. In queste ore, ad esempio, sta pervenendo una comunicazione del Ministero degli Interni agli iscritti all’AIRE residenti nei Paesi dell’Unione priva delle date e degli orari in cui si può votare, e di altri elementi essenziali. Siamo purtroppo in linea con quello che è avvenuto nel recente passato, quando centinaia di migliaia di aventi diritto sono stati di fatto esclusi dall’esercizio del loro diritto per le abnormi condizioni dell’AIRE.
"E poi, venendo al provvedimento di questi ultimi giorni, come si può pensare che l’improvvisa concessione di questa facoltà, senza un’adeguata campagna informativa, che avrebbe richiesto tempo e risorse adeguate, possa andare al di là di una ristretta cerchia di fortunati? Come si può pensare, dopo le prove già vissute in occasione delle recenti elezioni per i referendum e per i COMITES, che i consolati, già gravati dall’onere di organizzare i seggi, per i quali ad oggi, vale a dire a una settimana dal voto, ancora non si conoscono ubicazione, presidenti, scrutatori ecc., siano in condizione di spedire immediatamente le richieste ai comuni interessati? Come può pensare, chi abbia una minima cognizione del funzionamento e della dotazione di personale dei comuni più piccoli, che nella generalità dei casi essi siano in grado di rispondere nel giro di ventiquattro ore? Come si può credere, poi, che nel giro di altre ventiquattro ore il certificato elettorale possa essere recapitato puntualmente all’elettore?
"Insomma, la nostra impressione - concludono Sereni e Pittella - è che questi Europei siano iniziati con un autogol. Del Governo, non di Nesta o di Cannavaro. E che ancora una volta le preoccupazioni d’immagine e propagandistiche facciano aggio sul rispetto dei diritti e sul buon uso delle strutture dello stato". (Inform)