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INFORM - N. 37 - 19 febbraio 2004

Il caso Fornari - Pittella replica a Pisano e Centofanti

ROMA - La dichiarazione di Domenico Pisano sul caso Fornari appare quanto mai curiosa, se non altro per il fatto che il coordinatore degli azzurri nel mondo per il West USA anziché preoccuparsi di documentarsi su un grave e reale problema accorso ad un proprio connazionale, si prende la briga di attaccare chi lo denuncia e mettere in discussione l’oggettività dei fatti denunciati.

Il disinformato esponente di Forza Italia, pur ammettendo di non poter escludere "spiacevoli incidenti", afferma che "la storia raccontata appare assai inverosimile" (sic!). Pisano continua affermando che "mai si è avuto notizia di cittadini stranieri arrestati, incatenati e portati in cella" e che gli "sembra irreale prima l’inserimento in una pretesa lista nera, ed ancor meno appare assurdo ed inverosimile un arresto ed una espulsione in presenza di comportamenti corretti e mansueti (sic!) del soggetto verificato", definendo quindi, quella denunciata, una "storiella".

Gli fa eco il Consigliere CGIE-USA Vincenzo Centofanti, che definisce l’episodio "Un’altra delle strane storie dell’on. Gianni Pittella" affermando che "se è vero che un nostro connazionale è stato trattato in quel modo, non soltanto il Ministro degli Esteri e il Ministro degli Italiani nel mondo invocati da Pittella ma anche noi membri dei Comites e del CGIE in cooperazione con il Console competente territorialmente abbiamo il dovere di intervenire presso le autorità americane per ottenere una spiegazione per questo incredibile sopruso".

Invito Pisano e Centofanti a leggersi il Corriere della Sera del 5 febbraio 2004 le due Interrogazioni alla Commissione e al Consiglio europeo, depositate il 10 febbraio 2004 dall’On. Elena Paciotti in merito a questa vicenda e nelle quali si specifica che insieme al Fornari "analoga sorte è toccata ad un uomo d’affari svedese, chiuso nella stessa cella". Ma se anche il Corriere e i documenti ufficiali presentati in Consiglio e in Commissione non dovessero rappresentare prove sufficienti per dimostrare la veridicità dell’accaduto, Pisano potrebbe chiedere conferma al padre del ragazzo, Ranieri Fornari, Ambasciatore attualmente in pensione oppure rivolgersi direttamente al Dott. Vento, Ambasciatore italiano a Washington che, per questa vicenda è stato svegliato alle quattro di mattina.

Li informo, inoltre, che la Presidenza irlandese sembra essere determinata a sollevare la questione degli incidenti nei controlli a liberi cittadini nelle sedi appropriate, poiché problemi simili a quello del nostro connazionale si sono verificati anche con personalità di governo di stati membri dell’Unione europea. Iniziative in questa direzione sono auspicate anche da elementi dell’amministrazione statunitense e del dipartimento di Stato, non contenti della pericolosa piega che sta prendendo l’applicazione delle giustificate – e sottolineo giustificate – misure di sicurezza varate dopo l’11 settembre. (Gianni Pittella, europarlamentare, responsabile della Direzione Ds per gli italiani all’estero)

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