CGIE: ultima riunione del Comitato di Presidenza in attesa del rinnovo
Narducci: "Auspichiamo una vacatio breve e che l’insediamento del nuovo Consiglio Generale avvenga nell’ultima settimana di luglio"
ROMA - La riunione del Comitato di Presidenza del CGIE del 22-23 aprile, ultima in attesa dell’insediamento del nuovo Consiglio, ha dedicato evidentemente moltissimo spazio alla riflessione e alla valutazione delle elezioni dei Comites. Il Segretario generale Franco Narducci, nella conferenza stampa conclusiva, ha espresso soddisfazione per l’aumento del numero totale dei Comites, passati da 116 a 126, che ha definito un indice di dinamismo e di risvegliato interesse verso questi organismi, e per l’affluenza al voto, valutata (in schede elettorali restituite rispetto ai plichi elettorali inviati agli elettori) circa il 34 per cento. Una buona percentuale se si pensa che nelle precedenti elezioni del 1997 si era espresso il 20,55 per cento del potenziale elettorato, che era quello risultante dall’anagrafe consolare. C’è stato un sostanziale miglioramento anche nei confronti dei dati più recenti, quelli del referendum del giugno 2003 quando era già vigente il voto per corrispondenza e la percentuale di schede restituite fu del 24,31 per cento. Per i Comites si è votato in 98 circoscrizioni consolari, e questo ha comportato un enorme sforzo per l’allestimento di oltre 400 seggi elettorali: le liste sono state 285 e 4252 i candidati.
Oltre ai dati positivi Narducci non ha però mancato di porre in risalto quelle che ha chiamato le "criticità" che sono al centro del dibattito politico e di interrogazioni parlamentari e hanno dato l’occasione al Parlamento per far partire una indagine parlamentare sul voto all’estero, promossa dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato.
Queste criticità sono soprattutto riassumibili nell’incompletezza (che Narducci ha definito "spaventosa") degli elenchi elettorali: un problema difficilmente superabile prima delle elezioni politiche del 2006 che vedranno per la prima volta gli italiani all’estero eleggere i dodici deputati e i sei senatori della circoscrizione Estero. Per superare questo problema Narducci auspica che intervengano decisioni politiche, come quella di affidare alla rete diplomatico-consolare la gestione degli elenchi elettorali. Un dato positivo è rappresentato dall’istituzione presso il MAE di un ufficio elettorale, che prima mancava e che può seguire costantemente l’evoluzione delle anagrafi e dei registri elettorali.
Altra criticità marcata, da tutti rilevata e che desta preoccupazioni, è quella sull’affidabilità del sistema di distribuzione dei plichi elettorali e sulla segretezza del voto. Uno dei meccanismi migliorativi potrebbe e3ssere quello della firma sul certificato elettorale che viene inviato contestualmente alla scheda di voto. Ma è evidente che vi sono procedure e metodi da migliorare, anche con un richiamo alla responsabilità del cittadino elettore, in modo che non si arrivi al commercio dei voti. Anche per lo spoglio dei voti esistono sistemi tecnici che consentono di accelerare le procedure soprattutto per il riscontro di chi ha e di chi non ha votato, per esempio il codice a barre sulla busta e conseguente lettura ottica che qualche consolato ha adottato.
Narducci ha confermato, rispondendo a una nostra domanda, che la questione dell’ineleggibilità dei rappresentanti dei patronati è stata oggetto di esame da parte del Comitato di Presidenza del CGIE. "Certo - ha detto - il problema esiste e e i Comites a maggioranza decidono in materia di ineleggibilità. Laddove ci saranno dei ricorsi evidentemente si renderanno necessari degli approfondimenti. Poi non dimentichiamo che c’è sempre la via della magistratura e in questo caso il foro competente è quello di Roma".
Per quanto riguarda la ripartizione dei fondi ai Comites, siccome la legge ha introdotto il passaggio da contributo a finanziamento, il Segretario generale del CGIE ha ricordato che finora, a pochi giorni dalla scadenza del primo quadrimestre, solo 12 Comites hanno inoltrato i preventivi e i consuntivi; quindi gli inadempienti non potranno avere l’anticipo nei tempi stabiliti dalla legge. Ha anche ricordato che è stata abolita la procedura che nel MAE attribuiva a cinque direzioni geografiche la responsabilità di centri di spesa per quanto riguarda i Comites: ora tutto è stato accentrato nella Direzione Generale degli Italiani all’estero e Politiche migratorie. Era un obiettivo perseguito dal CGIE in modo da avere un solo centro di spesa responsabile e questo permette effettivamente di avere una visione globale; è anche la ragione per cui si è proceduto a rivedere i criteri di attribuzione dei contributi ai Comites.
