Un ordine del giorno della Consulta Nazionale Emigrazione: la Legge sul voto non si tocca
Sei Senatori e dodici Deputati devono essere eletti nella "Circoscrizione Estero"
ROMA - Il Consiglio di Presidenza della Consulta Nazionale Emigrazione, costituita da ACLI, AIE, AITEF, ANFE, AZZURRI NEL MONDO, CSER, CTIM, FERNANDO SANTI, FILEF, MIGRANTES, MCL, NUOVA UNAIE, UCEMI, UIM, UNAIE, riunita a Roma il 20 gennaio 2004, ha espresso profondo disappunto per il grave episodio che si è verificato al Senato, da parte della Commissione Affari Costituzionali, con la cancellazione dei senatori da eleggere nella "circoscrizione estera".
Il fatto desta sconcerto e perplessità soprattutto perché, dopo decenni di battaglie parlamentari, con il sostegno delle nostre comunità, delle associazioni, del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, il Parlamento ha recentemente modificato tre articoli della Costituzione, secondo le complesse modalità previste dalla stessa Costituzione, con l’apporto della stragrande maggioranza dei Deputati e dei Senatori.
Siamo di fronte ad una ingiustificabile ed inattesa controversia che mette in luce la scarsa memoria e l’insensibilità da parte dei promotori della riforma, anche perché il "nuovo Senato" non può essere privato della presenza degli eletti all’estero.
Si rammenta che la decisione richiamata (elezione delle rappresentanze nei due rami del Parlamento) è stata vissuta dalle nostre comunità con intensa emozione interpretando la scelta come un vero atto di riconciliazione con l’Italia.
La Consulta Nazionale dell’Emigrazione denuncia l’evidente incostituzionalità della proposta, prende atto e sostiene la posizione del CGIE e del Ministro degli Italiani nel Mondo, e chiede al Ministero degli Esteri di impegnarsi affinché non vengano in alcun modo messe in ombra o surrogate le scelte che il Parlamento ha già compiuto.
Si tratta, ormai, di modificare in Aula il testo approvato in Commissione al Senato, garantendo la elezione di sei Senatori e di dodici Deputati.
Il presente ordine del giorno - riferisce il Presidente della CNE Tonino Inchingoli - viene inoltrato al Ministero degli Esteri, al Ministro per gli Italiani nel Mondo, ai gruppi parlamentari della Camera e del Senato. La Consulta chiede inoltre un’audizione ai gruppi parlamentari. (Inform)