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INFORM - N. 88 - 29 aprile 2004

Ricordato nel centenario della nascita dalle Associazioni siciliane della Lombardia

Giorgio La Pira "un siciliano cittadino del mondo"

MILANO - Vendidue Associazioni siciliane della Lombardia guidate dal coordinatore regionale Pietro Poidimani si sono date appuntamento a Palazzo Castiglioni di Milano, per ricordare Giorgio La Pira "Un siciliano cittadino del mondo", nel centenario della sua nascita.

Studiosi contemporanei ed allievi si sono alternati al microfono per tratteggiare con riflessioni e ricordi il pensiero e la vita del «grande mistico della politica» facendo aleggiare la sua figura come su una grande gigantografia, in una sala gremitissima ed attenta di oltre 600 siciliani, dove, anche l’aria che si respirava aveva l’odore di Sicilia.

Dopo l’introduzione del coordinatore Pietro Poidimani, hanno parlato Domenico Zampaglione Assessore al Comune di Milano, Roberto Ammatuna Sindaco di Pozzallo, paese nativo di La Pira, Mons Giuseppe Malandrino Vescovo di Noto, Enrico Pianetta Presidente Commissione Senato Diritti Umani, Vito Patti Presidente Associazione "Il Mandorlo", Zino Battaglia Sindaco di Berbenno, i docenti universitari Luigi Rogasi, Massimo De Giuseppe, Carmelo Vigna, Padre Caccamo parroco di Pozzallo, Giovanni Aprile Presidente Amici di Ispica, Andrea Ruggeri segretario del coordinamento.

Azzia nel suo intervento ha sottolineato con soddisfazione come le comunità siciliane che vivono fuori dall’isola si ritrovino e si riaggreghino sui temi della cultura di appartenenza, e riscoprino, nel carisma di un grande conterraneo, occasioni e motivazioni di unità, di orgoglio e voglia di riconoscersi siciliani. Ogni approccio sulla personalità di Giorgio La Pira, ha detto Azzia, risulta inadeguato per lo spessore di una fede trascendentale ed inamovibile, ma che tuttavia riesce a rimuovere "l’uniforme" nella concezione lapiriana. La Pira Sindaco santo; la Pira mistico della politica; la Pira testimone di pace e profeta della non violenza; La Pira San Tommaso Sindaco, che ritrova nella "summa" l’ideale di giustizia e di distribuzione dei beni della società, la Pira nella concezione della centralità del ruolo della Provvidenza che governa gli eventi e la storia.

Emblematica la lettera a Kruscev nella Epifania 1963, con la visione profetica dei "tempi nuovi" di impressionante attualità, la concezione del mondo e della pace, la politica come impegno di carità ed amore tra gli uomini, la visione dello Stato espressione più alta della politica con funzione di regolatore. La Pira lascia all’umanità un prezioso patrimonio di insegnamenti che va letto, approfondito e considerato in un momento storico come il nostro, in cui si registra una pesante caduta di tensione e di ideologie. Azzia ha concluso con l’auspicio che la società moderna e l’assemblea dei presenti possano riscoprire il messaggio di pace e quella spiritualità del pensiero lapiriano, evidenziato con tanta efficacia dal vescovo Mons. Giuseppe Malandrino. (Inform)


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