Elezioni Comites: ineleggibili i rappresentanti dei Patronati?
Una nota della FIEI: Tentazioni di "golpe" sulla circoscrizione "Estero
ROMA - E’ corsa voce nella giornata del 2 aprile ed è stata confermata la notizia dell’invio di una circolare a tutti i consolati, a firma del Ministro plenipotenziario Alessandro Benedetti Direttore Generale per gli italiani all’estero, accompagnata da un parere dell’Ufficio legislativo del Ministero Affari Esteri secondo il quale si considerano ineleggibili i rappresentanti dei patronati.
Il fatto ha dell’incredibile - è detto in una nota della FIEI, la Federazione in cui convergono la Filef e l’Istituto Fernando Santi -, in quanto avviene a proclamazione degli eletti già avvenuta, e dopo che l’argomento della incompatibilità era stato approfonditamente dibattuto in sede CGIE ed era stata esclusa ogni comparazione degli operatori di Patronato con i soggetti indicati in modo esplicito e non equivocabile nella Legge e nel regolamento di attuazione della Legge 23 ottobre 2003, n. 286.
L’art. 5, comma 4, della legge, più sotto riportato, recita:
"Non sono eleggibili i dipendenti dello Stato italiano che prestano servizio all'estero, ivi compresi il personale a contratto, nonché coloro che detengono cariche istituzionali e i loro collaboratori salariati. Non sono, altresì, eleggibili gli amministratori e i legali rappresentanti di enti gestori di attivita' scolastiche che operano nel territorio del Comitato e gli amministratori e i legali rappresentanti dei comitati per l'assistenza che ricevono finanziamenti pubblici."
Come correttamente denunciato nel comunicato del Coordinamento dell’Ulivo, qualsiasi estensione ad altre fattispecie rappresenta una forzatura interpretativa della legge ed appare come il tentativo a posteriori di eliminare cittadini italiani eletti con notevole consenso che sono generalmente portatori di specifiche competenze e di una conoscenza approfondita dei problemi delle collettività; aggiungiamo che, ove dovesse essere accettato il fondamento interpretativo del parere, esso dovrebbe riguardare altre strutture che percepiscono contributi dallo stato italiano come, ad esempio le Camere i Commercio Italiane all’estero, nonché altre organizzazioni che a vario titolo sono configurabili per la loro azione ed attività come erogatori di servizi di assistenza a persone o enti, che insieme, rappresentano la stragrande maggioranza delle forze della società civile che hanno assicurato informazione e partecipazione al voto del 26 marzo scorso.
In attesa di un chiarimento giuridico di merito che gli stessi Patronati, le forze politiche e parlamentari, l’associazionismo nel suo complesso vorranno far valere, la FIEI richiama l’attenzione sul fatto che per legge, sulla materia di ineleggibilità ed incompatibilità, decide lo stesso comites, con esclusione di qualsiasi altro soggetto. Quindi, nel rispetto delle procedure democratiche interne, il Comites stesso può procedere a tutti gli atti relativi al suo insediamento e al suo assetto interno (elezione Presidente, Segretario, composizione esecutivo ecc.). (Inform)