Convegno PPTIE
Narducci: "La comunità d’affari italiana e di origine italiana, una risorsa di prim’ordine per il nostro Paese"
ROMA - "Una riflessione costruttiva e aperta, ispirata al rapporto tra le comunità italiane e di origine italiana e gli interessi strategici delle Regioni italiane", quella che, in linea con gli auspici del Segretario Generale del CGIE Franco Narducci, ha caratterizzato il convegno conclusivo della prima fase del PPTIE, il Programma di partenariato internazionale con gli italiani all’estero.
Narducci, nel suo intervento, ha richiamato alla memoria dapprima il "laboratorio" dal titolo "La rete rete delle comunità d’affari italiane nel mondo: una risorsa strategica per il Paese", che nel dicembre del 2000, a lato della prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, riunì a Milano "illustri protagonisti dell’imprenditoria e dell’economia di origine italiana provenienti dai cinque continenti che furono messi a confronto con i rappresentati della politica e delle Istituzioni nazionali e regionali preposte allo sviluppo del sistema Italia".
A quell’incontro, in cui "forse per la prima volta si delineò con estrema chiarezza tutto ciò che concretamente è la novità della presenza italiana nel mondo e la strategicità delle comunità d’affari, parte integrante della nostra presenza complessiva nel mondo", seguì nel marzo del 2002 la Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE, in cui vennero esaminate e discusse le condizioni per costituire lo "Sportello unico per l’internazionalizzazione", strumento per rendere più efficace il coordinamento delle attività di diffusione, di informazione, di assistenza alle imprese e attrazione degli investimenti esteri in Italia.
Più recentemente, grazie all’iniziativa del Ministro Tremaglia, nell’ottobre scorso c’è stato il primo convegno degli imprenditori italiani nel mondo. "Il convegno ha fatto capire anche che la comunità d’affari italiana e di origine italiana è una risorsa di prim’ordine per l’Italia che arranca un po’ sul fronte dell’internazionalizzazione e perde punti sul versante della competitività. Ma occorre rinnovare gli sforzi per valorizzarla per essere migliori attori nel contesto internazionale e non correre il rischio di perdere continuamente terreno, e bisogna farlo in fretta - ha ammonito il Segretario Generale del CGIE -, altrimenti le nostre comunità si rivolgeranno altrove ed avremo disperso il grande vantaggio che questo patrimonio rappresenta per l’Italia".
Richiamate le precedenti iniziative, Narducci ha riconosciuto che il PPTIE "introduce una innovazione importante sul piano concettuale, sollecitando gli italiani all’estero a divenire promotori dello sviluppo del territorio d’origine nel quadro di azioni concordate". In questo quadro, l’Italia deve avere una nuova percezione culturale di ciò che è diventato il sistema degli italiani nel mondo, una realtà che rappresenta un grande potenziale sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, e deve saperla utilizzare al meglio per favorire e sostenere un’attenta e intelligente politica di internazionalizzazione.
Narducci si è detto convinto che le Regioni abbiano la capacità di promuovere i rapporti economici con le comunità d’affari all’estero. Il punto di riferimento nelle Regioni del Mezzogiorno è senz’altro la piccola e media impresa, un’area connotata da una capacità e propensione di creare e diffondere benessere per tutti e quindi destinataria di un’attenzione strategica, come pure la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale che esse possiedono. Un fattore di grande rilievo sul fronte della domanda è rappresentato dal turismo di ritorno, che convoglia verso l’Italia flussi economici considerevoli e merita dunque ampia considerazione.
La disponibilità degli italiani all’estero e delle loro associazioni a promuovere rapporti commerciali, interscambi professionali e culturali, job-venture e attività di sviluppi delle tradizioni e dei luoghi turistici, è ampia ed è confermata dal numero elevato di accordi di partenariato sottoscritti e di contatti tra partner italiani e stranieri. "Gli operatori delle Regioni del Mezzogiorno che hanno partecipato ai workshop, hanno potuto verificare l’importanza e la consistenza del nostro network di presenze".
Si deve guardare con attenzione anche al potenziale di risorsa della "nuova mobilità" che ha alimentato il flusso in uscita dall’Italia in questi ultimi decenni. Persone molto qualificate che hanno lasciato l’Italia dopo gli studi per mancanza di prospettive occupazionali adeguate e che oggi ricoprono ruoli di spicco nelle gerarchie professionali di imprese internazionali, istituzioni, banche e università, e rappresentano un potenziale notevole, con cui è possibile interscambiare contatti ed esperienze per costruire assieme progetti di sviluppo.
Concludendo il suo intervento Narducci ha fatto riferimento al tema della formazione professionale all’estero, in questi anni oggetto di attento esame da parte del Consiglio Generale degli Italiani all’estero. "La formazione professionale costituisce un elemento d’importanza fondamentale per soddisfare le esigenze dell’economia e del mercato del lavoro locale, ed è altrettanto prioritaria per i processi d’internazionalizzazione delle imprese. Le comunità italiane all’estero hanno molto da offrire in questo campo e questa occasione e gli incontri realizzati possono sicuramente contribuire a favorire il processo di internazionalizzazione delle Regioni del Mezzogiorno". Il Segretario Generale del CGIE si è infine augurato che, nel caso di nuovi bandi da parte del Ministero del Lavoro, ci possa essere un più ampio coinvolgimento delle collettività all’estero, per favorire un maggiore ventaglio di opportunità nella scelta dei partner e dei progetti. (Inform)