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INFORM - N. 43 - 27 febbraio 2004

Allargamento dell’UE e immigrazione: per il momento prevale la paura

BRUXELLES - Alla vigilia dell’allargamento dell’Unione Europea verso est (1° maggio 2004), solo l’Irlanda e in parte la Gran Bretagna hanno intenzione di non introdurre misure restrittive alla libera circolazione dei nuovi cittadini dell’UE. Gli altri paesi membri hanno deciso di mantenere, come previsto dagli accordi relativi all’adesione all’UE, un periodo transitorio di controllo degli eventuali flussi migratori dall’est per proteggere il proprio mercato del lavoro. Tali restrizioni potranno rimanere in vigore per due anni, essere rinnovate per altri tre anni se necessario e solo in caso di grandi difficoltà economiche e di forte immigrazione essere prolungate ancora un’ultima volta per due anni fino al 2011. Da quel momento, la libera circolazione non potrà più essere limitata.

Germania e Austria hanno fin dall’inizio proposto l’introduzione delle misure di controllo, essendo le due destinazioni più probabili dell’emigrazione dall’est. Via via anche altri paesi si sono aggiunti, dimostrando un atteggiamento di timore, che secondo alcuni esperti non è giustificato, perché non vi sarà una partenza in massa di emigranti: anche se le differenze nel tenore di vita sono ancora forti, l’adesione all’UE dovrebbe rapidamente cambiare la situazione nei nuovi stati membri. I governi di Gran Bretagna e Irlanda vedono più favorevolmente l’immigrazione dall’est, che potrebbe portare nel mercato del lavoro personale altamente specializzato, che è sempre molto richiesto.(Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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