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INFORM - N. 71 - 6 aprile 2004

Da "L’Eco d’Italia", Buenos Aires

Intervista al Console Generale Placido Vigo: "Sono pienamente soddisfatto del risultato delle elezioni"

BUENOS AIRES - Lasciato ormai alle spalle l’evento che ha suscitato l’attenzione della collettività italiana negli ultimi mesi, quello delle elezioni per il rinnovo dei Comites, abbiamo voluto conoscere l’opinione nel merito del console generale in Buenos Aires, dott Placido Vigo. Gli va dato atto di avere svolto un lavoro encomiabile finalizzato al migliore successo di questo complesso e difficile lavoro dati anche i tempi ristretti che sono intercorsi tra il varo della legge e la votazione. Era, d’altra parte, la prima volta che veniva messo in atto il voto per corrispondenza e l’esito era quanto mai a rischio.

Credo che Lei, signor console generale, nella circoscrizione con il maggior numero di votanti nel mondo, possa essere veramente soddisfatto di come sia andata questa vicenda.

Certamente, noi qui a Buenos Aires, possiamo essere contenti perché abbiamo ricevuto, complessivamente, 78.309 schede che corrispondono al 54,44% del numero di elettori registrati. Le statistiche ufficiali ci dicono che erano stati inviati 143.842 plichi. Detto questo, vorrei dire che, in relazione all’affluenza, che a Moròn e a Lomas de Zamora si sono registrate percentuali molto alte. Nella prima delle due circoscrizioni i votanti sono stati 14.330 mentre nella seconda, 11.461. ciò dimostra che i connazionali desiderano partecipare in modo compatto.

E’ trasceso che alcuni postini corrotti hanno venduto i plichi e si racconta, pure, che alcune persone, invocando il nome del Consolato Generale, sono passati di casa in casa a ritirare le buste con le schede. Ritiene che, dopo questa esperienza, il voto per corrispondenza offra la necessaria trasparenza?

Queste voci sono pervenute anche al Consolato Generale ed è stata presa la decisione di effettuare un’indagine su un campione di 1.500 elettori in merito alla consegna dei plichi da parte del Correo Argentino. Abbiamo firmato, in questo Paese, una convenzione con il Correo che prevede la regolare consegna dei plichi, come prescrive la legge, per raccomandata. L’opzione di emettere una carta di credito non è stata presa in considerazione perché il Correo stesso ci ha informato che, con questo sistema, oltre a essere molto costoso, il 70 per cento degli invii veniva respinto il che avrebbe comportato che su 150 mila plichi ne avremmo visti di ritorno 80/90 mila. Insomma, sono vere le carenze registrate nell’invio dei plichi, e, quando avremo nelle mani i risultati dell’indagine, vedremo come intervenire per il futuro. Se avremo le prove che il servizio del Correo non offre le garanzie come succede, per esempio in Europa, si dovranno mettere in atto misure atte a sanare questo inconveniente.

Ho osservato che queste elezioni hanno interessato più gli italiani nativi che non quelli naturalizzati. Qual è la sua opinione?

Lo confermo. Gli eletti e i votanti sono in maggioranza nati in Italia. I discendenti non hanno ancora molta conoscenza di cosa siano i Comites. Ci impegneremo a continuare a informare i discendenti e stimolarli a partecipare alla vita politica della nostra collettività.

Se si presentassero prove concrete che hanno votato defunti o gente che non figura nei registri elettorali, quali provvedimenti si potrebbero prendere?

Noi su 113.245 plichi inviati, ne abbiamo ricevuto di ritorno, perché indirizzati a elettori defunti, 456. Di altri non abbiamo traccia. La responsabilità, in questi casi, è di natura penale. Mi auguro che nessuno sia incorso in questo reato e che i plichi destinati a persone defunte siano stati restituiti al Consolato anche perché ciò serve per aggiornare i registri elettorali.

Ho osservato che sono migliaia le schede annullate perché moltissimi non avevano chiare le idee sulla modalità di voto. E’ vero. Il fatto che si trattasse della prima elezione effettiva con il sistema del voto per corrispondenza, che in Argentina si voti differentemente e che molti hanno tagliato la scheda e errato il segno di preferenza, ha provocato il gran numero di annullamenti, molti di più di quelli che avevo previsto. Dobbiamo impegnarci a una maggiore efficacia della comunicazione, specialmente con la collaborazione della stampa di collettività anche dopo le elezioni.

La sua opinione sui risultati?

Io voglio essere sincero. Sono molto contento per come è andata questa elezione. Desidero dare un meritato riconoscimento, in primo luogo, ai miei collaboratori che hanno lavorato giorno e notte per consentire ai connazionali di poter votare; veramente, lo dico col cuore, in secondo luogo ai connazionali che hanno votato, tra i quali tutti i candidati che hanno formato più liste della volta precedente, sono quelli che credono nell’Italia e nei suoi valori. Io, poi, ringrazio anche le 600 persone che hanno lavorato, nel nuovo edificio di calle Reconquista, che si è dimostrato eccellente per questi eventi. La nostra circoscrizione che è quella con il maggior numero di seggi e di votanti, in tutto il mondo, ha dato per prima i risultati dello scrutinio e senza polemiche e controversie. Tutti abbiamo lavorato intensamente. Sotto tutti i punti di vista, è stato fatto un ottimo lavoro e mi auguro che il nuovo Comites rappresenti nel modo più efficace la nostra collettività e che dia la maggiore partecipazione.

Vuol dire qualcosa d’altro?

Auguro a coloro che hanno sempre lavorato per la collettività di poter raccogliere abbondanti frutti e che il nuovo Comites e il Consolato Generale siano i due cilindri di un solo motore che è quello della nostra collettività. (Gaetano Cario-L’Eco d’Italia/Inform)


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