* INFORM *

INFORM - N. 39 - 23 febbraio 2004

La Rai in Canada: continuano le polemiche. Telelatino attacca il direttore di Rai International

MONTREAL - Mentre la CRTC sta studiando la domanda presentata da Rai International, Telelatino continua ad ingannare gli ascoltatori e a fare lobbing tra i deputati federali per indurli a voltare le spalle alla comunità italiana

L’intera comunità italiana è ormai da mesi in una estenuante attesa di un responso positivo del CRTC, l’autority canadese sulle telecomunicazioni, sulla richiesta di Rai International a trasmettere in Canada. La decisione dovrebbe essere vicinissima. C’è però chi continua a gettare cortine fumogene con lo scopo di far bloccare tutto e mantenere lo status quo.

Martedì 17 febbraio abbiamo ascoltato sulle onde di CFMB di Montreal (una delle più importanti radio italiane del Canada) l’intervento del portavoce di Telelatino (TLN). Un attacco indecente e senza un minimo di fondamento al direttore di Rai International, Massimo Magliaro, e ai rappresentanti della comunità italiana. Il rappresentante di TLN ha prima detto che c’è un accordo che, a suo dire la RAI non avrebbe rispettato, che prevede la licenza a Rai-Canada, poi ha affermato che, se la RAI firmasse l’accordo Rai-Canada la comunità italiana avrebbe, nel giro di un mese, una stazione che trasmetterebbe 24/24 in italiano. Quindi è evidente che la RAI non ha firmato nulla e che, quindi, non c’è accordo. C’è solo il tentativo maldestro di Corus, azionista di maggioranza di Telelatino, di mettere nel sacco la RAI, l’Italia e la comunità italiana del Canada. Già a novembre del 2000, a seguito della prima petizione, Rai Corporation New York insieme a Corus presentarono una soluzione basata sull’ipotesi di creare una società mista che avrebbe dovuto gestire un canale denominato Rai-Canada, la cui proprietà sarebbe stata così ripartita: 80% Corus e 20% RAI, in cui la stessa RAI, pur fornendo l’85% della programmazione (il tipo di licenza, di gruppo 2, prevedeva che il 15% avrebbe dovuto essere di produzione canadese), sarebbe stata in posizione minoritaria e, quindi, Corus avrebbe gestito tutta la programmazione RAI in Canada. Per la comunità Italiana sarebbe stata una vera beffa, sarebbe significato passare, come si suol dire, dalla padella alla brace. Quello che stiamo vivendo oggi per poche ore al giorno con TLN, lo avremmo vissuto 24 ore al giorno con Rai Canada.

Comunque, vanno denunciate le contraddizioni e le astuzie di Telelatino che sta confondendo la comunità italiana e sta tentando di indurre i deputati federali a tradire la comunità italiana. Va ricordato, a coloro che non lo avessero ancora capito, che Rai Canada non ha nulla a che vedere con la domanda di Rai International che è ora allo studio della CRTC. Va ricordato che RAI Canada non potrà mai nascere! Questo perché la comunità italiana non la vuole. La comunità italiana non vuole essere servita, solo e per forza, né da Telelatino, né da Corus, ma vuole ricevere i programmi direttamente dall’Italia, come la Rai, gestore di un servizio pubblico, li concepisce, senza censure o manipolazioni. E Rai - Canada non la vuole neanche la RAI, il consiglio di amministrazione ha infatti ripetutamente deliberato che la società Rai-Canada è un progetto a cui non vuol assolutamente dar seguito. L’unica strada per avere un canale 24 ore in Canada è quella percorsa da Rai International chiedendo una licenza indipendente da Corus-Telelatino.

Ai deputati federali canadesi che ancora non avessero capito il nostro punto di vista, vorremmo chiedere per quali ragioni i canadesi non possono guardare all’Italia, attraverso i programmi della televisione pubblica italiana, come guardano alla Francia, all’Inghilterra, alla Germania, alla Polonia, alla Cina, ecc.... Va ancora ricordato che questa situazione cagiona una discriminazione alla comunità italiana che vive in Canada e un pregiudizio all’Italia, oltre limitare il diritto agli stessi canadesi di essere informati su quello che accade nel mondo. Esempio: quanti investitori canadesi avrebbero voluto seguire le vicende della Parmalat in diretta dall’Italia? Quanti canadesi vorrebbero seguire le vicende dell’Europa attraverso il dibattito che si sta sviluppando in Italia? In Canada l’immagine dell’Italia è lasciata molto spesso alla discrezione di qualche giornalista che può scrivere quello che vuole, tanto i canadesi non potranno mai vedere veramente cos’è l’Italia. Tutto questo, per noi che viviamo in Canada, ha più il sapore di una censura, per proteggere alcuni investitori privati, che una forma di protezione del patrimonio canadese.

Qualora la CRTC dovesse negare la licenza a Rai International si potrebbe configurare una grave violazione del diritto all’informazione, per questo chiediamo al Governo italiano di valutare, in caso di risposta negativa da parte della CRTC, se non vi siano gli elementi necessari per aprire un incidente diplomatico con il Canada. In fondo la CRTC è un organismo canadese e il goveno canadese non può lasciare che questa leda i diritti soggettivi di un Paese e gli interessi legittimi degli italiani in Canada. (Giovanni Rapanà, Comitato degli Amici per la Rai in Canada/Inform)


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