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INFORM - N. 66 - 30 marzo 2004

Ricerca sul rientro in Italia di emigrati dall’Argentina. Zanon: "Nei prossimi mesi sono previsti nuovi arrivi"

VENEZIA - L’assessore regionale ai flussi migratori, Raffaele Zanon, ha partecipato sabato a Mestre alla presentazione dei dati della ricerca relativa al progetto "Italiani in rientro dall'estero: formare competenze per il sistema locale", realizzata dall’Unione Europea, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Ass.For. L’esponente della giunta veneta ha sostenuto che "la ricerca è utile per far capire ai veneti e agli italo-argentini che il progetto rientro nasce da esigenze vere, dettate dalla crisi dell’Argentina e dalla necessità di gettare un ponte nei confronti del Paese sudamericano". Si tratta di un progetto che ha permesso a circa 300 giovani, assolutamente lontani da ogni sfruttamento e speculazione, di inserirsi nella nostra società non solo dal punto di vista economico ma anche sotto il profilo sociale e ha consentito ad un’alta percentuale di loro il ricongiungimento con il nucleo familiare. I dati e i numeri forniti dalla ricerca sono inequivocabili, rispondono ad attese manifeste in Argentina, ad esigenze del mercato del lavoro veneto.

Nei prossimi mesi sono previsti nuovi arrivi con un gruppo di altri 90 giovani che saranno inseriti nel settore dell’edilizia e dei lavori pubblici. L’età media abbastanza elevata, l’alto profilo di studio, lo stato di famiglia fanno di queste persone una risorsa importante per il nostro Paese. Nel contempo, però, evidenziano una problematica di inserimento tutt’altro che semplice.

La maggior parte di queste persone risiede in Argentina dalla nascita e non conosce la nostra lingua né la nostra cultura. Molti hanno parenti che vivono in Italia, con cui mantengono un contatto, ma soltanto una piccola parte ha compiuto finora un viaggio nel nostro Paese". "Non siamo di fronte a degli emigranti - ha proseguito Zanon - ma a persone che vorrebbero tornare nella loro terra natia, a fronte di un lavoro sicuro, e che spesso si sono distinti in Argentina quanto a capacità professionale".

Secondo la ricerca elaborata dal prof. Davide Vannoni, circa un terzo degli intervistati vorrebbe rientrare in Veneto portando con sé la famiglia, ma molti temono di non riuscire a raggiungere una buona integrazione sociale anche a causa della scarsa conoscenza della lingua italiana. Le attese degli emigrati di rientro sono il miglioramento della qualità della vita, con una conseguente crescita professionale ed economica. Ed è proprio dalla Regione Veneto che queste persone attendono occupazione e formazione, possibilmente in loco. In Argentina, però, vi è una grave mancanza di informazione su quella che è la situazione economica e di vita in Italia. Quanto all’offerta di lavoro, l’assessore Zanon ha spiegato che grazie alle associazioni Api di Padova e Venezia sono state raccolte 109 interviste di aziende pronte ad assumere personale italiano di rientro dall’Argentina. Si tratta di aziende prevalentemente di piccole dimensioni, che si occupano di servizi, di metalmeccanica, di edilizia ed informatica. I tempi di assunzione sono molto contenuti e gli stipendi medi iniziali si aggirano sugli 850 euro mensili, con un aumento medio, nell’arco di tre anni, di circa 200 euro. Altro aspetto importante è che una buona parte delle aziende si è dichiara disponibile ad aiutare il lavoratore nel reperimento di un alloggio. Il quadro che emerge da questa indagine è che l’offerta di lavoro pare combaciare con le attese degli italiani in rientro dall’Argentina. (Inform)


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