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INFORM - N. 14 - 21 gennaio 2004

Successo di "Emilia Romagna en escena" in Argentina e Uruguay

BOLOGNA - Si è conclusa con successo in Argentina e Uruguay la manifestazione "Emilia Romagna en escena", organizzata dalla Consulta emigrazione della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con l’associazione internazionale "Un Ponte Due Culture", con sede in Italia, e la Asociaciòn Cultural "Puente entre Culturas", con sede in Argentina, che da diversi anni operano in questi paesi con l’intento di promuovere la cultura italiana e consolidare i legami con i connazionali residenti all’estero.

Anche quest’anno il Festival ha visto la partecipazione di artisti italiani, argentini e uruguayani della nuova generazione, in un clima di interscambio culturale - racconta Cinzia Ducoli, una delle organizzatrici - che ha attratto un pubblico non solo giovanile, accorso numeroso ai seminari teatrali e agli spettacoli presentati in diverse città: Buenos Aires, Rosario, Mar del Plata, Necochea, Santa Fe, Mendoza, Montevideo". Sono intervenuti gli artisti Luigi Dadina e Renata Molinari del Teatro delle Albe di Ravenna con lo spettacolo "Al placido Don" e il seminario sull’arte del racconto "Los cuentos de hadas son verdaderos", Mauro Mozzani, Rolando Tarquini e Paolo Pisi del Manicomics Teatro di Piacenza con lo spettacolo "Viaje Organizado" e il seminario "El cuerpo excèntrico", Norberto Presta della Compagnia italiana Via Rosse con lo spettacolo "El predilecto de los lepidòpteros" e il seminario "La inteligencia del cuerpo", Matteo Belli, pure italiano, con gli spettacoli "Inferno de Dante, visita guiada" e "Gente, intendete questo sermone - monologhi giullareschi medievali e moderni" e con il seminario "El actor sinfònico", gli argentini Eduardo Rey e Marta Tricerri con lo spettacolo "Cambiando" e l’uruguayano Fernando Toja con il seminario "Persona, Personalidad, Personaje".

Di particolare interesse la messinscena nel porto di Ingegnero White, nella provincia di Bahia Blanca (Argentina), dello spettacolo "La Costa del Diablo, los unos y los otros", ideato dall’associazione "Un Ponte Due Culture" e diretto dal regista argentino Eduardo Rey. "Alcuni cittadini - riferisce la Ducoli - hanno partecipato attivamente a tutte le fasi di elaborazione e costruzione dell’opera fino ad esibirsi come attori nella rappresentazione finale". Un "teatro della comunità", questo, che "ha dato forma e voce a storie e racconti di tempi lontani, la cui memoria di abbandono e sofferenza è custodita nel Museo del Porto che ha ospitato le rappresentazioni con la sua naturale scenografia, fatta di vecchie foto e antichi oggetti a ricordo dei viaggi transoceanici degli emigranti".

La calorosa risposta del pubblico ai vari spettacoli e seminari fa ben sperare nel proseguimento del progetto, reso possibile dal supporto organizzativo fornito dalle locali associazioni di emiliano-romagnoli. (Inform)


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