Pittella (Ds): "Nell’Unione Europea le risorse finanziarie devono seguire le ambizioni, non viceversa"
BRUXELLES - La Commissione Europea ha presentato la sua proposta sul prossimo periodo di programmazione finanziaria 2007-2013. Secondo tale proposta, l'attuazione delle priorità dell'UE richiederebbe un bilancio di circa 150 miliardi annui con un incremento di quasi 50 miliardi rispetto ad oggi. Perché questo budget venga raggiunto, occorre che il contributo degli Stati membri non scenda al di sotto dell’1,24%. Questo - ha dichiarato Gianni Pittella, eurodeputato del PSE e responsabile per gli Italiani nel mondo dei Ds - è il primo nodo politico da cui dipende il rafforzamento o il rinsecchimento dell'Unione. Un'Unione priva degli strumenti finanziari adeguati, non sarebbe in grado di soddisfare le attese dei cittadini e le sue stesse ambizioni.
La programmazione prevista per il 2006-2013 comprende una prima grande rubrica "sviluppo sostenibile" divisa in due campi principali: 1) gli interventi per la competitività (pari a circa 25 miliardi di Euro sui 150 dell'intero Bilancio); 2) le spese per la coesione, pari a circa 50 miliardi di Euro, con un aumento del 30% rispetto al 2006. La seconda rubrica è dedicata alla conservazione e alla gestione delle risorse naturali (spese agricole, sviluppo rurale, aiuti al settore ittico, protezione dell'ambiente). La posta prevista è del 40% del bilancio, rispetto all'attuale 48%. La terza rubrica, denominata "cittadinanza, libertà, sicurezza e giustizia" avrebbe una dotazione di 3 miliardi di Euro, con un incremento del 180% rispetto al 2006, soprattutto per sviluppare politiche comuni di asilo e immigrazione. Le spese per la quarta rubrica, dedicata alle politiche esterne, sarebbe maggiorata del 38% nel 2013, rispetto al 2006, raggiungendo i 10 miliardi. La Commissione prevede una profonda riforma degli aiuti esterni, con la creazione di tre nuovi strumenti nei settori della cooperazione, della stabilità, della preadesione, dell'aiuto umanitario e delle politiche di prossimità.
Mi sembra - ha aggiunto Pittella - un'impalcatura meritevole di attenzione e di sostegno. Una proposta ambiziosa che permette all'Unione allargata (a 25 e poi a 27 Stati) di svolgere compiti più impegnativi su un territorio più vasto, e di rafforzare il suo ruolo di attore politico globale e di motore della competitività e della coesione interna. Si aprirà, io spero, un grande confronto che si intreccerà con la discussione sulla nuova politica di coesione, con l'attuazione della riforma della PAC, con la rivisitazione della politica delle Reti transeuropee, e, soprattutto, con il varo della Costituzione che rende più forti le competenze comunitarie e quindi reclama un maggiore impegno finanziario. A pochi mesi dal rinnovo del Parlamento europeo e a metà del cammino di Agenda 2000 - ha concluso Pittella - sarebbe grave se tali temi non trovassero anche in Italia lo spazio e l'attenzione che meritano. (Inform)