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INFORM - N. 22 - 31 gennaio 2004

Alla "Dante Alighieri" la presentazione del libro "Difesa dell’Italiano" di Lucio D’Arcangelo

ROMA - Nell’ambito degli incontri culturali promossi dal Comitato romano della Società Dante Alighieri, anno accademico 2003-2004, sarà presentato martedì 3 febbraio alle ore 17 in Palazzo Firenze a Roma, Sede Centrale della "Dante", il volume di Lucio D’Arcangelo, "Difesa dell’Italiano", Ideazione Editrice.

All’incontro saranno presenti il Senatore Andrea Pastore e l’autore Lucio D’Arcangelo, rispettivamente primo firmatario e responsabile tecnico-scientifico del disegno di legge n. 933 del 21 dicembre 2001 per l’istituzione del Consiglio Superiore della Lingua Italiana.

Interverranno, poi, in qualità di relatori il Prof. Maurizio Dardano, Ordinario di Storia della Lingua Italiana all’Università di Roma Due, ed il Prof. Antonio Sorella, Ordinario di Storia della Lingua Italiana all’Università "Gabriele D’Annunzio" di Pescara- Chieti.

Come salvare la lingua italiana dall’invasione dell’inglese?

Come salvare la lingua italiana dall’invasione dell’inglese, dall’uso dei gerghi, dalla demagogia, dal pressappochismo e del continuo autolesionismo di quanti vorrebbero riservare all’idioma di Dante l’infelice quanto ingiusto destino di una "lingua morta"? Come rivitalizzare la nostra straordinaria tradizione letteraria? Come evitare che una grande lingua di cultura qual è l’italiano si riduca ad idioma minimale ad uso di turisti ed immigrati?

Sono solo alcuni degli interrogativi a cui il volume di Lucio D’Arcangelo tenta di dare una risposta credibile ripercorrendo il formarsi dell’unità linguistica italiana, esaminando i controversi rapporti dell’italiano con la coscienza nazionale ed affrontando i sempre più attuali problemi legati alla sua diffusione attraverso la scuola, l’amministrazione e i media.

Credo - ha affermato D’Arcangelo - che prima o poi ci si debba far carico di questi problemi per evitare che la scuola italiana sia l’unica in Europa in cui non si insegna la pronuncia della lingua nazionale".

Le soluzioni proposte, nella previsione di un organo di tutela presente in quasi tutti i Paesi europei, sono collocate in una prospettiva internazionale che vede il fattore linguistico al centro dell’interesse politico e culturale. Scriveva, infatti, Carlo Dati: "Chi parla male una lingua straniera deve compatirsi, ma chi parla male la propria, non è capace di scusa". (Inform)


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