* INFORM *

INFORM - N. 22 - 31 gennaio 2004

Venezuela: la crisi di cui non si parla!

TREVISO - "E’ impressionante andare in mezzo alla gente, si spara a man salva e si uccidono le persone", "Nessuno si sente più sicuro, i sequestri sono all’ordine del giorno (ndr: chi non ricorda quello di Gino Vendrame di Maserada?), furti e rapine sono il rosario di tutti i giorni", "l’economia è a rotoli, un caffè costa 990 bolivar, la stessa cifra che un tempo serviva per un viaggio in Italia..." , o ancor più schiettamente: "..el paese và mal, mal grave: manca l’onestà…. E così via, tutta una sequela di testimonianze da far rabbrividire: sono quelle dei conterranei che vivono e lavorano in Venezuela . Dunque, il Venezuela come l’Argentina ?

Non sono poche le analogie, anche nel dito puntato all’incapacità e ai soprusi dei governanti. Tuttavia, se dell’una si parla o si è parlato, del Venezuela poco viene riportato e si conosce.Sta di fatto che alla Trevisani nel Mondo continuano ad arrivare segnalazioni della grave crisi in cui da tempo versa questa nazione, ricca di risorse naturali e un tempo "allettante" terza sponda dell’emigrazione transoceanica, dopo Canada e Australia, terra a noi cara e in cui vive e opera tanta nostra gente, ora preda di una perdurante situazione di difficoltà democratica ed economica.

Ed è come mettere un dito nella piaga della piaga, perché si aggiunge drammaticamente e tristemente alle altre crisi che attanagliano il resto del Sud America . Oltretutto , si nota con sconcerto che, mentre i media non trascurano di " bombardarci" con altre immagini o servizi relativi agli sconquassi di Argentina o Columbia e altro, non rivolgono che sporadici accenni in riferimento al Venezuela e alle batoste, che ricadono anche sui "nostri", di una situazione politica. economica e sociale esasperata.

In una di queste mattine, ho visto scorrere nella fascia delle notizie computerizzate di Rai3 che " in Venezuela la polizia ha sparato ad una dimostrazione di studenti". Ho cercato ansioso riscontro sui Tg e sui giornali: nemmeno un brandello di informazione.

Di questa reale gravità si viene a conoscenza attraverso racconti diretti o da e-mail insistentemente inoltrati presso i siti dell’Associazione Trevisani nel Mondo, con notizie che coinvolgono profondamente e di cui si esprime accorata e sincera preoccupazione. Sentimenti e attenzioni che sono stati manifestati anche attraverso la pubblicazione-denuncia di interviste e un "Appello per il Venezuela" prodotto e ufficializzato nella penultima assemblea generale dell’associazione. Purtroppo, ma significativamente, con il controverso risultato, che la redazione della "Trevisani" è stata redarguita dal farlo proprio da abbonati "venezuelani", con l’affermazione esplicita che "ci sentiamo minacciati, qualora questi contenuti possano andare in mano a… quelli del potere". Una motivazione sintomatica di un malessere diffuso e di "paure" latenti; che condiziona non poco e che, purtroppo, rivela ancor più il polso di una situazione estremamente difficile. Da cui la ragionata e corrisposta prudenza del giornale di testata associativa. Con questo, senza escludere e tanto meno ignorare la portata umana e politica della questione venezuelana. Che, se mai, dovrebbe essere impugnata in ben altra maniera dagli organismi internazionali preposti, unici ad avere vera voce in capitolo al proposito

A noi, di possibile, purtroppo, non è consentito altro che esprimere fino in fondo e tutta intera la nostra profonda e angosciata solidarietà. Sperando e augurando una soluzione giusta, democratica, pacifica e sollecita. (Riccardo Masini*-Inform)

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* Riccardo Masini è Vice Presidente dell’Associazione Trevisani nel Mondo


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