Altro argomento trattato il rinnovo del Consiglio Generale degli Italiani all’estero. A termini di legge si deve procedere entro quattro mesi dall’elezione dei Comites, teoricamente entro il 26 luglio. Essendo quella del 22-23 aprile l’ultima riunione del Comitato di presidenza prima dell’insediamento del nuovo CGIE, "tutti auspichiamo che non ci sia una vacatio molto lunga - ha detto Narducci - anche perché ci sono in ballo provvedimenti fondamentali per gli italiani all’estero da esaminare, come la legge finanziaria". Quindi l’importanza di procedere in temi rapidissimi al rinnovo del Consiglio, tenendo conto degli appuntamenti dei prossimi mesi, in particolare l’elezione del Parlamento europeo. La tabella di marcia prevede che le assemblee nazionali per l’elezione del nuovo CGIE si tengano nella seconda metà di giugno. Contestualmente i Comites devono accelerare la procedure per la cooptazione degli oriundi, cioè dei cittadini stranieri di origine italiana, mentre in Italia si deve avviare la procedura per la nomina di 29 consiglieri del CGIE con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. "Nutriamo la speranza - ha aggiunto Narducci - che il nuovo Consiglio sia insediato nell’ultima settimana di luglio. E’ già noto che in quella settimana è indetta alla Farnesina la Conferenza degli Ambasciatori, per cui l’insediamento si terrà in un’altra struttura. L’importante però è che tutte le procedure per la nomina dei consiglieri avvengano rapidamente. I tempi sono abbastanza stretti".
Gli altri temi all’ordine del giorno del Comitato di Presidenza sono stati l’informazione, la formazione professionale e le elezioni europee. Circa l’informazione, il CdP auspica che ci sia sempre più professionalità da parte dalle agenzie specializzate, alle quali riconosce un ruolo importante perché sono praticamente le uniche che hanno fatto da ponte tra gli italiani all’estero e l’Italia; auspica inoltre che questo canale di informazione da e per l’Italia tenga conto dell’informazione di ritorno ma anche delle opportunità offerte dal nostro paese verso l’estero. Si può escludere una gara d’appalto pubblico perché non è prevista dalla legge che deve garantire l’accesso all’informazione, però la trattativa di carattere privato prevederà sempre più dei criteri di trasparenza legati anche ad alcuni indici di qualità.
Sulla formazione professionale è stato pubblicato l’avviso 2004 per i paesi non appartenenti all’Unione Europea ed è in corso di definizione la presentazione delle proposte formative. C’è un passaggio significativo da progetti a programmi, quindi con un riferimento più concreto alle esigenze del mercato del lavoro. Il CGIE ha ottenuto che il bando del Ministero del Lavoro prendesse in considerazione non soltanto livelli alti di formazione ma anche le aree di difficoltà (la forza lavoro che viene espulsa dal sistema produttivo), quindi profili non mediamente alti ma piuttosto mediamente bassi. Il comitato di valutazione sarà composto esclusivamente da esperti e i tempi previsti per la presentazione delle proposte sono stati allungati da 30 a 60 giorni.
Infine, per quanto riguarda le elezione europee del 12 luglio 2004, la Direzione Generale degli Italiani all’estero ha fornito una serie cospicua di indicazioni. C’è un ufficio elettorale che sta seguendo attentamente questo importante appuntamento, per il quale gli italiani residenti dei paesi dell’Unione Europea hanno tre possibilità: quella di votare in loco per i collegi italiani presso i seggi che saranno istituiti dai consolati, quella di rientrare in Italia nel proprio collegio elettorale, oppure di votare in loco per le liste dei paesi di residenza. Resta aperto il discorso degli italiani residenti nei paesi extraeuropei, ma la possibilità di votare un giorno per corrispondenza figura nel campo delle aspirazioni più che dei progetti concreti. Il percorso è infatti molto difficile.
Ultima notazione: per la prima volta parteciperanno alle elezioni europee altre dieci nazioni dove risiedono anche nostre comunità. "Questo è un evento straordinario - ha concluso Narducci - perché per la prima volta si riunisce culturalmente l’Europa". (Inform)