Finanziaria - Tremaglia: "Ho fatto il mio dovere. Al Senato ho difeso i diritti degli italiani nel mondo. Vi è una violazione della Costituzione. Riferirò al Capo dello Stato e al Presidente del Consiglio"
ROMA - "Al Senato ho compiuto il mio dovere nella tutela assoluta degli italiani all’estero. Rivendico ancora una volta che gli italiani nel mondo hanno gli stessi diritti degli italiani in Italia e debbono avere la stessa maggiorazione sociale, il famoso incremento fino a un milione di lire al mese, così come previsto per i cittadini che risiedono in Italia. Ma nonostante le promesse della vigilia e la disponibilità dei Gruppi parlamentari, al di sopra delle posizioni di parte, questo non è avvenuto".
E’ questa l’amara constatazione del Ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, al termine della battaglia da lui condotta a Palazzo Madama perché l’equiparazione delle pensioni minime degli italiani all’estero non fosse condizionata da dieci anni di contributi versati in Italia: un requisito che pochi connazionali nel mondo possono vantare.
"Ho denunciato con forza questo evento in Senato - ha proseguito Tremaglia -. La discriminazione è continuata, purtroppo con pesanti ripercussioni anche sul piano della costituzionalità del provvedimento approvato. Ho preso atto delle promesse finali ma debbo certamente informare il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio di quanto è accaduto anche dal punto di vista del rispetto dei diritto costituzionali e circa la compatibilità delle mie responsabilità e del mio impegno in questa situazione.
Mi auguro - ha concluso Tremaglia - che vi siano altri provvedimenti legislativi."