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INFORM - N. 39 - 23 febbraio 2004

Centofanti (CGIE USA): Le esagerazioni di Pittella

FILADELFIA - Mi si permetta di ritornare sul caso Fornari che ha tutta la mia simpatia per quanto gli è accaduto mentre tentava di rientrare negli Stati Uniti per continuare i suoi studi universitari. Nella mia precedente avevo parlato di "un'altra delle strane storie dell'on. Gianni Pittella" ed ora invece parlo di demagogia e malafede del responsabile DS per gli italiani all'estero. Com'era mio dovere di membro del CGIE, mi sono immediatamente messo in azione per accertare non solo come erano andate le cose ma le ragioni di quell'abuso a cui il giovane Fornari è stato vittima. E naturalmente, tra l'altro, come aveva suggerito Pittella ho consultato anche l'Ambasciata italiana che ha confermato l'accaduto. Dal US-Visit Office ho avuto la spiegazione e la giustificazione dell'accaduto.

Dal 1 ottobre 2002 è in vigore il National Security Entry/Exit Registration System (NSEERA) per cui i nati prima del 15 novembre 1986 nei seguenti paesi (sono elencati quasi tutti i paesi di religione islamica e la Corea del Nord) devono registrarsi nel locale ufficio di emigrazione, soggetti ad interviste, impronte digitali , fotografie e firma per visione delle condizioni che regolano i loro viaggi o cambi di indirizzo. Gli americani che non brillano certamente per la conoscenza delle leggi sulla cittadinanza degli altri paesi credono che come per gli Usa quando si nasce in un paese si è anche cittadini di quel paese. Per cui il nostro Fornari nato a Gedda, Arabia Saudita, è stato schedato come cittadino di quel paese. Quando è partito per l'Italia non ha notificato l'ufficio emigrazione probabilmente perché credeva che come cittadino italiano non doveva farlo. Al ritorno quindi è stato soggetto a tutti i soprusi di cui si è parlato. Un grosso equivoco, un imperdonabile malinteso certamente ma non come dice il Pittella "una grave generalizzazione, al limite del razzismo" contraddicendosi dopo quando dice che insieme al nostro Fornari c'era anche un uomo d'affari svedese.

Certamente dopo l'11 settembre negli aeroporti americani i controlli sono diventati quasi ossessionanti e si verificano spesso abusi eccessivi e invocare l'intervento del Presidente americano da parte del nostro Governo per tutelare i diritti e la libertà di Fornari va benissimo ma che non si parli dei cittadini italiani al plurale. Io infatti sono in America da 47 anni con passaporto italiano, ho visitato il Sud Africa al tempo di Mandela, l'Unione Sovietica più di una volta, Cuba e diversi paesi arabi e non ho mai avuto una osservazione al rientro negli Stati Uniti. Il compagno Pittella deve mettersi in testa che gli Stati Uniti, nonostante questi innegabili soprusi è sempre il paese che esprime il più alto senso della libertà e della democrazia nel mondo. Lo dice un italianissimo che ha trascorso sei anni in campo di concentramento in Africa, che è vissuto dieci anni a Roma durante i quali è stato rinchiuso a Regina Coeli diverse volte a cause delle sue idee politiche non confacenti con quelle del partito di Pittella e Co. e con quelle stesse idee politiche gode in questo paese della massima libertà. (Vincenzo Centofanti, Cgie Usa)

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