* INFORM *

INFORM - N. 23 - 2 febbraio 2004

Messaggi da tutto il mondo per la morte di Bruno Zoratto

La Segreteria del CGIE: "un combattente per la libertà e la democrazia degli italiani all'estero"

Con estremo cordoglio questa Segreteria annuncia l'improvvisa scomparsa del Consigliere Bruno Zoratto. Non è solamente venuto a mancare un amico, ma un sincero combattente per la libertà e per la democrazia degli italiani all'estero.

In questo triste momento il CGIE si raccoglie in silenzio in un atto di solidarietà umana con la famiglia e con quanti gli furono più vicini.

Franco Narducci: "ci mancheranno la sua carica e il suo impegno totale"

Care amiche, cari amici, ho il triste compito di annunciarvi la scomparsa del caro Bruno Zoratto, una persona indimenticabile che ci mancherà molto, nel CGIE e in tutto il mondo dell'emigrazione. Siamo stati compagni di viaggio di Bruno per tanti anni nella battaglia per i diritti degli italiani all'estero ed ora ci mancheranno la Sua carica e il Suo impegno totale.

A nome del CGIE e mio personale esprimo fin da ora i più profondi sentimenti di cordoglio ai familiari di Bruno, al Ministro Tremaglia, e ai Suoi amici più cari. Sarà mia cura comunicarvi la data e il luogo dove si terrà il funerale, per portare l'estremo addio a Bruno. (Franco Narducci, Segretario Generale del CGIE)

Silvana Mangione: "compagno di tante battaglie per l’emigrazione"

Le persone che ci abbandonano troppo presto, nel fiore della maturità umana e politica lasciano un vuoto incolmabile nel nostro cuore. Così Bruno, compagno di percorso negli ultimi quindici anni di battaglie per l’emigrazione, Bruno che con grande onestà intellettuale sottoscriveva i documenti trasversali e comuni dei Co.Em.It. nella Seconda Conferenza Nazionale dell’Emigrazione, Bruno che quando New York stava piangendo i suoi morti è venuto ad abbracciarci, e ancora, ancora, ancora... Grazie Bruno e che i felici campi del cielo ti siano grati. (Silvana Mangione, CGIE USA)

Gian Luigi Ferretti: "sei caduto come i grandi combattenti"

Addio Bruno. Sei caduto così come cadono i grandi combattenti, sul campo di battaglia, quella dei COMITES, per la quale avevi sviluppato le strategie ed avevi piazzato le truppe in posizione in tutte le parti del mondo. Sei andato con Roberto Innocenzi e con Marzio, a proteggerci da là. Ma io ti avrei voluto qui, con le tue sfuriate, la tua passione, la tua dedizione assoluta ad un uomo dal carattere altrettanto impossibile come al tuo, al quale però cedevi sempre con una dolcezza che non si sarebbe sospettata in te; "il Capo" lo chiamavi con noi e, mentre tutti lo chiamavano "Mirko" e lo trattavano con grande confidenza, tu, il suo fedele compagno di lotta per più di 30 anni, l'hai sempre chiamato "Onorè", dandogli regolarmente del lei.

Vedi, Bruno, ormai la mia posizione sociale ed i miei capelli bianchi mi hanno creato attorno una sorta di alone di rispetto, tanto che qualche rara volta mi ritrovo persino io a prendermi sul serio. Ed in queste occasioni mi mancheranno i tuoi "vaffanculo" con i quali mi riportavi puntualmente in riga. Mi avevi insegnato a riconoscerli al fiuto i marpioni ed i satrapi, come chiamavi i professionisti dell'emigrazione, quelli che ingrassano sulla fame degli altri. Nessuno come te conosceva tutti i problemi del mondo dell'emigrazione e con te se ne va la memoria storica degli italiani nel mondo. Credo che nessuno possa immaginare un CGIE senza un Zoratto a riempire l'assemblea con la sua straripante personalità. Mentre scrivo queste righe di getto, mi ronza continuamente nella testa la domanda: Perché? E, misto ad un sentimento di grande affetto, di enorme dolore, fa capolino un po' di rabbia. Perché ci hai lasciato? Perché proprio ora? Perché? Perché? Perdonami, Bruno, pubblicamente non me la sento di dirti di più. Di tante cose che ci uniscono, di tanti ricordi, di tante speranze ti sto parlando e continuerò a parlarti in privato. Ciao Bruno. A presto. (Gian Luigi Ferretti, CGIE/Alleanza Nazionale)

