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INFORM - N. 5 - 8 gennaio 2004

Elezione dei Comites in Svizzera: la piattaforma programmatica di centro-sinistra

ZURIGO - Il prossimo 26 marzo 2004 le comunità italiane in Svizzera e nel mondo saranno chiamate ad assolvere un compito importante: il rinnovo dei Comitati degli Italiani all'Estero (Comites). Giova ricordare che il ricorso alle urne giunge con quasi due anni di ritardo, dovuto alle lungaggini che hanno caratterizzato l'iter della Legge di riforma dei Comitati, inoltrata dal CGIE al Governo e al Parlamento nel mese di marzo 2002.

Lo schema di Legge preparato dal CGIE, dopo una consultazione con i Comites di tutto il mondo, prevedeva poteri più ampi per questi organismi di rappresentanza ed era sicuramente più rispondente alle esigenze indotte dall'elevato grado d'integrazione delle comunità italiane all'estero e dai nuovi compiti che si delineano con la creazione della circoscrizione estero e l'elezione di una rappresentanza degli emigrati nel Parlamento italiano.

La nuova Legge non ha accolto alcune importanti modifiche proposte dal CGIE ma introduce, ad ogni modo, alcune importanti novità come l'elezione per corrispondenza, il Comitato dei Presidenti, il passaggio da contributo a finanziamento, possibilità di interloquire con le autorità locali, ecc. L'introduzione del voto per corrispondenza dovrebbe contribuire ad elevare sensibilmente il tasso di partecipazione e quindi a legittimare sostanzialmente il compito di rappresentanza dei Comites, rafforzandone il mandato democratico.

Le associazioni e le forze politiche firmatarie del presente programma ritengono che si debba produrre un impegno alto per qualificare la rappresentanza e ampliare la partecipazione al voto, che coinvolgerà una vasta fascia di connazionali lontani dalla vita associativa e dai movimenti organizzati. Concordano, inoltre, sulla necessità della piena applicazione della legge, con particolare riguardo all'accreditamento dei Comites presso le autorità locali e alla cooperazione con la rete diplomatico-consolare sulle questioni concernenti la comunità italiana, che dovrà orientarsi ad una maggiore incisività.

Le forze firmatarie del presente programma, s'impegnano a promuovere sull'intero territorio della Confederazione Elvetica liste unitarie che intendono raccogliere e rilanciare l'esperienza positiva di Solidarietà e Progresso, e a costruire una coalizione in grado di rappresentare i valori del mondo del lavoro, della solidarietà, dei diritti e della piena cittadinanza. I candidati in lista avranno un riferimento comune - in tutte le circoscrizioni consolari - nei punti programmatici che costituiscono la piattaforma dell'impegno degli eletti durante il quinquennio del mandato ricevuto:

1. tutelare e difendere i diritti riguardanti la sicurezza sociale, il lavoro, lo studio, la formazione professionale, l'assistenza, la cittadinanza e la libera circolazione delle persone, nel rispetto della legislazione svizzera e delle convenzioni internazionali. Questi obiettivi saranno perseguiti anche stabilendo canali di comunicazione con le Istituzioni e le forze politiche locali, di concerto con l'autorità consolare.

2. promuovere attività di studio e ricerca per individuare e analizzare le tendenze nuove e i cambiamenti che emergono in seno alle comunità italiane in Svizzera, con particolare attenzione alle "nuove mobilità", all'imprenditoria italiana all'estero, ai giovani e alle donne. La realizzazione di dette finalità presume un forte ruolo di raccordo dei sistemi svizzeri e italiani, e il coinvolgimento delle Istituzioni, degli Enti pubblici e privati, delle Università e dei centri specializzati.

3. sviluppare reti relazionali con le istituzioni locali allo scopo di coinvolgere la collettivitä italiana in un processo sempre più incisivo di integrazione nella società di accoglienza, di coinvolgimento della stessa nell’opera di promozione culturale e di partecipazione alla realizzazione dell’italicità e dell’inserimento a pieno diritto nell’Europa che si sta realizzando, soprattutto diffondendo la conoscenza e le peculiarità che fanno della Confederazione Elvetica un modello di democrazia nel pieno rispetto delle caratteristiche culturali, economiche, sociali, delle diverse realtà che la compongono e promuovere l’accoglienza delle collettività italiane portatrici di valori universalmente riconosciuti.

3a (sviluppare reti relazionali con le istituzioni locali, allo scopo di favorire il processo di integrazione nella società di accoglienza e di operare con la stessa per il riconoscimento dei valori reciproci e in particolare di quelli che hanno portato la Svizezra alla maturità democratica che la caratterizza, tanto da potere essere modello per l’Europa di convivenza di più realtà culturali, economiche e sociali peculiari della Confederazione e promuovere presso le collettività italiane in Svizzera le iniziative indirizzate alla conoscenza dell’Europa come obiettivo comune.).

4. promuovere, lo sviluppo delle attività sociali, culturali, scolastiche, ricreative, assistenziali, dello sport e del tempo libero tese alla valorizzazione della rete di presenza italiana in Svizzera.

5. esprimere di pareri - compatibilmente con la legge istitutiva - sulle iniziative realizzate con finanziamenti pubblici.

Le organizzazioni firmatarie intendono coinvolgere in questo progetto tutte le forze politiche e associative che condividono la linea e i contenuti del presente programma e si riconoscono nei valori politici e culturali che accomuneranno i propri candidati in tutte le circoscrizioni consolari.

Il documento porta le firme di Luigi Zanolli (ACLI), Michele Schiavone (DS), Claudio Micheloni (FCLI), Andrea Ermano (FSIS), Antonio Razzi (La Margherita), Emirano Colombo (Comitati de L'Ulivo), Sergio Giacinti (Movimento Solidarietà e Progresso Svizzera Orientale). (Inform)


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