* INFORM *

INFORM - N. 112 - 31 maggio 2004

RASSEGNA STAMPA

Il Messaggero, 31 maggio 200

"Uccidono italiani per fermare la pace", intervista al Ministro degli Esteri FrancoFrattini

Ministro Franco Frattini, la Farnesina sabato sera aveva smentito la presenza di ostaggi italiani ad Al Khobar dove, invece, un cuoco italiano è stato sgozzato. Ora la sinistra dice che lei è bugiardo o inadeguato...

«La Farnesina ha fatto perfettamente il proprio dovere perché ha dato tutte le notizie che aveva avuto dall'ambasciatore in Arabia Saudita. E l'ha fatto in tempo reale. Si è saputo tardi dell'assassinio di Antonio Amato perché il povero ragazzo non si era registrato presso l'ambasciata e perché non aveva con sé un cellulare. Con la famiglia comunicava attraverso internet, con le e.mail».

Nessun mea culpa?

«Assolutamente no. Dopo l'attacco terroristico all'Oasis resort, l'ambasciatore e i funzionari - anche a costo di correre rischi personali, ma so che agli esponenti dell'opposizione questo non interessa - hanno contattato tutte le aziende italiane che operano in quella zona. E tutte hanno risposto che nessuno dei loro dipendenti mancava all'appello. In più, abbiamo avuto contatti costanti con la polizia saudita che, fino a questa (ieri ndr.) mattina, ci aveva fatto sapere che tra gli ostaggi non risultavano cittadini italiani. Solo dopo l'irruzione delle forze di sicurezza nell'Oasis resort, soltanto dopo aver visto i cadaveri, è stata fatta la terribile scoperta. E' evidente, dunque, che quelle della sinistra sono solo delle speculazioni. Sono veramente sdegnato del fatto che si possa usare la morte di un ragazzo per fare campagna elettorale: Amato non aveva niente a che fare con il governo italiano, non c'entrava nulla con la nostra politica, era andato lì solo a fare il suo onesto lavoro di cuoco».

Il terrorista Al Muqrin dice che un collegamento invece c'è, che l'assassinio di Amato «è un regalo a Berlusconi, il superbo».

«A maggior ragione le indegne accuse dell'opposizione suonano veramente spregevoli. Nel momento in cui uno dei capi di Al Qaeda dice cose del genere ci aspetteremmo che tutta l'Italia della politica dicesse una sola parola: la condanna del terrorismo, la condanna degli assassini. Tutti dovrebbero scendere in piazza con le bandiere contro il terrorismo. Invece c'è qualcuno che dice: ve la siete cercata. E' indegno».

Ma il centrosinistra sostiene che anche questa morte è figlia della scelta del governo di scendere a fianco degli Usa in Iraq.

«Se essere vittime del terrorismo, se combattere in situazioni difficili per riportare la pace e la sicurezza, vuol dire tutto questo... beh, io sono davvero sbalordito. C'è un imbarbarimento da parte dell'opposizione che approfitta delle azioni dei terroristi. E questo proprio nel momento in cui in Iraq si vedono i segnali di un nuovo governo credibile e autorevole».

La sinistra non si limita alle accuse, svolge un'analisi: la guerra in Iraq non ferma il terrorismo, ma lo alimenta. I fatti sembrano darle ragione: dall'intervento anglo-americano gli attacchi sono aumentati esponenzialmente.

«Questo accade perché i terroristi non vogliono che in Iraq torni la democrazia. Al Qaeda ha colpito la Croce rossa, ha ucciso l'inviato dell'Onu Viera de Mello, ha assassinato importanti esponenti moderati sunniti, curdi, sciiti, sauditi. Questi signori della sinistra pensano che tutti se la siano cercata? Il signor Fassino crede che il rappresentante di Kofi Annan, Brahimi, su cui i terroristi hanno messo una taglia di dieci chili d'oro, se la stia cercando? Sono davvero sconcertato. Non pensavo che la campagna elettorale potesse portare a questo livello di barbarie politiche».

Qualcuno di Forza Italia sostiene che Al Qaeda vuole influenzare - come è accaduto a Madrid - il risultato elettorale in Italia. Lo pensa anche lei?

«Al terrorismo non si deve dare legittimazione di interlocutore politico. Se questi attacchi influenzano il dibattito politico italiano è solo perché abbiamo la disgrazia di un'opposizione che specula sul terrorismo e sugli italiani uccisi. E' questo ciò che altera il normale gioco democratico».

Ma non può negare che è una scelta politica mandare - o non mandare - i soldati in Iraq.

«Non c'è dubbio, ma nel momento in cui tutta la comunità internazionale sta costruendo una soluzione multilaterale per l'Iraq, usare ciò che accade come arma politica è decisamente fuori dalle regole del gioco. Ha fatto bene Berlusconi a dire che con questo tipo d'opposizione non c'è alcuna possibilità di confronto. E lo dico con grande dispiacere».

Giovedì arriva Bush a Roma. E' preoccupato?

«Come ha detto il ministro Pisanu, siamo preoccupati ma non spaventati. Sono assolutamente fiducioso che l'azione del Viminale scongiurerà qualsiasi tipo d'incidente».

I Verdi chiedono le sue dimissioni. Cosa risponde?

«Queste cose le decide il governo, ma in questo caso mi sembra solo una delle tante battute elettorali». (Alberto Gentili-Il Messaggero)

Inform


Vai a: