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INFORM - N. 10 - 15 gennaio 2004

Gli "appunti di viaggio" in Australia di Dino Nardi (CGIE)

Paese che vai italiani che trovi!

ZURIGO - Spesso, anzi molto spesso, nei media e tra la popolazione in Italia, si discute degli emigrati e degli italiani all’estero secondo dei cliché ben definiti come se si trattasse di un unicum con stesse situazioni, stesse problematiche e stesse aspettative. Niente di più falso! Basterebbe partecipare e seguire, per esempio, i lavori del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero o, ancor meglio, girare il mondo per rendersene conto. In quest’ultimo caso non certamente con gli occhi e la fretta del turista dei viaggi organizzati dalle agenzie specializzate, bensì entrando in contatto diretto con gli emigrati e le comunità italiane locali. Ovunque si vada si scoprirebbe, così, che ogni comunità ha le sue peculiarità, che sono ben organizzate in associazioni o club e rappresentate localmente, a livello istituzionale in ogni circoscrizione consolare, dai Comitati degli Italiani all’Estero (Comites) eletti a suffragio universale.

Un’ulteriore testimonianza di tutto ciò ne ho avuta io stesso recentemente in Australia partecipando ad una missione della Regione Toscana, con l’Assessore Mariella Zoppi, con delega ai Toscani all’Estero ed alla Cultura e Sport, e con Lorenzo Murgia, vice presidente vicario del Consiglio dei Toscani all’Estero. Una delegazione che ha visitato le comunità toscane ed incontrato i Comites, i membri del CGIE, i Comitati di assistenza scolastica, le rappresentanze consolari italiane, nonché diversi sindacalisti, parlamentari e rappresentanti istituzionali locali.

Innanzitutto la particolarità più evidente della comunità italiana di questo immenso Paese è che pur essendo un’emigrazione abbastanza recente, rispetto ad altri flussi migratori indirizzatisi verso altri Paesi, essa è tuttavia molto bene integrata nel tessuto sociale, economico e politico locale e non pensa assolutamente ad un eventuale rimpatrio, come non sembra eccessivamente interessata al voto all’estero, anche se segue attentamente quanto accade in Italia attraverso le televisioni locali e Rai International.

Un’altra caratteristica è che in Australia vi è tuttora un flusso migratorio dall’Italia, sia pure contenuto. In alcuni casi sono manager di qualche multinazionale. Molto più spesso si tratta, invece, di studenti con borse di studio o per degli stages postuniversitari, oppure di giovani che intendono perfezionare il loro inglese ed hanno scelto l’Australia (fenomeno recente) invece della tradizionale Inghilterra o degli Stati Uniti: tutti giovani che, poi, in tanti casi, vi mettono le radici grazie a dei contratti di lavoro o, magari, per matrimonio con altri giovani del luogo. In pratica una nuova e moderna emigrazione italiana. Così che, oggi, abbiamo in Australia una comunità italiana molto attiva e fiera delle sue origini, nonostante le vicende Cirio e Parmalat e le… ricorrenti gaffes del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, le cui eco a quelle latitudini giungono, peraltro, molto affievolite! Una comunità che si è gettata alle spalle i tristi ricordi delle sofferenze e dei soprusi subiti nei primi anni di emigrazione ed è ora rispettata e, spesso, anche invidiata dagli australiani di altre etnie.

Da Perth ad Adelaide, da Melbourne a Brisbane passando per Sydney, tanto per citare le città dove maggiore è la presenza italiana, da come ci è stato riferito dalle persone e dalle autorità contattate e, in alcuni casi, da come abbiamo potuto verificare con i nostri occhi, si può senz’altro affermare che, oggi, in Australia tutto quello che è o, magari, sa di italiano is beautiful, è bello! Lo dimostra, innanzitutto, il grande interesse che c’è per la lingua e la cultura italiana essendoci oltre mezzo milione di giovani che studiano l’italiano (in molte scuole è la prima lingua straniera!), per lo più in corsi gestiti dai vari Enti italiani che operano nelle diverse circoscrizioni consolari.

Un fenomeno che è visibile anche percorrendo le vie delle località più importanti dell’Australia dove i nomi italiani, e non solo quelli internazionalmente famosi del made in Italy, ricorrono molto spesso nelle insegne luminose dei negozi e dei ristoranti più alla moda.

Ma se "italiano" is beautiful, "Toscana" è ancora more beautiful, più bello. Infatti tra le molte insegne con nomi italiani la parola "Toscana" è quella che si incontra più frequentemente. Un interesse per la Toscana che è dimostrato, tra l’altro, anche dalla forte attrazione che gli australiani di altre origini hanno per le associazioni toscane ed i loro accoglienti "Toscana Club".

Una paio di esempi. In occasione di questa missione in Australia della delegazione della Regione Toscana, vi è stata al "Toscana Club" di Melbourne, alla presenza di un folto ed attentissimo pubblico e di autorità italiane ed australiane, la presentazione del libro "Mangiar toscano", un’apprezzatissima raccolta di ricette toscane (tradotte anche in inglese) che sono state utilizzate per un corso di cucina (ideato ed organizzato da "I Girasoli", l’associazione dei giovani toscani di Melbourne) i cui partecipanti erano, in maggioranza, degli australiani di origine non italiana. Secondo esempio, sempre in occasione di questa missione, la delegazione della Regione ha presenziato all’inaugurazione di una nuova associazione toscana a Brisbane, la cui nascita è stata accolta favorevolmente, non solo dalla locale comunità toscana, ma anche dallo stesso Municipio e dalle organizzazioni sindacali locali oltre che, ovviamente, dalle autorità consolari e dalle istituzioni italiane del Queensland. Un evento, questo, che, in altri tempi, poteva anche essere ritenuto normalissimo nel mondo dell’emigrazione italiana ma che, oggi, è invece un fatto eccezionale, e quindi da mettere in giusto rilievo, essendo in controtendenza con un associazionismo italiano nel mondo che comincia, ormai, ad avere sempre più spesso grosse difficoltà a trovare nuova linfa vitale per la sua sopravvivenza. (Dino Nardi, CEDAT, Coordinamento Europeo delle Associazioni Toscane)

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