Gianni Pittella: "una voce forte impegnata a reclamare sacrosanti diritti per i connazionali emigrati"

Porgo sincere condoglianze ai familiari, gli amici e i colleghi di partito di Bruno Zoratto. La sua improvvisa morte priva gli italiani all’estero di un’autorevole presenza e di una voce forte impegnata da anni, in tutte le sedi e sugli organi di stampa, a reclamare sacrosanti diritti per i connazionali emigrati.

In passato, con Zoratto non sono certo mancati scontri politici anche molto aspri, ma franchi, leali e sempre nel merito delle questioni affrontate. E nonostante la distanza politica che ci separava, siamo riusciti, su alcune questioni fondamentali, ad unire le forze per far convergere l’intero schieramento politico su posizioni e provvedimenti di vitale importanza per gli italiani all’estero. (Gianni Pittella, responsabile nazionale Ds per gli Italiani all’estero)

Claudio Lizzola: "il futuro CGIE sarà un luogo più silenzioso e meno stimolante"

Cari Colleghi del CGIE, la terribile notizia della scomparsa di Bruno è per me come, sono certo, per tutti voi un peso indicibile. Immaginare un’Assemblea senza Bruno, pensare ad una riunione della Prima Commissione senza di lui mi è praticamente impossibile.

Gli scontri e le risate, le battute fulminanti e le parole di incoraggiamento, le arrabbiature e i momenti di bonomia, le analisi ineccepibili e quelle, qualche rarissima volta, eccepibili, gli insulti e i complimenti, tutto il suo modo di essere, insomma, che si manifestava attraverso un’umanità vivacissima, sempre disponibile, profondamente vera poiché del tutto priva di ogni forma di ipocrisia, tutto ciò non ci sarà più al prossimo CGIE.

Per noi che gli lavoravamo al fianco, per l’intero mondo dell’emigrazione, per milioni di nostri concittadini all’estero che magari non ne hanno mai conosciuto il nome ma che godono dei benefici che il suo lavoro determinato e determinante ha portato, resta ora un vuoto incolmabile.

Il futuro CGIE sarà certamente un luogo più silenzioso e meno stimolante. Il nostro impegno dovrà essere quello di impugnare la sua fiaccola e cercare di illuminare il cammino con la sua stessa onestà e impegno.

Alla moglie di Bruno, ai suoi amici più cari, al Ministro Tremaglia, a noi del CGIE e a tutti gli italiani sparsi per il mondo vanno le mie condoglianze più sentite. E’ mancato un marito, un amico, un collega e, soprattutto, è mancato un grande Italiano. (Claudio Lizzola, (CGIE/Forza Italia)

Dino Nardi: "pur nella diversità delle idee abbiamo lottato fianco a fianco"

Sono rimasto profondamente colpito e rattristato dalla notizia del decesso del collega Bruno Zoratto. Oltre che alla famiglia ed agli amici più intimi, ai quali vanno le mie più sentite condoglianze, egli mancherà sicuramente anche a tutti noi che, pur nella diversità delle idee, abbiamo lottato per decenni fianco a fianco dalla stessa parte della barricata per i diritti degli italiani all'estero.

Ciao Bruno! (Dino Nardi, presidente Commissione sociale CGIE)

Norberto Lombardi: "le comunità italiane all’estero perdono un protagonista vero"

Esprimo, anche a nome di tutti gli amici del Forum per gli Italiani nel Mondo, una forte e sincera costernazione per l’immatura scomparsa di Bruno Zoratto. In questi anni ci siamo confrontati, anche duramente, da campi opposti, senza ipocrisie e inutili diplomatizzazioni. Questo non ci ha impedito di cercare, e in alcuni casi di trovare, soluzioni condivise a beneficio degli italiani all’estero.

