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INFORM - N. 31 - 12 febbraio 2004

I tanti volti dell'immigrazione di qualità

Sono la scuola, la stabilità migratoria e la formazione preventiva gli elementi salienti del futuro ingresso qualificato degli immigrati nel mondo del lavoro italiano

ROMA - Per analizzare l'insieme delle politiche pubbliche e delle innovazioni culturali atte a garantire agli immigrati un'adeguata preparazione professionale ed una fattiva integrazione sociale si è svolto a Roma, presso la suggestiva Casa dell'Architettura di Piazza Fanti, il seminario dal titolo "Immigrazione di qualità". All'incontro, organizzato dal Consorzio per lo sviluppo delle metodologie e delle innovazioni nelle pubbliche amministrazioni (Mipa) e dal Centro di formazione e studi Formez, hanno preso parte, nel tentativo di elaborare nuove proposte, numerosi studiosi, esperti e dirigenti pubblici attivi nell'ambito sociale. Il dibattito si è aperto con il saluto del segretario dell'Ordine degli Architetti di Roma Pietro Ranucci che ha rilevato come la presenza degli immigrati comporti evidenti implicazioni urbanistiche e dia spesso nuovo significato a spazi della città dimenticati e perduti. Una tesi, quest'ultima, che è stata condivisa anche dal presidente del Mipa Alberto Zuliani il quale, dopo aver definito l'immigrazione "realtà di frontiera", ha ricordato come la scelta di tenere questo seminario nel cuore dell'Esquilino - uno dei quartieri della Capitale ad alta concentrazione di immigrati - non sia stata casuale.

Il professor Massimo Livi Bacci dell'Università di Firenze, nel sottolineare l'alta incidenza della presenza immigrata in Italia, ha evidenziato il preoccupante invecchiamento della popolazione italiana. Un progressivo assottigliamento delle classi tra i 20 ed i 40 anni che mette a rischio la capacità produttiva del nostro Paese e che solo alti ritmi di immigrazione potrebbero arginare. In questo ambito, per Livi Bacci, sarà poi auspicabile sia una semplificazione delle procedure di cittadinanza - uno snellimento burocratico favorirebbe il radicamento degli stranieri sul territorio - sia una maggiore attenzione per il contesto scolastico dove si gioca la difficile partita dell'integrazione delle giovani generazioni immigrate.

Una necessità, quella di favorire l'immigrazione di lungo periodo che durante l'incontro è stata posta in evidenza anche Gaetano D'Auria della Corte dei Conti. Dopo aver denunciato la mancanza in Italia di una comune disciplina giuridica sull'immigrazione, ha auspicato una completa applicazione della legge "Bossi-Fini" - al momento dev’essere ancora promulgato il decreto di attuazione della norma - ed una semplificazione delle varie procedure burocratiche per gli stranieri, procedure che a tutt'oggi non rispondono ad un univoco responsabile amministrativo.

Da Bruno Pagnani del Ministero dell'Istruzione sono stati invece illustrati alcuni dati sul numero e la provenienza dei bambini stranieri iscritti alle scuole italiane. Una presenza capillare e variegata - l'anno scolastico 2002 - 2003 è stato frequentato da 232.000 studenti immigrati - che vede ai primi posti gli alunni provenienti dalle comunità albanesi, marocchine e dell'ex Jugoslava. "Quando portiamo avanti delle riflessioni sull'immigrazione - ha proseguito Pagnani dopo aver ricordato il progetto del Miur "Ali" che ha portato all'alfabetizzazione di circa 76.000 stranieri in età adulta - non dobbiamo dimenticare che ancor oggi bambini italiani sono presenti nei sistemi scolastici della Germania e della Svizzera, dove occupano rispettivamente il secondo ed il terzo posto nelle graduatorie numeriche degli alunni stranieri".

Dopo l'intervento di Clara De Marchi (Regione Lombardia) che ha ricordato il capillare lavoro e i progetti sperimentali messi in atto per gli immigrati da quell’amministrazione a seguito del varo della delibera regionale 40/1998, Sabatino Marchione del Ministero dell’Interno, nell'evidenziare il lavoro svolto dai Consigli territoriali per l'immigrazione, ha annunciato una futura programmazione dei flussi migratori più attenta alla formazione professionale. Una qualificazione dell'immigrato che, per avere piena efficacia, dovrebbe essere effettuata nel Paese d'origine e cioè prima della partenza dello straniero verso l'Italia. Marchione ha inoltre sottolineato sia l'importante riduzione dei tempi delle procedure che avrà luogo con l'attivazione degli Sportelli unici per l'immigrazione, sia la vastità della recente regolarizzazione che ha fatto emergere dal lavoro nero quasi 700.000 lavoratori stranieri. Un'esigenza, quella di formare gli immigrati all'estero, che è già in via di definizione: Giuseppe Maurizio Silveri del Ministero del Lavoro ha infatti annunciato l'avvio di specifiche iniziative per la qualificazione in loco dei futuri immigrati. Una nuova politica preventiva che in ogni caso dovrà sempre tenere nel dovuto conto le esigenze e le aspettative del mercato del lavoro italiano.

Tra gli altri interventi del seminario segnaliamo, oltre alla riflessione di Renato Finocchi Ghersi della Corte di Cassazione che ha denunciato la mancanza in Italia di un fattivo governo dell'immigrazione ed ha posto in evidenza la preoccupante riduzione delle quote d'ingresso per motivi di lavoro degli stranieri, quello di Ugo Melchionda (Oim) che ha sottolineato come a tutt'oggi, dopo l'entrata in vigore della legge Bossi-Fini, l'immigrazione stia andando verso una progressiva precarizzazione. Una realtà incerta - ha detto - caratterizzata da controlli di polizia sempre più pressanti. (Goffredo Morgia-Inform)


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