Pittella (Ds): Il Governo intervenga per tutelare i cittadini italiani nei confronti degli USA
ROMA - Dopo l'11 settembre 2001 negli Stati Uniti sono state imposte una serie di misure di restrizione delle libertà individuali dettate da reali esigenze di sicurezza nazionale e dalla paura di nuovi e pericolosi attentati. Tali misure, criticate anche da autorevoli senatori americani, spesso vanno ben oltre le esigenze di sicurezza e rappresentano vere e proprie violazioni dei più elementari diritti dei cittadini.
A dimostrazione di quanto detto, il caso dell'italiano Marco Fornari, figlio di diplomatici italiani e studente negli Usa che, solo per il fatto di essere nato in Arabia Saudita è stato inserito nella lista nera che gli USA hanno stilato delle persone sospette.
Fornari, che aveva in precedenza chiarito la sua posizione, era tornato in Italia lo scorso dicembre per le vacanze natalizie, ma quando ha provato a ritornare negli USA per riprendere i propri studi è stato arrestato, incatenato, portato in cella e successivamente rispedito in Italia, senza nemmeno avere la possibilità di recuperare i propri effetti personali dall'appartamento in affitto in America.
Questi fatti non possono essere considerati come semplici sviste o errori da parte degli addetti alla sicurezza, poiché rappresentano una grave genaralizzazione, al limite del razzismo, e lo dimostra il fatto che Fornari si trova in questa condizione per il solo fatto di essere nato in Arabia Saudita.
Auspico, dunque, che il Ministro Tremaglia, il Presidente del Consiglio e il Governo italiano, sempre pronti a vantare rapporti di personale amicizia con il Presidente americano, intervengano urgentemente presso le istituzioni USA per tutelare i diritti e la libertà dei cittadini italiani nei confronti di un Paese amico. (Gianni Pittella, responsabile nazionale Ds per gli Italiani all'Estero)
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