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INFORM - N. 77 - 15 aprile 2004

Frattini: Fabrizio Quattrocchi è morto da eroe

ROMA - ''Quando gli assassini gli stavano puntando la pistola contro, questo ragazzo ha cercato di togliersi il cappuccio e ha gridato: adesso vi faccio vedere come muore un italiano.

E lo hanno ucciso''. ''E' morto così, da coraggioso , da eroe''. Con queste parole il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha descritto la drammatica esecuzione di Fabrizio Quattrocchi , uno dei quattro ostaggi italiani catturati in Iraq, precisando di avere avuto l'autorizzazione a rivelare le ultime parole pronunciate dal giovane Fabrizio dalla famiglia stessa del ragazzo.

"In Iraq, ha spiegato Frattini - ci sono dei gruppi che sono fuori controllo. E il gruppo che ha sequestrato i nostri quattro connazionali è un gruppo che non risponde alle logiche che ci hanno permesso, ad esempio, a Nassiriya di concludere una tregua seria. Le loro condizioni sono improponibili. Restano, comunque, aperti i contatti dell'Italia con la comunità sunnita e sciita.

Ci sono dei momenti in cui l'Italia deve presentarsi al mondo come un grande paese - ha proseguito il ministro - e questo è uno di quei momenti. Ho detto ieri con chiarezza in Parlamento che noi vogliamo una risoluzione dell'Onu che dia nuova legittimità ad un nuovo governo iracheno. Ho anche sottolineato che la situazione richiede una forte cooperazione con le autorità irachene e anche con autorità multinazionali, come la Nato. Sono lieto, a tal proposito, del fatto che una parte dell'opposizione italiana concordi con questa linea di fermezza e autorità. Credo che sia il momento di proseguire su questa strada.

Dobbiamo lavorare - ha aggiunto - affinché il termine del 30 giugno per il passaggio delle consegne al governo provvisorio iracheno sia rispettato. Sono in contatto con i miei colleghi europei e parlerò anche con le autorità americane. Uno slittamento di tale data è proprio quello che vorrebbero i terroristi. I terroristi non vogliono che il popolo iracheno formi un governo legittimo. Stanno cercando di colpire in tutti i modi. Hanno colpito con questo scopo le Nazioni Unite, la Croce Rossa internazionale e ora anche i civili, come il nostro Quattrocchi, assolutamente privi di intenzioni ostili. Questo è l'obbiettivo di chi non vuole la pacificazione".

Secondo il ministro Frattini, "dobbiamo esplorare le cause profonde in cui si annida il terrorismo per sradicarlo. Questo è l'obiettivo che l'Italia e l'Europa debbono portare fino in fondo. Ho detto con chiarezza che gli atti terroristici non sono mai giustificati ma che le radici del terrorismo devono essere studiate e conosciute al fine di poter studiare quella prevenzione con gli strumenti della politica. Credo che la prevenzione sia la lotta alla povertà, alla frustrazione e alla umiliazione dei popoli. E soprattutto è necessario un grande dialogo con i popoli musulmani sui temi come lo sviluppo delle economia, il rilancio dell'educazione, della formazione delle classi dirigenti, la riforma delle istituzioni".

Quanto alla possibilità per i civili italiani di lasciare l'Iraq, Frattini ha assicurato che il Governo italiano ha dettato delle misure di sicurezza particolari: ogni spostamento interno deve essere notificato preventivamente all'ambasciata, che deve sapere in ogni momento dove si trovano i nostri connazionali anche perché ci sono delle aree particolarmente pericolose. (Inform)


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