La sua fine provoca certamente un grande vuoto nello schieramento politico in cui Bruno ha sempre militato, ma priva anche noi di un interlocutore attivo e tenace. Impoverisce, soprattutto, le comunità italiane nel mondo di un protagonista vero.

Le più sincere condoglianze ai familiari e alle organizzazioni politiche che Zoratto ha da decenni rappresentato nel vasto mondo degli italiani all’estero. (Norberto Lombardi, CGIE/DS)

Domenico De Sossi: "sostenitore instancabile delle ragioni della stampa italiana all’estero"

Con la morte improvvisa e prematura di Bruno Zoratto, scompare un amico affettuoso e leale, un protagonista difficilmente sostituibile , sostenitore instancabile e appassionato delle ragioni della stampa italiana all’estero.

E’ stato tra i fondatori della Fusie, cui ha dato eccezionali contributi di generosità, di intelligenza, di impegno tenace e disinteressato. Perdiamo con Bruno Zoratto non solo l’amico fraterno, ma anche un testimone di tutte le battaglie per i diritti dei nostri connazionali all’estero, unico per la sua capacità di vivere le sue ferme convinzioni politiche con la più assoluta lealtà istituzionale e la piena corresponsabilità associativa.

Alla famiglia , alla sua organizzazione, il CTIM, al suo giornale "Nuovo Oltreconfine", al Ministro Tremaglia, cui Zoratto ha dato collaborazione devota e filiale e una totale dedizione, la Fusie esprime sentimenti di affettuosa partecipazione. (Doenico De Sossi, Presidente della FUSIE, CGIE)

Mario Tommasi: "come dimenticare quel suo modo di urlare la sua rabbia"

Ho conosciuto l'amico Bruno Zoratto, friulano come me, nel lontano 1991 quando fui nominato consigliere CGIE per il Lussemburgo per la prima volta. Quante battaglie combattute assieme, pur non condividendo sempre i suoi ideali politici, nell'interesse comune degli Italiani nel Mondo e e come dimenticare quel suo modo di "urlare" la sua rabbia quando aveva l'impressione che i "burocrati" o i "politici" non lo ascoltassero. Il CGIE, ma anche il Ministero degli Italiani nel Mondo ed i Comitati Tricolori, perdono un grande combattente della causa degli Italiani nel Mondo, un uomo leale ed onesto, e la sua assenza non potrà non essere notata.

Profondamente addolorato porgo alla Sua Famiglia, ai suoi Amici, in modo particolare all'Onorevole Ministro Mirko Tremaglia, le mie più sentite condoglianze. E come soleva dire Lui: "Mandi furlan....o si viodin... (Mario Tommasi, Presidente Commissione III del CGIE)

Giorgio Mauro: "sarà molto più difficile adesso, senza Bruno"

Sono veramente addolorato. Esprimo qui', pur conscio dell'estrema piccolezza del mio dire, la mia solidarietà alla famiglia di Bruno, ai suoi amici, ai suoi collaboratori.

Eravamo amici da oltre trent'anni. E' stato un maestro per tutti, quelli vicini e quelli contrari alle sue idee politiche. La sera, a cena nelle trattorie romane dopo le riunioni dei convegni e del CGIE, era consueto, nel richiamo ai lavori della giornata, citare la forza, l'onesta' di pensiero, la calibratura, la convinzione e la preparazione, ed infine l'esempio per tutti noi, che accompagnavano gli interventi di Bruno.

Ora gli italiani all'estero si troveranno senza il faro che ha illuminato con sapienza e con grandissima determinazione il loro cammino verso la partecipazione. Sara' molto piu' difficile adesso, senza Bruno. (Giorgio Mauro, CGIE Olanda)

Rodolfo Ricci: "non sopportava mediocrità e ipocrisie"

La notizia della morte improvvisa di Bruno Zoratto ci riporta nella dimensione di più intima precarietà della nostra esistenza; per chi lo ha conosciuto, come me, molti anni fa in Germania, resta l'immagine di un impegno continuo, di un'intelligenza sempre presente, di un'irruenza non raramente motivata, di una curiosità e disponibilità a riconoscere le ragioni degli avversari se erano in grado di convincerlo.

