Elezioni Comites - Soddisfazione e riflessioni dei Ds
ROMA - "I primi risultati che giungono da tutto il mondo, in particolare da Australia, Europa e Canada sulle elezioni per il rinnovo dei Comites, sono estremamente positivi. Si registra, infatti, il successo delle liste che si richiamano a l’Ulivo e al Centrosinistra e, là dove compaiono liste di partito, una forte affermazione dei Democratici di Sinistra". E’ quanto dichiarato da Marina Sereni responsabile Esteri della Segreteria nazionale dei Ds e da Gianni Pittella responsabile per gli Italiani nel mondo dei Ds, commentando i primi risultati.
"Il giusto premio - proseguono Sereni e Pittella - a chi ha avviato e portato a termine la riforma costituzionale che ha introdotto la Circoscrizione Estero e il voto per corrispondenza e, al contempo, la secca bocciatura del Governo Berlusconi, della sua mancanza di politiche serie per i nostri connazionali emigrati, e dei suoi continui tagli ai finanziamenti per questa categoria di cittadini". Ma da queste elezioni deve ripartire anche una discussione seria sui problemi dell’anagrafe e degli elenchi elettorali. Problemi – concludono - ai quali non si è ancora riusciti a dare risposta e che hanno comportato persino l’ingiusta esclusione di migliaia di cittadini aventi diritto di voto".
E’ seguita una più approfondita riflessione dei Ds, in una nota a firma dello stesso Pittella nonché di Norberto Lombardi, coordinatore dei Forum per gli Italiani nel mondo ed Eugenio Marino, responsabile comunicazione dell’ufficio Ds per gli Italiani all’estero. "Per le elezioni dei Comites i motivi di soddisfazione prevalgono nettamente sulle riflessioni e sui motivi di preoccupazione, che pure non mancano. L’espansione della partecipazione al voto, che in genere è superiore al doppio di quella registrata nella precedente tornata, se da un lato rappresenta una conseguenza naturale dell’introduzione del voto per corrispondenza, dall’altro segnala un fermento di interesse e di responsabilità civica che non si poteva dare per scontato prima dell’esito del voto. Questo fatto potrà produrre utili conseguenze per lo sviluppo dei percorsi di integrazione delle nostre comunità e per il riconoscimento di un’identità aperta e attiva. Esso è anche un buon viatico per la più impegnativa scadenza del voto politico. Se il Governo fosse riuscito appena a limitare il disastro degli elenchi AIRE ufficialmente inviati, oggi ci troveremmo di fronte a indicazioni ancor più soddisfacenti e positive.
Anche sul piano degli orientamenti politici - proseguono Pittella, Lombardi e Marino - ricaviamo motivi di conforto e di ottimismo. Senza nulla togliere all’autonomia di questi organismi di rappresentanza di base, che è bene che restino al riparo di condizionamenti partitici invadenti e pervasivi, non è un mistero che nella maggior parte dei casi si siano confrontate posizioni ispirate da valori e scelte di segno politico diverso. Ebbene, per quanto si può equilibratamente affermare, gli orientamenti di centro-sinistra prevalgono nettamente in Europa, dove vi è oltre la metà degli elettori, in Australia e in Canada e, a giudicare dalle prime indicazioni provenienti da Rio de Janeiro, si manifestano con evidenza anche in Brasile. È evidente che l’affermazione che l’emigrazione sia "di destra", è alla prova dei fatti solo un luogo comune o al massimo l’ennesimo atto autoreferenziale di chi non ha esitato a utilizzare gli incarichi istituzionali per fare dozzinale propaganda e per porsi alla testa di una sola parte. Il mondo degli italiani all’estero non ha padrone, semmai in esso si sviluppa - come è giusto che sia sotto il profilo democratico - una dialettica non dissimile a quella che si svolge in Italia. Il voto taglia corto, dunque, con ogni paternalismo e con ogni forma di concezione da specie protetta.
Non mancano, tuttavia, motivi di riflessione e di preoccupazione. Anche in questa occasione si è confermata l’abissale inefficienza di coloro che dovevano organizzare e ripulire gli elenchi elettorali. Ancora una volta, il diritto di voto è stato di fatto negato a molte centinaia di migliaia di aventi diritto. È una situazione non più tollerabile. È giusto che il Parlamento affronti di nuovo e con urgenza questa questione che rischia di diventare uno scandalo internazionale. Bisogna farlo ora e non a ridosso del voto per il rinnovo del Parlamento, quando sarà troppo tardi.
La mancanza di informazione adeguata, inoltre, ha prodotto una percentuale elevatissima di errori, che si debbono addebitare soprattutto al modo inadeguato con cui il governo ha affrontato la prova, evitando un primo invio informativo agli elettori che avrebbe potuto limitare fortemente i danni.
Sono, infine, diffuse e preoccupanti le notizie circa una larga pratica di violazione della segretezza e della libertà di voto, che sono - nessuno può far finta di non saperlo - prerogative affermate e garantite dalla stessa Costituzione. Chiediamo a tutti, a iniziare dalle forze a noi più vicine, di avviare una fase di approfondimento, riflessione e confronto su questo aspetto delicatissimo del voto per corrispondenza. Il voto degli italiani all’estero, guadagnato dopo tante difficoltà, è un bene prezioso da salvaguardare con convinzione e fermezza. Ma questo potrà essere fatto tanto più proficuamente - concludono gli espsonenti dei Ds - se esso potrà svolgersi in quelle condizioni di garanzia e di trasparenza che la Costituzione richiede". (Inform)