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INFORM - N. 245 - 20 dicembre 2002

"Giù le mani dalla domenica": una dichiarazione del Presidente nazionale delle ACLI, Luigi Bobba, sulla direttiva UE

ROMA - "Dove hanno fallito la rivoluzione francese e quella d’ottobre, potrebbe invece avere successo una grigia e burocratica direttiva dell’Unione europea. Là dove il furore rivoluzionario del 1789 e del 1917 fallirono, e cioè nella cancellazione della settimana e dell’alternanza tra lavoro e riposo di cui la domenica è il simbolo proprio, la spinta soft e funzionalista del mercato e il dominio incontrastato dell’individualismo potrebbero aprire una breccia rovinosa".

Lo ha dichiarato Luigi Bobba, presidente nazionale della ACLI, che ha così proseguito: "Giù le mani dalla domenica. Dopo aver consumato l’ambiente, risorsa non riproducibile, ora si vorrebbe saccheggiare anche il tempo. No, non ci stiamo. E lo diciamo con tutta la nostra voce, di credenti in primo luogo, perché la domenica è il giorno del Signore, ma anche come cittadini perché non ci rassegniamo ad una società come semplice somma di individui, incapaci di incontrarsi e riconoscersi in tempi comuni e indivisi".

"No, la domenica non si tocca! E l’Unione europea - ha concluso Bobba - di ben altro dovrebbe occuparsi. Le sue radici cristiane si rivoltano e chiedono che ci si prenda a cuore la pace, il destino dei paesi poveri, la tutela dell’ambiente. Altro che abolire la domenica". (Inform)


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