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INFORM - N. 244 - 19 dicembre 2002

Dino Nardi (CGIE) ribadisce in una nota la sua contrarietà al testo dell’emendamento alla Finanziaria

"Gabbie pensionistiche" per gli italiani all’estero

ZURIGO - In molti hanno avuto modo di seguire la telenovela dell’ormai famoso milione di vecchie lire che Silvio Berlusconi aveva promesso nel 2001 in campagna elettorale a tutti i pensionati italiani. Poi sappiamo come è andata: non tutti quelli residenti in Italia l’hanno ricevuto, anzi, mentre a quelli residenti all’estero è stata pagata solo una maggiorazione sino all’importo massimo di 123 euro mensili. A quest’ultimo proposito nel mondo dell’emigrazione c’è stata una vera e propria protesta da parte di tutti. In primis, gli stessi Comites e Cgie con il sostegno del Ministro per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, il quale ha addirittura minacciato, prima, migliaia di ricorsi alla magistratura, poi, le sue dimissioni da Ministro, se non si fosse esteso il diritto al "milione" anche ai pensionati emigrati.

Dopodiché, in occasione dell’assemblea straordinaria del Cgie, tenutasi a Roma la scorsa settimana, ecco che il Ministro Tremaglia ha individuato la soluzione del problema nel seguente emendamento alla legge finanziarie 2003, che lui ha presentato al Senato e che non è proprio del tutto coerente con la sua (e nostra) originaria richiesta. "A decorrere dal 1° gennaio 2003, ai cittadini italiani residenti all’estero, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, l’incremento della maggiorazione sociale di cui all’articolo 1 della legge 29 dicembre 1988, n. 544, e successive modificazioni, deve garantire, in presenza, ed in applicazione del suddetto articolo 38, un reddito proprio, comprensivo della predetta maggiorazione sociale nonché di trattamenti previdenziali e assistenziali anche corrisposti all’estero, tale da raggiungere un potere di acquisto equivalente a quello conseguibile in Italia con 516,46 euro mensili per 13 mensilità, tenendo conto del costo della vita nei rispettivi Paesi di residenza. Il Ministro per gli Italiani nel Mondo, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con il Ministro degli Affari Esteri e con il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, stabilisce con proprio decreto, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri di squilibrio socio-economico per le diverse aree geografiche e l’importo della maggiorazione sociale da corrispondere per ciascuna area geografica. Con la medesima procedura può essere annualmente modificato l’importo della maggiorazione sociale di cui al presente comma che non può, in ogni caso, concorrere a determinare un reddito proprio superiore a 516,46 euro mensili per 13 mensilità e, nella parametrazione tra i 516,46 euro mensili con il costo della vita nel Paese di residenza, non può comunque essere di importo inferiore a 123,77 euro mensili per 13 mensilità.".

Emendamento che, pur condiviso dal Cgie (con una decisione presa in pochi minuti sotto la pressione del Ministro, che manifestava l’urgenza di un immediato pronunciamento del Consiglio prima di recarsi al Senato), è stato comunque criticato dal sottoscritto. Una critica ribadita anche in un successivo intervento (pubblicato qui di seguito) con il quale è stata fatta una carrellata dei maggiori problemi sollevati dal Cgie negli ultimi anni. Problemi che, purtroppo, nella quasi totalità, non hanno trovato una soluzione, neppure da parte di questa maggioranza di governo che, quando era all’opposizione, si ergeva a paladina di ogni richiesta degli emigrati.

Il tempo passa e i problemi si accumulano

Vorrei esprimere la delusione, la rabbia e la protesta, sia personale che degli emigrati italiani di ogni parte del mondo, per la non soluzione di tutta una serie di problemi che sono stati evidenziati dalla Commissione sicurezza e tutela sociale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, e fatti propri ed approvati dalle assemblee del Cgie, anche in specifici ordini del giorno. Problemi in parte sollevati e fatti propri anche dalla stessa Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, come pure dalla recente Conferenza Stato-Regioni/Province autonome-Cgie. Problemi che, ovviamente, non sono unicamente di pertinenza dell’INPS ma che richiedono, talvolta, una soluzione politica del Governo e del Parlamento italiani e che ritengo utile ricordare per rinfrescare la memoria a chi di dovere.

