Inaugurate al Vittoriano le mostre sul 60° anniversario della liberazione di Roma dal nazifascismo e sulle antiche radici della storia italiana
Le parole del Presidente del Senato Marcello Pera, del Ministro per le Attività Culturali Giuliano Urbani e del Sindaco di Roma Walter Veltroni
ROMA - Presso il complesso monumentale del Vittoriano è stata inaugurata la mostra dal titolo "4 Giugno 1944. La liberazione di Roma nelle immagini degli archivi alleati". L'iniziativa, sotto l'altro patronato del Presidente della Repubblica e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stata promossa dal Comune di Roma con il patrocinio delle Ambasciate degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. I visitatori della retrospettiva, che rimarrà aperta fino al 5 settembre, hanno a disposizione una ricca selezione di foto - circa 400 scatti realizzati da fotografi militari non professionisti - e una variegata serie di filmati girati dall'Istituto Luce sui momenti salienti della guerra, come ad esempio il tragico bombardamento della capitale del 19 luglio 1943.
La mostra, che presenta inedite immagini del conflitto, dell'incontro fra la popolazione e le forze anglo-americane e del relax dei soldati alleati, è stata suddivisa in cinque sezioni. Specifici settori espositivi che illustrano, oltre al già citato teatro di guerra, gli scenari del conflitto aereo nei cieli della capitale, il difficile avvicinamento delle truppe alleate, la liberazione di Roma ed il lento riappropriarsi degli spazi da parte della popolazione. Scene di una difficile vita quotidiana, caratterizzate dalla speranza - emblematica la foto che ritrae il matrimonio fra un soldato americano ed un'italiana - e dal desiderio di libertà, che sono state raccolte dal curatore della mostra Umberto Gentiloni in un apposito volume della Skira Editore.
Sempre al Vittoriano, presso la Sala Zanardelli, è stata presentata in contemporanea la mostra "Fonti per la storia d'Italia". Un primo appuntamento espositivo, ricco di documenti rari sulla la situazione preunitaria del nostro Paese, che fa parte del più ampio progetto "Le Radici della Nazione". Un'iniziativa di grande respiro che si prefigge di ricostruire, attraverso una serie di mostre e retrospettive annuali che si concluderanno nel giugno 2011, il lento processo di unificazione del nostro Paese che si è sviluppato in otto secoli di storia. Tra i numerosi testi rari esposti nella mostra ricordiamo, oltre ai preziosi libri provenienti dalla biblioteca del Senato, lo scritto denominato "Indovinello Veronese", il primo testo conosciuto in volgare italiano, e la più antica copia a stampa del "De civitate Dei" di Sant'Agostino, che fu stampata presso il Monastero di Santa Scolastica di Subiaco nel lontano 1467.
"Le due mostre sulle radici della Nazione e sulla liberazione di Roma - ha commentato durante la visita inaugurale delle retrospettive il Presidente del Senato Marcello Pera - sono legate da un filo simbolico. La prima documenta la nascita e la conquista delle nostre libertà e della storia d'Italia che è stata caratterizzata e costruita sia dal Comune, inteso come istituzione, sia dalle corporazioni , intese come società civile. L'altra mostra documenta invece come la riconquista della libertà dopo la dittatura, da parte del nostro Paese, sia avvenuta grazie all'aiuto determinante dell'America e dei suoi alleati. Io ritengo che queste due esposizioni dovrebbero essere visitate congiuntamente, affinché ogni visitatore possa avere a disposizione, grazie a questi eccellenti allestimenti, una larga visione della storia d'Italia".
"I sentimenti evocati da questa mostra sulla liberazione di Roma - ha invece sottolineato il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giuliano Urbani - sono molteplici, così come avviene nella vita che è ricca di aspetti dolorosi e gioiosi. Queste immagini ci fanno inoltre ricordare come nei momenti di necessità - nel 900 è accaduto due volte - il popolo americano si sia dimostrato sensibile ai temi della libertà ed abbia dimostrato di saper aiutare chi è in condizione di bisogno".
Di una testimonianza storica ricca di emotività ha parlato anche il Sindaco di Roma Walter Veltroni che, dopo aver ricordato il difficile lavoro di ricerca portato avanti dal curatore della mostra Umberto Gentiloni, ha evidenziato come con la liberazione tornò, per le tante persone che avevano vissuto la notte del fascismo e i tempi durissimi dell'occupazione nazista, la luce della libertà e cioè la possibilità di dire le cose che si pensavano e di fare politica. Un'immagine, quella degli Stati Uniti portatori di liberazione e democrazia, che, per il primo cittadino della capitale, deve rimanere anche di questi tempi viva e dentro di noi.
Dall'Assessore alla Cultura del Comune di Roma Gianni Bornia è stato infine sottolineato l'aspetto didattico della mostra. "Tante di queste immagini sulla liberazione - ha precisato l'esponente capitolino - sono soprattutto sconosciute ai giovani. Quindi io credo che la visione di queste foto, di estrema bellezza, possano trasmettere alle nuove generazioni il senso storico della vicenda con un'immediatezza che nessun manuale o libro potrebbe dare". (Goffredo Morgia-Inform)