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INFORM - N. 36 - 18 febbraio 2004

Elezioni Comites: a Tunisi non si vota ma si chiede un’inchiesta

TUNISI - Al Comites di Tunisi tocca il poco invidiabile primato di essere l’unico che il 26 marzo prossimo non potrà essere rieletto perché la comunità italiana non raggiunge più - in base agli elenchi - le fatidiche tremila unità. A Bogotà, c’è un altro Comites elettivo per il quale non si vota, ma in Colombia questo avviene per motivi di sicurezza o "ambientali", non per insufficiente numero di connazionali iscritti.

La comunità italiana di Tunisi non è affatto convinta di essersi ridotta a 2.069 unità (dato del Ministero dell’Interno) e neppure a 2.691 di cui 2.022 maggiorenni, come risulta all’anagrafe consolare. Per questo motivo il Comites, riunito in plenaria a fine gennaio, ha espresso una "vibrata protesta" ed ha chiesto "un’accurata, precisa e confortante inchiesta" per accertare "l’effettiva e reale consistenza, ivi compresi i nuclei familiari, di tutti i connazionali presenti ed operanti in Tunisia". L’appello è stato trasmesso all’Ambasciata d’Italia, al CGIE e a tutte le autorità italiane.

Lo stesso vice presidente del Comites, Daniele Passalacqua, non figura nell’elenco del Ministero dell’Interno. "Mi pare del tutto impossibile - dice - che la consistenza numerica della nostra collettività possa essere calata al disotto delle tremila unità, e non dubito che una attento riesame comparativo delle liste confermerà che centinaia di nomi sono stati omessi. Sono confortato in questa opinione - conclude Passalacqua - dal fatto che alcune centinaia di noi siano risultati non iscritti e pertanto non abilitati ad esprimere il proprio voto". (Inform)


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