Elezioni Comites - Margitta (CTIM): "A Maracaibo contano gli Italiani"
MARACAIBO - Dai comunicati che continuano ad arrivare da ogni dove sui risultati ufficiali delle elezioni dei Comites, con toni trionfalistici di chi ha vinto, e con forti critiche di chi ha perso. Dalle lamentele comuni sul caos degli elenchi-elettori, in gran parte depennati per noti motivi; sulle difficoltà nella distribuzione delle buste, moltissime delle quali tornate indietro per irreperibilità degli elettori; sulla reticenza dei connazionali a viaggiare per lunghi chilometri per chiedere al consolato di appartenenza il duplicato della scheda di voto con grande perdita di tempo (perché anche all'estero la gente lavora) e che nulla ha a che vedere con l'apatia denunciata da qualche personaggio poco obiettivo; sulla scarsa e imprecisa informazione della RAI sulla modalitá di voto che ha motivato un'infinità di schede nulle, quasi tutte per voti incrociati nelle preferenze; ed altre quisquilie, come l'interpretazione di un non definito regolamento che ha fatto scervellare CEC e consoli, motivando ricorsi spesso evitabili; o la brevità della campagna elettorale che ha fatto scapicollare i candidati da un punto geografico all'altro di circoscrizioni consolari spesso più vaste dell'Italia, da raggiungere preferibilmente in aereo con grande dispendio di tempo e denaro che mai verrà rimborsato da nessuno, ecc. ecc., tutto lascerebbe pensare, come ho già letto, ad un fallimento delle elezioni e del voto per corrispondenza.
Vengo invece a gettare un sasso nello stagno dello sconforto e delle critiche sterili, per rimuovere coscienze e sollevare una riflessione.
Pur tra mille ostacoli, gli italiani all'estero hanno saputo portare a compimento la missione. Se qualcuno ha pensato ad appagare le proprie aspirazioni personali, se qualcun altro ha badato a preparare la sua prossima ascesa al CGIE, se altri ancora hanno voluto promuovere il proprio partito, ci sono stati migliaia di italiani in tutto il mondo che hanno messo in pratica tutto il loro ingegno e creatività per apportare la loro capacità intellettuale, organizzativa e volontaria al servizio della comunità. Italiani che pure vivendo in terre lontane dall'Italia da decenni hanno sempre mantenuto la mentalità italiana, l'orgoglio delle proprie radici, le tradizioni e un incommensurabile affetto per la propria Patria e per i propri connazionali. In questi affannati giorni, dall'indizione delle elezioni agli scrutini finali, questi italiani si sono arricchiti di un'ulteriore esperienza. Cercare di capire la burocrazia italiana, penetrare nei meandri dei giochi di una certa parte della politica italiana, senza essere politico, senza essere avvocati, talvolta con uno scarso bagaglio culturale, è stato arduo, ma li ha obbligati a ragionare, a valutare e soppesare ogni minimo particolare per non incorrere in errori e dimostrando una grande maturità nel discernere ciò che è bene e ciò che non va bene in queste complesse operazioni elettorali. Il nostro Ministro Tremaglia ci ha visto bene. Ci conosce, per questo ci ha affidato questa prova, sapendo che l'avremmo superata brillantemente.
D'altra parte, è pur vero che il meccanismo di perfezionamento del voto per corrispondenza dovrà continuare a ritmo accelerato, affinché il prossimo appuntamento non ci trovi impreparati, affinché la maggior parte dei nostri connazionali siano messi in condizioni di votare i loro rappresentanti parlamentari, affinché non si proceda a tentoni. Ma per questo il governo italiano dovrà mettersi la mano sulla coscienza e trovare il modo di potenziare i consolati, perché nuove sfide si avvicinano e non soltanto elettorali. La brevissima campagna elettorale, infatti, ha messo i candidati e chi ha lavorato per loro di fronte a molteplici realtà locali che abbisognano di urgentissime soluzioni. Italiani che sono sparsi nelle vastità dei continenti, abbandonati a se stessi, lontani anni luce dal progresso economico-sociale-tecnologico dei paesi europei, assorbiti dalla cultura dei paesi che li ospitano perché non ricevono notizie dall'Italia: perché non vi giungono i giornali italiani, perché non avendo la TV via satellite non ricevono la RAI, perché non ci sono agenti consolari, perché abitano troppo lontano e non hanno il denaro per arrivare di persona al consolato, perché una volta che ci arrivano vi trovano lunghe code e magari arriva l'ora di chiusura e si sentono dire "Torni domani", perché non ci sono scuole italiane né istituti di cultura, perché spesso non ci sono nemmeno i soldi per pagarsi un corso di lingua italiana, perché nelle sale cinematografiche locali non arriva uno straccio di film italiano. Non c'è da sbalordirsi dunque se migliaia di connazionali non sanno nemmeno cosa sia il Comites.
Nella circoscrizione di Maracaibo, in cui si calcola ci siano almeno 20 mila italiani, soltanto 9785 sono stati dichiarati idonei al voto, di cui a 24 ore dagli scrutini ne sono stati depennati in blocco 419. Iscritti irraggiungibili 2118. Buste pervenute e scrutinate 4667, in due seggi, per tre liste partecipanti. Voti validi: 3713. Per la cronaca, ha vinto la lista Nš 2 NUOVA ITALIA, composta da una lista di centro-destra (un candidato CTIM) e indipendenti, con uno stacco di 654 voti sulla lista uscente Nš 1, VOTA ITALIA e di 1170 sulla lista Nš 3 TUTTINSIEME.
Risultati che rispecchiano un'altra realtà. I Comites dovevano essere rinnovati! Il Comites di Maracaibo, in carica da ben 11 anni si trascinava pesantemente e indolentemente su se stesso, privo di idee e magari di forze. Il fatto che un buon 50% della popolazione italiana persino a Maracaibo-città non sapesse a cosa servisse il Comites ne è una prova eclatante. Eppure sui giornali abbiamo visto la pubblicità dell'INCA-CGIL (unico patronato presente nell'occidente del Venezuela) invitando a votare la lista uscente, guidata da una rappresentante CGIE dichiaratamente di sinistra, molto legata all'imberbe Pittella, quella stessa sinistra che si vanta di proteggere le minoranze, i deboli e i derelitti. Mi chiedo come mai una persona tanto esperta e pilotata dai DS non si sia prodigata più di tanto in tutti questi anni, limitandosi ad assistere alle Assemblee Plenarie in giro per il mondo o a spedire proclami e telegrammi contro il governo. Che errore madornale sedersi sugli allori. Che errore gravissimo dimenticarsi della missione a cui si è chiamati. Per questo mi fa sorridere il trionfalismo di Pittella e le sue sortite contro il Ministro Tremaglia. Ma non gli rimorde la coscienza? Si rende conto che se non fosse per Tremaglia, lui sarebbe senza lavoro, perché il suo partito quand'era al potere non è riuscito ad ottenere ciò che ha ottenuto quest'uomo tenace e indomabile, portando l'Italia agli italiani nel mondo o se preferisce, riavvicinando gli italiani nel mondo all'Italia? Che piatto sarebbe oggi il panorama internazionale a livello politico. Su che cosa avrebbe da ridire il giovin signore? Su coraggio, se ne faccia una ragione. Là dove comandano governi di sinistra, come in America Latina, gli italiani non potranno votare che per la destra, perché... bisogna provare per credere! (Giovanni Margiotta, CTIM Maracaibo. Membro lista Nš 2)
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