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INFORM - N. 64 - 28 marzo 2004

Lettere al Direttore

Cosa combina il nostro Governo a Parigi?

Egregio Direttore,

siamo due medici di Padova che si recano spesso in Francia a tenere dei seminari presso l’Università di Parigi Nord. Abbiamo appreso da alcuni amici parigini amanti della lingua e cultura del nostro paese che recentemente, per decisione del nuovo direttore Giorgio Ferrara, i corsi di lingua italiana dell’Istituto di Cultura Italiana di Parigi sono stati soppressi.

Noi italiani, ben consci dello scempio culturale che ormai da anni si sta consumando nella scuola pubblica italiana ad opera di più governi, non ci siamo molto meravigliati. Infatti, i nostri figli frequentano in genere edifici fatiscenti, con il rischio di farsi male per la caduta di calcinacci e la seria probabilità di buscarsi una polmonite per la mancanza di combustibile da riscaldamento. Inoltre, conoscendo la vergognosa situazione degli insegnanti italiani, remunerati in modo indecoroso e ormai privati di ogni spazio creativo, non abbiamo trovato strano nemmeno il fatto che i docenti incaricati dei corsi soppressi dal nostro istituto parigino siano stati liquidati senza tanti complimenti. Del resto, il budget stanziato dal governo per l’istruzione e la ricerca parla da solo.

Ciò nondimeno, finché i panni sporchi, li si lavi o meno, rimangono in casa, nulla da ridire ma, almeno all’estero, la faccia dovremmo cercare di salvarla. La bella decisione di Parigi è un biglietto da visita che disonora gli Italiani e la loro cultura e che autorizza i nostri cugini transalpini a passare dal "sentito dire" alla constatazione obiettiva dell’impoverimento culturale del nostro paese. (Leopoldo Bonadiman e Renzo Marcolongo)


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