* INFORM *

INFORM - N. 98 - 12 maggio 2004

Una smentita di Stefano Lobello, Presidente del Comites di Francoforte: "L’insediamento della Presidenza si è svolto in maniera regolare"

Egregio direttore,

leggo purtroppo con ritardo la nota riportata nella Sua agenzia il 19 aprile scorso, che riporta offese nei confronti degli eletti e del Comites di Francoforte. Esso viene citato come ‘comitato di Carbonari’, mentre la mia persona viene definita "volgare e villana". A parte quello, l’articolo è un misto di falsità e note tendenziose.

Mi stupisce che la Sua agenzia riporti spazzatura del genere, redatta da persone che, avendo perso le elezioni, danno sfogo come possono al loro rancore.

Il Comites di Francoforte è stato eletto con una grande quota di partecipazione; la lista che rappresento ha avuto oltre il 43% dei voti, la quasi totalità dei quali alla mia persona, a premiare un lavoro ultradecennale nei confronti della comunità italiana in Germania. L’insediamento della presidenza si è svolto in maniera regolare, con l’unica nota che, a causa di schiamazzi di qualcuno, cioè l’autore della nota del Webgiornale, il padre missionario Elia Bassanelli, l’assemblea ha dovuto cambiare sede.

Sono stato eletto presidente con l’unanimità dei voti, compreso uno della lista di opposizione, a testimonianza della mia credibilità personale. Questi i fatti.

La pregherei quindi di corrggere la brutta impressione che i Suoi lettori hanno avuto dalla lettura di quella nota. (Cav. Stefano Lobello, Presidente del Comites di Francoforte)

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Da parte nostra una sola precisazione: nell’articolo citato (vedi Inform n. 80: "Bassanelli: insediato il Comites di Francoforte, stampa e pubblico messi alla porta") non viene definita "volgare e villana" la persona del Cav. Lobello, ma la maniera in cui "sia la stampa che lo scarso pubblico" sono stati allontanati dallo stesso Presidente del Comites. (gc-Inform)


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