RASSEGNA STAMPA
Il Sole 24 Ore, 23 febbraio 2004
Intervista al Sottosegretario agli Esteri Roberto Antonione: "E’ ormai maturo l’allargamento oltre l’Adriatico"
«La domanda di adesione alla Ue, presentata nel 2003, conferma che per Zagabria l’obiettivo dell’integrazione europea è considerato strategico dalla maggioranza del mondo politico e dell’opinione pubblica». Lo afferma il sottosegretario agli Esteri con la delega ai Paesi dell’Europa centrale e Orientale, Roberto Antonione.
D. È realistica la possibilità di un’adesione alla Ue della Croazia nel 2007 insieme a Romania e Bulgaria?
R. L’Italia sostiene con convinzione l’avvicinamento della Croazia alle istituzioni europee ed euro-atlantiche e ritiene che l’obiettivo europeo possa fungere da formidabile volano per le riforme. Crediamo nelle reali possibilità di una rapida integrazione e siamo pronti a impegnarci affinché essa sia la più breve possibile. Ma è prematuro parlare di date: dipenderà anche dalla velocità di adeguamento di Zagabria. Siamo i primi a essere interessati ad avere una vicina Croazia prospera ed europea e perciò ci attendiamo che essa confermi l’impegno al pieno adeguamento del proprio ordinamento alle norme e ai principi comunitari, compreso quello di non discriminazione sulla base della nazionalità. I primi segnali inviati dal nuovo Governo croato sono incoraggianti".
D. Cosa può fare l’Italia per accelerare l’integrazione in Europa della Croazia?
R. Stiamo già facendo molto. In primo luogo, bisogna essere coscienti delle aspettative con cui la Croazia guarda all’Italia nel suo avvicinamento all’Unione. Dobbiamo saper essere punto centrale di riferimento europeo per Zagabria, grazie ai profondi legami e agli ottimi rapporti creatisi tra i due governi. Stiamo accelerando le procedure di ratifica dell’Accordo di stabilizzazione e associazione Ue-Croazia, passaggio rilevante affinché la Commissione elabori il parere sulla candidatura croata, previsto in primavera. Sulla via di Bruxelles, i croati devono però «aiutarci ad aiutarli». La volontà politica è visibile: ora per Zagabria si tratta di rendere irreversibili i progressi nei principali settori. Tra essi, la cooperazione regionale e la collaborazione col Tribunale dell’Aja. La Croazia può costituire un esempio di successo nell’integrazione, di grande utilità per gli altri Paesi del Sud-Est europeo che seguono lo stesso cammino. Siamo pronti a valorizzare ogni progresso che Zagabria compirà sul cammino della piena stabilizzazione di tutta l’area".
D. Qual è lo stato dei rapporti italo-croati?
R. "Sono molto intensi in ogni settore. Siamo il primo partner commerciale della Croazia, il primo esportatore, il primo mercato di sbocco dei loro prodotti, siamo diventati il secondo Paese di provenienza degli investimenti, per lo più concentrati in settori strategici, come il credito e la grande distribuzione. Abbiamo raccolto con interesse i recenti segnali del governo croato verso la nostra minoranza e la disponibilità ad affrontare in modo costruttivo le questioni bilaterali ancora aperte, nel quadro e nello spirito dei principi europei che devono costituire un patrimonio comune e condiviso". (R.R.)