Arrivano a Padova dall’Uruguay 25 infermieri d’origine italiana
Il progetto realizzato nel quadro della collaborazione tra Regione Veneto e Uruguay
PADOVA - "Questa iniziativa si pone tra le prime nel Veneto e in Italia e consente di dare una risposta mirata all'endemica mancanza di infermieri professionali che si registra nel nostro Paese e che mette a repentaglio l'assistenza agli anziani e ai disabili, in particolare nelle strutture residenziali extraospedaliere. Lo ha affermato l’Assessore alle politiche sociali della Regione Veneto Antonio De Poli nel presentare, con il Presidente dell’O.I.C. Angelo Ferro, il progetto che avvia al lavoro nella Fondazione O.I.C. di Padova un gruppo di infermieri provenienti dall'Uruguay (si tratta in tutto di 25 giovani operatori quasi tutti d’origine italiana, 7 già arrivati alla metà di febbraio e gli altri in arrivo alla fine di marzo), conseguente al protocollo d'intesa firmato nel 2002 tra la Regione Veneto e alcune istituzioni del Paese sudamericano
Il progetto è stato previsto - ha spiegato De Poli- da un quadro di collaborazione tra Regione del Veneto e Uruguay all’interno del quale il Consolato dell’Uruguay (di cui è console onorario il prof. Ferro) ha impostato un protocollo d’intesa, firmato nella seconda metà del 2002, in Uruguay tra la Regione Veneto e le istituzioni del Paese sudamericano e che ha posto le basi per una serie di iniziative anche formative, in cui era inserita l’individuazione e la venuta in Italia di infermieri professionali". Dal punto di vista organizzativo l’Assessorato regionale ai servizi sociali, predisponendo adeguati strumenti normativi, e in collaborazione con le associazioni di categoria Uneba-Uripa-Fiv, ha ottenuto la velocizzazione dei decreti di omologazione dei titoli stranieri da parte del Ministero per la Salute.
"All’O.I.C. - ha affermato il Presidente Ferro - il protocollo d’intesa ha affidato il compito di attuare il progetto e, pertanto, già nel marzo 2003, si è svolta una prima selezione in Uruguay di 25 giovani, quasi tutti d’origine italiana. Tra loro vi è la presenza anche di insegnanti universitari, di responsabili di reparti complessi, di specialisti e coordinatori infermieristici". Per preparare questi giovani è stato realizzato un corso - durato quasi un anno e curato da un istituto presente in Uruguay con lo scopo di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo - d’orientamento e di formazione sulla lingua, sulla legislazione italiana, sulla professione, sull’organizzazione sociosanitaria.
Inoltre sono stati interessati tutti gli uffici che avrebbero poi dovuto intervenire a vario titolo, tra cui la Direzione Provinciale del Lavoro, la Prefettura, la Questura, il collegio infermieri di Padova. "In questo modo - ha detto De Poli - attraverso questa rete di soggetti siamo riusciti a creare un ‘sistema’ che ha permesso l’arrivo di un primo gruppo di infermieri e alla fine di questo mese arriveranno gli altri: tutti saranno impegnati per due anni nelle residenze della Fondazione O.I.C. e, successivamente, spetterà a loro scegliere se stabilirsi definitivamente in Italia o ritornare nel loro Paese per utilizzarvi la specializzazione professionale acquisita". Il Presidente Ferro ha fatto presente inoltre che, nel novembre 2003, un’infermiera del gruppo è stata ospite per circa un mese dell’O.I.C. per entrare in contatto e conoscere da vicino la realtà sociale e lavorativa di Padova e per farsene portavoce nei confronti dei suoi colleghi. (Inform)