Budapest: le considerazioni del Ministro Mirko Tremaglia sulla nascente Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo
"In vista del 21 giugno faremo un passo avanti in chiave collaborativa anche verso la Confindustria"
BUDAPEST - A poche settimane dal 21 giugno, la data in cui prenderà il via la "Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo", Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel mondo, continua la sua paziente opera di tessitura di questa nuova rete internazionale. Una capillare struttura economica, fondata sull'italianità, che Tremaglia sta cercando di ampliare e migliorare nel corso dei suoi incontri con le nostre comunità all'estero. In questo senso, dopo i positivi riscontri del viaggio in Argentina, la visita lampo a Budapest, una città dove soffia forte il vento dell'imprenditoria italiana, va sicuramente interpretata come un'ulteriore tappa di questa articolata strategia che, prendendo slancio dagli storici Paesi d'accoglienza, tende a valorizzare tutte le sfaccettature dell'operosità italiana nel mondo. Una partita complessa, dove giocheranno un ruolo determinante i vari elementi economici e culturali che caratterizzano il "sistema Italia" nel mondo, che sta cercando di attrarre anche l'attenzione del contesto politico italiano. Per comprendere meglio questa realtà in piena evoluzione, volta a fornire solide fondamenta alla nascente Confederazione degli imprenditori, abbiamo rivolto al Ministro Tremaglia alcune domande, al termine della consegna dei premi ISFOA 2004 svoltasi all'Istituto Italiano di Cultura di Budapest.
Ministro, manca ormai meno di un mese al varo della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo. Alla luce di questo appuntamento, quale lettura possiamo dare della sua visita in Ungheria?
Noi siamo abituati a non prestare attenzione a certe aree geografiche o a considerarle meno valide. Questa visita in Ungheria, dove vi è un numero limitato di connazionali ma operano circa 2000 imprenditori italiani, evidenzia invece come gli italiani siano presenti e lavorino positivamente dappertutto. L'operazione che stiamo approntando ci permetterà di recuperare anche queste energie di carattere economico e finanziario. Un insieme, di operatori economici e banche, che i nostri politici vedono troppo da lontano e non percepiscono. Una grande forza e ricchezza, quella degli italiani all'estero, che noi dobbiamo prendere e rendere valida, al cento per cento del suo potenziale, nei confronti dell'Italia. Avendo constatato la presenza di questo "impero economico" dove ognuno era isolato e faceva i propri affari senza porsi come obiettivo il nostro Paese, mi sono allora posto il problema su come collegare questa ricca realtà ai nostri imprenditori in Italia.
Ma come si svilupperà questa mobilitazione?
Il mio obiettivo è quello di far penetrare nei cervelli e nella operatività politica del nostro Paese gli eccezionali numeri del "sistema Italia". Un grande contesto che, mettendo in contatto la rete degli imprenditori con i 380 parlamentari di origine italiana, gli eletti dei Comites, le Camere di Commercio all'estero ed i futuri parlamentari della circoscrizione Estero, produrrà sempre più ricchezza, cultura e politica.
In Ungheria si riscontra una grande vitalità dei nostri imprenditori. Siamo dunque al cospetto di una nuova frontiera dell'emigrazione italiana?
La realtà imprenditoriale dell'Ungheria non è un caso isolato. Il fatto è che noi non siamo abituati a considerare l'Europa sotto questo aspetto. Ma in quasi tutti i Paesi del vecchio continente sono presenti e lavorano con successo - in Germania ad esempio risiede uno dei vicepresidenti della Confederazione degli imprenditori - i nostri operatori economici. Io credo che noi, in assenza di iniziative statuali, abbiamo lavorato bene e conseguito una risposta eccezionale che il prossimo 21 giugno, quando nascerà la Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo, presenterò al Governo italiano. Una grande operazione che questa volta, essendovi tutti gli elementi necessari, verrà compresa dai nostri politici. Il risultato finale sarà anche un concreto supporto economico "dell'altra Italia" al nostro Paese. Anche nel recente discorso di insediamento del nuovo Presidente di Confindustria vi è stato un riferimento agli italiani all'estero per quanto riguarda l'internazionalizzazione delle imprese, ma non si è ancora arrivati a comprendere esattamente che i nostri connazionali, già presenti nel mondo, rappresentano una risorsa ed una ricchezza che deve essere usata. In ogni caso in vista del 21 giugno faremo un passo avanti in chiave collaborativa anche verso la Confindustria. (Goffredo Morgia-Inform)