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INFORM - N. 70 - 5 aprile 2004

Elezioni Comites: ineleggibili i rappresentanti dei Patronati?

Prevaricazione contro i Patronati e i Comites", afferma il Coordinamento dell’Ulivo e dell’Italia dei Valori

ROMA - Con inquietante sincronismo, mentre i Comites hanno iniziato a insediarsi dopo il recente rinnovo delle loro rappresentanze, è stata fatta pervenire ai Consolati una circolare del Direttore Generale per gli italiani all’estero, Ministro plenipotenziario Alessandro Benedetti, che accompagna un parere dell’Ufficio legislativo del MAE, nel quale si considerano ineleggibili i rappresentanti dei patronati.

Si tratta - afferma il Coordinamento dell’Ulivo e dell’Italia dei Valori - di un atto di estrema gravità, soprattutto per il modo generalizzato e preventivo con cui è stato eseguito, con il quale si cerca di cambiare le regole del gioco dopo che le elezioni si sono chiuse e la volontà degli elettori si è manifestata in modo chiaro e inequivocabile. Un atto che in queste ore sta avendo un’adeguata risposta in sede giuridica, politica e parlamentare. In particolare, diversi rappresentanti de l’Ulivo, sia alla Camera che al Senato, hanno richiesto al Ministro Frattini l’immediato ritiro della suddetta circolare. Sulla base di una valutazione immediata, ci sembrano opportune le seguenti puntualizzazioni:

- l’istanza che è chiamata per legge a decidere in materia di ineleggibilità e incompatibilità è il Comites, con esclusione di qualunque altro soggetto. Per questo, il Comites, se la maggioranza dei suoi componenti lo ritenga opportuno, può procedere a tutti gli atti relativi al suo insediamento e al suo assetto interno (elezione Presidente, Segretario, composizione esecutivo ecc.);

- durante il lungo lavoro di preparazione della legge di riforma dei Comites, svoltosi prima in seno al CGIE e poi in sede parlamentare, si è inteso limitare le ipotesi di incompatibilità a quelle esplicitamente indicate: dipendenti dello Stato all’estero, titolari di responsabilità istituzionali, legali rappresentanti di enti gestori di attività scolastiche, responsabili dei comitati per l’assistenza. Qualsiasi estensione ad altre fattispecie rappresenta una forzatura interpretativa della legge ed è il frutto di una volontà politica volta a eliminare presenze considerate scomode e a "vendicarsi" di un risultato ritenuto insoddisfacente;

- in seno al CGIE si è più volte dibattuto della questione e in tutte le occasioni si è arrivati alla conclusione che i rappresentanti dei patronati non potessero essere assimilati alle fattispecie direttamente indicate. Questa posizione è stata rappresentata anche dalla Consulta delle associazioni dell’emigrazione al ministro Tremaglia e in nessun momento sono emerse perplessità o dissenso;

- il risultato del voto per il rinnovo dei Comites, che ha visto un considerevole aumento della partecipazione, va difeso come espressione democratica e fattore di accreditamento degli stessi organismi di rappresentanza degli italiani all’estero. Un intervento così generalizzato e pesante, come quello che il MAE cerca di fare con l’invio di questo parere dell’ultima ora, rischia di aprire uno stato di fibrillazione lunghissimo in molti Comites e di avere un effetto devastante per l’equilibrio e la funzionalità degli stessi.

Per queste ragioni - conclude il Coordinamento dell’Ulivo e dell’Italia dei Valori per gli Italiani nel Mondo -, mentre i Patronati nella loro autonomia mettono a punto la loro azione di risposta e di tutela, invitiamo tutti gli eletti a procedere sulla strada di un regolare e sereno avvio dell’attività dei Comites, tenendo in considerazione solo le prescrizioni e le indicazioni contenute nella legge 286/2003 e nel regolamento applicativo. (Inform)


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