Anche se da fronti avversi, non è mai mancata la possibilità di collaborare con Bruno Zoratto sulle questioni principali che riguardavano l'emigrazione. Spesso, come a sottolineare la sua autonomia di pensiero, ricordava di venire da una famiglia di comunisti del Friuli profondo e che non giudicava mai le persone dal proprio abito o schieramento.

Affascinato dai miti orientali e soprattutto dalla cultura tibetana, di cui era un grande conoscitore, credo abbia sempre avuto dei punti di orientamento propri ed originali che non gli lasciavano sopportare mediocrità o ipocrisie. Alla moglie e ai suoi familiari va il nostro saluto e il nostro profondo rispetto per ciò che è stato Bruno. (Rodolfo Ricci, FILEF)

Monica Paternò di Sessa: "per il CTIM una perdita irreparabile"

La notizia dell’improvvisa scomparsa di Bruno Zoratto, fratello del tesoriere del CTIM Francia e responsabile del CTIM di Parigi, Mario Zoratto, ci ha lasciati sconvolti. Con lui perdiamo non solo un dirigente politico ma un amico che abbiamo saputo apprezzare nel corso dei numerosi anni passati nel Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo.

Con lui abbiamo portato avanti, fino alla vittoria finale, la lunga e dura battaglia del voto. Durante tutti questi lunghi anni, egli ha saputo trionfare dei nostri avversari, che, riunione dopo riunione, convegno dopo convegno hanno finito anche loro per apprezzarne il senso politico e la lealtà nelle numerose controversie che, talvolta aspre, non sono mai mancate. Si è fatto ugualmente apprezzare, per i suoi interventi intelligenti e pertinenti, come presidente della Commissione Informazione del CGIE, di cui era membro dal 1998.

Tremaglia ne aveva fatto il suo braccio destro, e dopo la sua nomina a Ministro per gli Italiani nel Mondo, Bruno Zoratto lo aveva praticamente sostituito a capo del CTIM, dove la sua disponibilità non è mai venuta meno, ancora negli ultimi giorni, in occasione della preparazione delle elezioni per i Comites. Per il CTIM è una perdita, che senza enfasi né esagerazione, possiamo considerare irreparabile. Con lui finisce l'epoca gloriosa del CTIM che non potrà mai più essere come prima.

Al nostro amico, Mario Zoratto, alla sua famiglia, all'Onorevole Mirko Tremaglia, vogliamo dire che il suo ricordo rimarrà sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri mentre a nome mio personale e di tutto il CTIM di Francia, inviamo le nostre più rattristate condoglianze. (Monica Paternò di Sessa, CTIM di Francia)

Eugenio Preta: "se n'è andato un fratello di tante battaglie"

La comunità di tutti gli Italiani all'estero attonita annuncia la drammatica notizia della scomparsa di Bruno Zoratto, fratello di tante battaglie, valoroso difensore di tutti gli italiani nel mondo, anima dei Comitati tricolore, uomo di forte personalità e di convinzione.

Tutti gli italiani oggi rimangono più soli nelle terre in cui il destino ha scritto la loro esistenza. Ci mancheranno ormai i consigli, le confidenze, le continue telefonate, gli sproni di Bruno, il nostro fratello maggiore.

Alla vigilia di un appuntamento importante per gli italiani nel mondo, la scomparsa di Bruno ci lascia sgomenti , distrutti, ma ci deve anche spronare a portare avanti l'opera a cui Bruno ha dedicato la sua vita. Nel suo nome sapremo affrontare i tremendi colpi di un destino ostile e tutti insieme superare questa ennesima sfida. A nome di tutti gli italiani che operano e vivono fuori dalla Patria. (Eugenio Preta, "L’Altra Sicilia" Bruxelles)


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