* INFORM *

INFORM - N. 45 - 2 marzo 2004

"RESIDENT ALIEN" di Domenico Mancini (CGIE)

Quando un immigrato italiano in USA commette un errore ed entra in scena l'immigrazione

DETROIT - Il 16 febbraio le agenzie riferivano del trattamento che un giovane italiano aveva subito ad opera dell’USCIS ( U.S. Citizenship and Immigration Services). la potente agenzia dell'immigrazione degli Stati Uniti. L'accaduto era raccontato, per sommi capi, dall'europarlamentare Gianni Pittella, responsabile dei Ds per gli italiani all'estero. Pittella riferiva che il giovane, Marco Fornari, figlio di un diplomatico italiano e per questo nato in Arabia Saudita, si trovava negli States per studiare. A Natale era andato a passare le vacanze in Italia ed al rientro negli Stati Uniti è stato fermato all'aeroporto e rispedito indietro con il primo aereo, senza poter mettere in contatto assolutamente nessuno.

Questi episodi accadono più spesso di quanto la gente crede ma il caso Fornari è stato trasformato in un dibattito politico e si è persa di vista la ragione prima per la quale questi incresciosi episodi accadono, la condizione d’immigrato, e la soluzione a portata di mano: diventare cittadini americani.

Finquando si rimane "immigrati" si è sempre soggetti alle leggi che regolano l'ingresso, la presenza nel Paese ed i rientri da viaggi all'estero. Regole che dopo l'11 settembre sono comprensibilmente più restrittive e sono applicate alla lettera, amici o no.

Ne sa qualcosa Fabrizio Ignazio Frattaroli, un giovane di 33 anni, arrivato negli USA con la famiglia quando aveva cinque anni, che dal 1978 risiede nello Stato Ohio e che non ha mai preso la cittadinanza americana. Laureato in terapia fisica e persona produttiva nella società, non aveva mai avuto problemi con la giustizia.

Nel settembre del 2002 cambia di tre giorni la data su una ricetta che il medico curante gli aveva fatta per una medicina che prende da alcuni anni. La farmacia scopre l'alterazione e lo denuncia. E’ condannato a 14 mesi di condizionale, al termine dei quali il nostro giovane connazionale si reca alla polizia per ritirare i documenti di buona condotta e trova ad attenderlo agenti dell'Immigrazione che lo arrestano e lo portano via, sotto gli occhi stupiti della mamma che era con lui.

Solo dopo essere stato portato in una "casa di detenzione" gestita dall'immigrazione viene informato che è stato arrestato poiché il reato da lui commesso è considerato un "crimine serio" - "felony" in inglese - ed essendo lui un immigrato deve essere giudicato da un giudice dell'immigrazione. Detto per inciso i giudici dell'immigrazione hanno un solo timbro "Deportato" ed ogni altro verdetto è da considerarsi una fortunata eccezione. Dopo alcuni giorni nella casa di detenzione, ad un'ora di macchina dalla casa, viene trasferito in un penitenziario a tre ore di macchina rendendo le visite della famiglia più difficili e quelle dell'avvocato più costose .

Il Consigliere del Comites Giovanni Catalano porta il caso all'attenzione del Comites in una riunione ufficiale dello stesso. Poi ne informa sia il Consolato di Detroit sia l'Ambasciata a Washington che stanno facendo ciò che possono ma la situazione non cambia perché quando si tratta d’immigrazione nessuno può far molto. Il 24 febbraio il giudice, che risiede in Virginia a circa otto ore di macchina, esamina il caso via videoconferenza. L'avvocato vuole che venga usata la definizione di "felony" nella legge dell'Ohio, che considera il reato di Fabrizio un crimine molto leggero ma il giudice dice di non conoscere bene la legge di quello Stato e rinvia la decisione ai primi d’aprile, per avere il tempo d’informarsi. Questo rinvio costerà, solo per l'avvocato, 12 mila dollari oltre i quattromila già spesi e la famiglia metterà insieme la somma, aiutata anche dai parenti, per raggiungere la cifra chiesta dall'avvocato.

Quello che ho appena descritto non è un caso isolato, purtroppo, e l'unico modo di eliminarli tutti, come detto all'inizio, è prendere la cittadinanza americana. E' giunto il momento che i Comites degli Stati Uniti si adoperino per informare i nostri concittadini ed aiutarli a naturalizzarsi americani, considerato che non perdono la cittadinanza italiana, con dei corsi per aiutarli a superare l'esame per la cittadinanza e riempire i moduli necessari, se ne avessero bisogno.

Il trattamento

Ma qual è il trattamento che questi detenuti in attesa di essere giudicati ricevono? Guardiamo a Fabrizio Ignazio Frattaioli:

Detenuto al carcere della Contea di Seneca, Tiffin, Ohio dove sono altri 4 mila detenuti con due stanze adibite a doccia e dove possono lavarsi 31 detenuti alla volta dalle 5,30 la mattina fino al silenzio. Fare la doccia tutti i giorni è impossibile e Fabrizio tenta di lavarsi almeno una volta la settimana.

L'occorrente deve essere acquistato nella prigione e questi sono i prezzi: shampoo per una volta: $ 4.89 ; una piccola barra di deodorante: $ 4.00; una saponetta: $ 3.89; dentifricio: 3.89.

Nessuno acquisterebbe a questi prezzi fuori della prigione. Fabrizio è fortunato ad avere una famiglia che provvede fornendo le risorse economiche.

Come vengono nutriti questi detenuti? Per diciotto giorni Fabrizio ha ricevuto: a colazione una piccola porzione di cereale con un bicchiere di succo d'arancia; a pranzo: una polpetta di carne di pollo con una tazza di latte; a cena un pezzo di pollo, una pesca sciroppata ed una tazza di latte.

Fabrizio può acquistare qualcosa nella prigione e questi sono alcuni prezzi: Beef jerky ( una salsiccetta affumicata di circa 50 grammi) $ 2.49; scatola di coca cola, o simile: $ 1.09; una scatola di minestra: $ 4.09.

Se c'è qualcuno che dubita che questo possa accadere in America, può chiamare il direttore della prigione: Mr Thomas G. Steyer, Sheriff o il direttore dell'immigrazione, Mr. Neil Baker al numero: (419) 448-5074 o 419 448-8968. (Domenico Mancini-Inform)


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