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INFORM - N. 41 - 25 febbraio 2004

Il Senato approva l’emendamento alla riforma federale che ripristina i sei senatori della circoscrizione Estero

ROMA - Il Senato, nella seduta del 25 febbraio, ha approvato un emendamento che reinserisce i sei senatori della circoscrizione Estero nel futuro Senato federale, così come prevedeva l’originario disegno di legge costituzionale governativo di riforma dello Stato. L’emendamento approvato è il risultato dell’accorpamento di quelli presentati dal senatore Domenico Nania di An (primo firmatario) e dal senatore Andrea Pastore di Forza Italia. Prima del via libera dell’Aula di Palazzo Madama esso è stato riadattato al testo del cosiddetto "maxiemendamento" del relatore Francesco D’Onofrio in cui già si prevedeva il reintegro dei sei senatori "cancellati" dalla Commissione Affari Costituzionali.

Non sono mancate però le dichiarazioni di voto di alcuni senatori che, a titolo personale, si sono schierati contro la rappresentanza diretta delle comunità italiane nel mondo. Dall'esponente della Margherita Pierluigi Petrini è stata infatti ribadita la necessità di mantenere ferma la decisione, adottata in Commissione, che riteneva incompatibile la presenza di rappresentanti dei connazionali all’estero nel Senato federale. Un'assemblea che, a suo giudizio, appare indiscutibilmente caratterizzata da uno stretto legame con la realtà territoriale delle Regioni. In questo ambito, secondo Petrini, la prevista riduzione a 200 senatori farebbe inoltre accrescere a dismisura l'incidenza dei sei senatori della circoscrizione Estero.

Sulla stessa linea anche la riflessione del senatore dei Ds Stefano Passigli che ha presentato uno specifico emendamento, respinto dall'Assemblea, finalizzato ad evidenziare l'inopportunità di una rappresentanza dei cittadini italiani all'estero nell'ambito del Senato federale. Pur non mettendo in dubbio il pieno diritto dei nostri connazionali ad esprimere dei parlamentari, per Passigli appare infatti perlomeno incongrua la decisione di rapportare questa rappresentanza di cittadini con un nuovo organo collegiale basato sulla territorialità. (Lorenzo Zita-Inform)


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