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INFORM - N. 7 - 12 gennaio 2004

Urso: "Ucraina nuova porta ad est per il Made in Italy"

Il Vice Ministro alle Attività Produttive a Kiev il 15 e 16 gennaio accompagnato da una delegazione di oltre 90 imprese

ROMA - E’ Kiev il nuovo snodo commerciale per il Made in Italy che punta ad Est. Un crocevia fondamentale tra l’Unione Europea e la nuova Grande Europa, quella che un giorno potrebbe spingersi fino agli Urali. L’antica capitale dell’Ucraina ha tutte le carte in regola per diventare il passaggio a livello tra Occidente e Oriente, tanto che il nostro export che lo scorso anno ha raggiunto proprio qui la quota record di 800 milioni di euro, più del doppio rispetto al 2002. Per questo il Vice Ministro delle Attività Produttive con delega al Commercio Estero, on. Adolfo Urso ha deciso di iniziare la prima missione del 2004 proprio a Kiev con una delegazione di oltre novanta imprese italiane. Nella "due giorni" Urso incontrerà, tra gli altri, il Vice Primo Ministro dell’Economia, Pianitsky, il Vice Primo Ministro Perskyn e il Vice Ministro per l’Energia, Yermilov.

"Con un interscambio che supera i 2 miliardi di euro - ha dichiarato Urso - l’Italia è il secondo fornitore tra i Paesi Ue e il terzo Paese cliente in Europa, mentre è il primo fornitore assoluto dell’Ucraina a livello mondiale di prodotti tessili e di pellame. Promettono bene anche i materiali edili, a seguito del boom delle costruzioni e i beni di consumo di alta qualità. L’export di beni strumentali sarà inoltre favorito dalla recente apertura di Sace verso l’Ucraina dove vengono assicurate le forniture a medio-lungo termine per operazioni non superiori a 10 milioni di euro. Tra le aree di maggiore interesse, sicuramente c’è quella di Kharkiv, situata nel Nord-Est, sede di industrie della meccanica, della farmaceutica, della trasformazione di prodotti agricoli e della produzione di energia"

Gli imprenditori possono contare sul bassissimo costo della manodopera (300 dollari al mese per un operaio, compresi gli oneri sociali), una tradizione industriale solida (a Kiev era localizzata l’industria aerospaziale sovietica), oltre a una forte vocazione agricola (era il granaio dell’Urss).

"Tuttavia c’è un problema che va segnalato" ha sottolineato il Vice Ministro "non esiste un adeguato sistema bancario-assicurativo che dia un vero sostegno a chi investe. Su questa strada molto si deve ancora fare, l’unica presenza privata italiana riguarda Unicredito attraverso la Bank Pekao, ma bisognerebbe riuscire a creare una rete di sostegno al credito più ampia".

Al riguardo Urso ha ricordato che le possibilità di investire e fare affari sono molteplici. Recentemente il governo ucraina ha varato la nascita di venti "zone speciali di produzione" che offrono incentivi di tipo fiscale e doganale. A questo va aggiunto che tutti gli indicatori economici sono di segno favorevole (il Pil nel 2001 è cresciuto di oltre il 9%, nel 2002 ha superato il 4%, nel primo semestre del 2003 era del 7,3%) e il paese dispone di notevoli risorse naturali, tecnologiche, lavorative. Inoltre a breve dovrebbe firmarsi un accordo doganale con la Russia e la Bielorussia che porterà all’abbattimento dei dazi doganali tra queste aree e porterà nuove possibilità di vendita per i nostri prodotti fabbricati in Ucraina nei confronti di un mercato di oltre 200 milioni di consumatori.

Altro strumento d’investimento gestito dal Ministero delle Attività Produttive è la Legge 212/92 che nel 2002 ha concesso contributi per un milione e mezzo di euro a fronte di 7 progetti di collaborazione con l’Ucraina che hanno permesso la realizzazione di interventi a favore della collaborazione tra i rispettivi sistemi camerali, della formazione nel campo degli investimenti e della collaborazione industriale, della distribuzione e dei trasporti. (Inform)


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