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INFORM - N. 92 - 5 maggio 2004

Tremaglia visita l'Ospedale Italiano di Buenos Aires

Al Ministro la laurea onoris causa in medicina. Momenti di commozione per una visita ai nostri connazionali indigenti ospitati nella sede del "Patronato Italiano"

BUENOS AIRES (Dal nostro inviato) - La seconda giornata della visita in Argentina di Mirko Tremaglia si è aperta con una visita all'Ospedale Italiano Buenos Aires. Una grande e moderna struttura sanitaria che attualmente può contare su 550 posti letto e circa 900 medici provenienti dall'Argentina e da varie Nazioni dell'America Latina. All'Ospedale Italiano - che si presenta come centro di eccellenza per le cure cardiovascolari e i trapianti (ben 110 posti letto sono previsti per la sola terapia intensiva) e che è dotato di tutte le specializzazioni mediche - vengono di volta in volta segnalati, dal Consolato Generale, dai Comites e dalle Associazioni, i nomi dei nostri connazionali, una lista di circa 4000 persone, che vivono in situazioni di indigenza e che necessitano di assistenza sanitaria e farmacologica gratuita. La vasta struttura sanitaria, che lo scorso anno ha celebrato i 150 di attività, fattura inoltre circa 100.000 milioni di euro all'anno e vanta un bilancio in perfetto pareggio.

Prima della visita ai reparti dell'ospedale, ed in particolare all'unità coronarica dedicata a Giorgio Macrì - il padre di Antonio compianto esponente della comunità e membro del CGIE -, a Tremaglia è stata consegnata una Laurea Onoris Causa. Il Presidente dell'Ospedale Franco Livini ha poi ricordato come, sin dalla sua fondazione, gli uomini che hanno animato Ospedale Italiano siano stati fedeli ai valori dell'assistenza, della ricerca e della docenza. Uno spirito di umana solidarietà che è rimasto intatto fino ai nostri giorni.

Ha poi preso la parola lo stesso Ministro che, nel ricordare l'importanza della struttura ospedaliera, ha in primo luogo evidenziato come gli italiani all'estero abbiano portato in tutto il mondo progresso e civiltà. Un grande valore aggiunto dell'Italia, quello nostri connazionali nel mondo, che però deve essere ancora compreso fino in fondo dalla classe politica italiana. Tremaglia, dopo aver ricordato l'iniziativa che prevede la messa in collegamento telematico di tutti i nostri ospedali operanti nel mondo, ha ribadito come a tutt'oggi, alla luce dei tanti connazionali in stato di indigenza, la giustizia sociale debba essere considerata una vera e propria parola d'ordine. Il Ministro si è inoltre lamentato dell'eccessiva complessità delle procedure burocratiche che, oltre a bloccare la messa in operatività della nuova sede consolare di Buenos Aires, ha di fatto insabbiato i finanziamenti, circa 200 milioni di euro, stanziati dall'Italia per sostenere la sanità e la piccola e media industria argentina, nel periodo più acuto della crisi economica. "Voi siete come sono io, profondamene italiani", ha concluso Tremaglia che ha anche annunciato una donazione di 20.000 euro all'ospedale da parte Presidente dell'Aeroporto di Bergamo Ilario Testa.

Una questione, quella del disagio sociale, che è riemersa con forza anche nel corso della successiva visita lampo del Ministro al "Patronato Italiano". Un'associazione per la protezione degli immigrati che dal 1877 opera per sostenere, attraverso la distribuzione di denaro, generi alimentari e servizi domiciliari, i nostri connazionali meno fortunati. Durante il breve incontro Tremaglia, oltre ad annunciare la donazione di 10 milioni di lire all'associazione da parte del già citato Ilario Testa, ha avuto parole di profonda solidarietà per i numerosi italiani, perlopiù anziani, presenti nella sede. Uomini e donne, spesso costretti a vivere con pochi pesos al mese, che mostravano anche negli abiti evidenti segni di povertà estrema. Dopo aver ribadito il suo impegno al fianco dei più poveri e la sua disponibilità ad esaminare ogni protesta e richiesta d'aiuto dei nostri cuttadini, Tremaglia, in un crescente clima di commozione, ha intonato con i connazionali l'inno di Mameli. (Goffredo Morgia-Inform)


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