Mi riferisco, in particolare, a tre problematiche di estrema attualità. La prima è quella dell’estensione, anche all’estero, dei benefici del comma 1 dell’articolo 38 della Legge Finanziaria 2002. Cioè il famoso milione di vecchie lire di pensione. A questo proposito mi si consenta di attirare l’attenzione su quanto è stato accettato da questa assemblea, sotto la minaccia di un’urgenza manifestata dal Ministro Tremaglia, di un immediato pronunciamento dell’assemblea sul suo emendamento. Urgenza poi smentita dai parlamentari intervenuti successivamente nel dibattito. Mi rammarico, innanzitutto, che non sia stata accolta la richiesta che la Commissione Sicurezza e Tutela Sociale potesse preventivamente esprimersi su una questione estremamente tecnica come quella sollevata dal Ministro per gli Italiani nel Mondo. Così che l’assemblea, condividendo l’emendamento proposto dal Ministro, ha accettato: 1) che i benefici del comma 1 della Legge Finanziaria 2002, per i pensionati emigrati, decorrano solo dal 1 gennaio 2003 e cioè con un anno di ritardo. 2) L’introduzione di un nuovo principio nei diritti alle prestazioni previdenziali e cioè quello di modulare l’importo delle prestazioni al costo della vita nel luogo di residenza del beneficiario. Una cosa folle! Praticamente il Cgie ha avallato l’introduzione delle "gabbie previdenziali" (simili alle "gabbie salariali" di antica memoria, un principio che, se accolto dal Parlamento, potrebbe giustificare in futuro il pagamento di prestazioni pensionistiche differenziate anche tra il nord ed il sud Italia!). Una decisione che, oltretutto, contrasta con quanto deciso, nella stessa materia, nel corso di quest’anno ed in ogni occasione, dal Cgie e dalla sua stessa Commissione sociale.

Il secondo problema è quello del "trasferimento virtuale" dei contributi svizzeri che il governo italiano ha approvato con il decreto dell’11 giugno scorso, convertito in legge il successivo 31 luglio, come soluzione di compromesso al blocco dei trasferimenti contributivi elvetici intervenuto con l’entrata in vigore degli accordi bilaterali Svizzera-Unione Europea. Ebbene, la legge ha previsto la possibilità del citato "trasferimento virtuale" solo fino al 31 dicembre del 2003 ma, a tutt’oggi, è inapplicabile poiché la circolare esplicativa della Direzione Generale INPS, nr. 162 dello scorso 28 ottobre, non ha ancora sciolto la questione del calcolo dell’importo della pensione ottenuta grazie a quella legge. Una questione che l’INPS si è riservato di chiarire in una successiva circolare della quale, purtroppo, non se ne ha alcuna notizia. Pertanto una norma la cui scadenza è fissata al 31 dicembre 2003, a sei mesi dal decreto, resta ancora inapplicabile!

Il terzo problema è quello della mancata attuazione di quanto previsto dall’articolo 11 della Legge 152/2001 (riforma dei patronati) che prevede la stipula di convenzioni e quindi anche tra patronati e Ministero degli Affari Esteri che potrebbe consentire una migliore difesa e protezione degli italiani all’estero.

Abbiamo, poi, tutta una serie di altre questioni inevase come, per esempio:

Per concludere, di tutte le problematiche inerenti la previdenza e la sicurezza sociale sollevate da questo Cgie, nelle più svariate sedi, si deve constatare che, purtroppo, l’unico problema che, a tutt’oggi, ha trovato una soluzione soddisfacente per gli italiani all’estero è solo quello del ripristino di una struttura analoga alla Direzione INPS per i rapporti e le convenzioni internazionali, a suo tempo soppressa con una decisione fortemente criticata dagli emigrati e dai patronati. Cioè di una struttura centrale per lo "Studio e ricerca per lo sviluppo delle attività delle convenzioni internazionali", peraltro annunciata dal presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza (CIV) dell’INPS, Aldo Smolizza, durante i lavori della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo. (Dino Nardi, Presidente della Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE)

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