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INFORM - N. 94 - 7 maggio 2004

RASSEGNA STAMPA

Da "L’Eco d’Italia", Buenos Aires

L’incontro del Ministro Tremaglia con i Comites dell’Argentina

BUENOS AIRES - Martedì scorso, nella nuova sede del Consolato Generale, il ministro per gli Italiani nel Mondo, on. Mirko Tremaglia, ha ricevuto i presidenti di tutti i nove Comites in Argentina accompagnati dalla manggioranza dei consiglieri. Hanno assistito alla riunione anche il console generale, dott. Placido Vigo, il console Piermario Daccò e tutti i consoli delle nove circoscrizioni. Dopo una breve presentazione dell’ambasciatore italiano, dott. Roberto Nigido, il ministro ha parlato per circa quarantacinque minuti riferendosi a quanto da lui fatto e dal suo ministero a favore degli italiani all’estero. Ha iniziato riferendo che, in mattinata, era stato fatto dottore honoris causa dai medici dell’Ospedale Italiano che aveva visitato. Di seguito ha raccontato del suo incontro con deputati argentini nel Congresso e con il facente funzioni di Presidente della Repubblica, il presidente del Senato Scioli, dato che il presidente Kirchner si trova negli Stati Uniti. Si è poi detto soddisfatto di essere assieme ai membri dei Comites perché gli italiani nel mondo sono quelli che hanno dato un senso alla sua vita, dato che essi sono punto centrale e fondamentale di qualsiasi azione. Ha proseguito affermando che, purtroppo, i politici italiani non hanno ancora capito quale forza travolgente siano gli emigrati italiani e i loro discendenti.

L’emigrazione è stata, per più di cento, anni una grande sofferenza e continuano a rimanere insoluti molti problemi, ma il riconoscimento del voto è stata una grande rivendicazione. Proprio recentemente è stato in Uruguay dove il 40 per cento della popolazione è di origine italiana. Ha poi ricordato i quarantasei anni di battaglie per il riconoscimento del diritto al voto degli italiani all’estero, una vergogna - ha affermato - che "chi la tiene se la tenga". Ha raccontato che dal 1955, in questa sua lotta per il voto ha subito una serie di sconfitte, ma che, finalmente, è riuscito a vincerla. In mattinata ha raccontato, il presidente ad interim Scioli gli ha trasmesso la riconoscenza sua e del presidente Kichner alla collettività italiana per il suo apporto al progresso in ogni campo dell’Argentina.

Ha ricordato che, nel 1998, in piena lotta per la conquista del voto, venne in Argentina chiedendo aiuto agli italiani qui residenti e a sé stesso, con le lagrime agli occhi, perché deluso dell’insensibilità dei suoi colleghi, aveva deciso di abbandonare il Parlamento. A Buenos Aires, trovò la forza per ricominciare perché gli italiani all’estero sono un’unica e grande ricchezza del popolo italiano, ne sono l’espressione migliore. Sulle recenti elezioni dei Comites, il ministro Tremaglia ha dichiarato che è indispensabile risolvere al più presto le difficoltà dell’Aire e delle anagrafe consolari. Ha spiegato che lui, direttamente, non può far nulla per risolvere il problema, ma conta sulla responsabilità collegiale del governo. Soprattutto pensando alle elezioni politiche in cui parteciperà la Circoscrizione Estero della quale è fiero ed orgoglioso. Quella Circoscrizione Estero da lui fermamente voluta e che costituisce il riconoscimento vero, totale e costituzionale dei nostri diritti. Ha pure ricordato che, poco tempo fa, quando si discuteva in Parlamento la costituzione del nuovo Senato, nel quadro della riforma delle istituzioni, una commissione aveva cancellato, in una mattina, sei senatori dall’estero, conquistati dopo trent’anni di battaglie. Ma lui riuscì a evitare questa indegna decisione.

Ha proseguito dicendo di essere venuto in Argentina per illustrare quanto è stato fatto e quanto resti da fare da lui e dal suo Ministero per l’Argentina, per la nostra comunità e per l’Italia. Ha ricordato l’aumento delle pensioni per gli italiani all’estero, promettendo che lotterà affinché tutti possano arrivare al milione di lire mensili, dato che non ci possono essere italiani di una categoria e italiani di un’altra. Per quanto riguarda l’assegno sociale, ha raccontato di averlo proposto da molti anni, ma che i successivi governi non gli hanno mai dato retta, ciononostante, continuerà a battersi fino in fondo per il principio dell’uguaglianza di fronte alla legge di tutti gli italiani. Facendo un bilancio del suo operato ha raccontato dei convegni realizzati in Italia con gli scienziati di origine italiana, con i parlamentari e quello in programma con i missionari italiani per il quale ha preso contatto con la Santa Sede.

La situazione dei Comites - ha poi detto l’oratore - è migliorata dopo l’ultima riforma della legge costitutiva ed ora i pagamenti dei contributi arrivano dopo soli quattro mesi. Ma c’è qualcosa che la legge non sancisce, ma che è necessaria per un efficiente lavoro di questi comitati: i rapporti con il Ministero per gli Italiani nel Mondo. I consoli devono rispondere alle nostre istanze e mantenerci al corrente. Se a Buenos Aires esiste una bellissima realtà come il nuovo Consolato Generale, ciò è dovuto anche all’apporto del sottoscritto il quale, tuttavia non ha responsabilità alcuna per il ritardo dei lavori di adeguamento. Io non posso permettere - ha aggiunto - che continui questa situazione di stallo. Io ho donato me stesso alla causa degli italiani nel mondo dei quali nessuno in tanti anni s’era accorto o faceva finta di non accorgersi. Se l’Italia affronta una crisi economica, non dimentichi che in tutto il mondo ci sono sessanta milioni di potenziali clienti, sono gli italiani, i loro figli, nipoti e pronipoti che vivono nei cinque continenti. Italiani che in passato sono stati emarginati, umiliati, ma che hanno saputo imporre le loro doti e le loro virtù.

Un lungo applauso ha coronato le parole dell’onorevole Tremaglia che ha, poi, invitato i presidenti dei Comites a esprimere il loro pensiero. Sono intervenuti, allora, tutti i titolari degli esecutivi dei nove Comites dell’Argentina ai quali si sono aggiunti la segretaria del Comites di Buenos Aires e il vicepresidente del Comites di Lomas de Zamora. Concluso l’incontro, ministro e partecipanti si sono recati in Ambasciata, dove hanno trovato altri dirigenti del nostro associazionismo per prendere parte a un rinfresco offerto dall’ambasciatore Roberto Nigido. (Gaetano Cario-L’Eco d’Italia/Inform)


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